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Camping River, appello delle associazioni alla sindaca Raggi: “Stop allo sgombero del campo rom”

La prima cittadina rivendica: "Abbiamo messo in campo un ampio ventaglio di possibilità per favorire il superamento del Camping River tramite un costante coinvolgimento degli abitanti"

Di Anna Ditta
Pubblicato il 18 Lug. 2018 alle 15:28 Aggiornato il 18 Lug. 2018 alle 15:33

Circa 350 persone rom residenti da 13 anni all’interno del Camping River di Roma, tra cui anche 150 bambini, saranno sgomberati in 48 ore e lasciati in mezzo alla strada. La denuncia viene dall’Associazione 21 luglio, che si occupa dei diritti delle persone rom.

Con l’ordinanza n.122 del 13 luglio 2018, infatti, la sindaca Virginia Raggi ha disposto lo sgombero dell’area al fine di “adottare le necessarie misure volte a salvaguardare, nell’immediatezza, le condizioni igienico-sanitarie dell’area e la salute delle persone ancora presenti”.

Il quadro igienico-sanitario dell’area, infatti, con l’assenza di acqua potabile e le fogne malfunzionanti, è compromesso, e mette a rischio la salute pubblica, creando anche il rischio di inquinare il Tevere.

Il 22 giugno scorso il comune di Roma ha dato il via libera alla distruzione di 50 moduli abitativi del campo di via della Tenuta Piccirilli, senza tuttavia fornire una soluzione abitativa e di fatto obbligando gli abitanti a sistemarsi all’aperto, sempre all’interno del “campo”, in rifugi di fortuna e senza accesso ad acqua, fognature, servizi igienici.

La distruzione dei container ha innescato una protesta dell’associazione Nazione Rom e un flash mob della 21 luglio per denunciare che il piano della giunta Raggi per superare i campi rom “viola i diritti umani”.

L’associazione adesso ha lanciato una mobilitazione online per chiedere alla sindaca Virginia Raggi di fermare lo sgombero forzato del Camping River, che rischia di lasciare per strada uomini donne e bambini.

Un anno fa la giunta Raggi ha presentato un piano per il superamento dei campi rom, dando priorità a Camping River, uno dei 7 “villaggi attrezzati” della Capitale.

“Abbiamo messo in campo un ampio ventaglio di possibilità per favorire il superamento del Camping River tramite un costante coinvolgimento degli abitanti”, ha scritto ieri in un post su Facebook Virginia Raggi. “Uno degli strumenti a disposizione delle persone risiede nel rientro volontario assistito presso il Paese di origine, collegato a un progetto di inserimento socio-lavorativo”, prosegue, “Le prime 14 persone sono già partite per la Romania”.

“Questa delibera è l’ultimo atto di una lunga serie di ingiustizie”, sostiene l’Associazione 21 luglio. “Gli sgomberi forzati, in assenza di alternative abitative adeguate, violano i diritti umani e rendono ancora più fragili le persone che li subiscono”.

All’appello dell’Associazione 21 luglio hanno aderito: Associazione Radicali Roma, Unione Inquilini, Associazione A Buon Diritto, Associazione di promozione sociale Lunaria, Un Mondo di Mondi, Alleanza Romanì, Associazione Articolo 34, Associazione Da Sud, Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili, Reyn Italia, Nessuno Fuorigioco.

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