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Come cambia il nostro cervello quando leggiamo

Leggere fa bene, lo sanno tutti. Ma la scienza dimostra che la lettura ha anche un effetto ben più significativo e duraturo sul nostro cervello

Di Vittoria Vardanega
Pubblicato il 17 Giu. 2015 alle 10:13 Aggiornato il 16 Lug. 2018 alle 09:46

Tutti i lettori appassionati lo sanno: immergersi in un bel libro è un’esperienza totalizzante, che ci isola dal mondo circostante, stimola la nostra immaginazione e ci emoziona.

Diversi studi scientifici dimostrano i numerosi effetti della lettura sul nostro cervello. Molte ricerche evidenziano il fatto che la lettura riesca ad azionare gli stessi neuroni che sono attivi quando svolgiamo altre attività, come correre, toccare qualcosa o scrivere.

Altri studi inoltre dimostrano che la lettura è uno dei metodi più efficaci per rilassarci e migliora la nostra capacità di provare empatia.

Leggere aumenta le connessioni del cervello 

Secondo uno studio pubblicato nel 2013 da un gruppo di neuroscienziati della Emory University, leggere aumenta le connessioni tra varie regioni del cervello, con un effetto che dura almeno qualche giorno.

I ricercatori hanno chiesto a un gruppo di volontari di leggere un libro – Pompei, di Robert Harris – tutte le sere, trenta pagine alla volta, per nove giorni consecutivi.

Tutte le mattine veniva effettuata una risonanza magnetica funzionale dei loro cervelli – chiamata RMF o fMRI – in uno stato di riposo. I risultati hanno mostrato un aumento della connettività del lobo temporale sinistro, un’area del cervello associata al linguaggio. 

“I partecipanti non stavano leggendo durante la scansione, quindi la maggior connettività cerebrale è un effetto della lettura della sera precedente,” ha detto Gregory Berns, neuroscienziato a capo della ricerca. “Possiamo definirla un’attività ombra”.

L’aumento di connettività è stato registrato anche nel solco centrale, che separa la corteccia motoria da quella sensitiva. Secondo Berns, questo significa che quando leggiamo di una qualche attività, come ad esempio la corsa, si possono attivare gli stessi neuroni che sono effettivamente in funzione quando corriamo.

“I cambiamenti neurali che abbiamo scoperto suggeriscono che leggere un romanzo possa realmente trasportarti nel corpo del protagonista,” ha detto Berns. “Abbiamo sempre saputo che le buone storie possono avere questo effetto, ma solo adesso possiamo dire che qualcosa di simile avviene anche a livello biologico”.

Dopo aver concluso il libro, i volontari sono stati esaminati tramite risonanza per altri cinque giorni, e i ricercatori hanno scoperto che i cambiamenti neurali non erano scomparsi. Questo significa che non si tratta solo di reazioni momentanee, anche se non si sa esattamente per quanto duri questo effetto.

Tuttavia, come dice Bern: “Il fatto che un romanzo assegnato a caso e non scelto dagli stessi partecipanti abbia prodotto questo cambiamento almeno per qualche giorno, potrebbe voler dire che i nostri libri preferiti hanno un effetto maggiore e più duraturo sulla biologia del nostro cervello”.

Leggere riduce lo stress, più che ascoltare la musica

Nel 2009 l’università del Sussex ha pubblicato uno studio che dimostra come e quanto leggere aiuti a ridurre lo stress.

I ricercatori hanno aumentato il livello di stress e il battito cardiaco di un gruppo di volontari attraverso una serie di test ed esercizi, prima di verificare l’efficacia di diversi metodi tradizionali di rilassamento.

Leggere si è dimostrata l’attività più efficace: dopo mezz’ora di lettura, il battito cardiaco e la tensione muscolare dei volontari sono diminuite del 68 per cento, ha detto il neuropsicologo cognitivo David Lewis. I livelli raggiunti sono addirittura inferiori rispetto a quelli registrati in partenza, ovvero prima che venissero artificialmente aumentati con test ed esercizi.

Ascoltare la musica, invece, ha diminuito questi livelli del 61 per cento; bere una tazza di tè o caffè del 54 per cento; camminare del 42 per cento. Giocare a un videogioco, invece, li ha abbassati del 21 per cento, lasciando tuttavia i volontari con un livello di stress superiore rispetto a quello iniziale.

Secondo gli scienziati, la lettura rappresenta un metodo di rilassamento così efficace sia per il senso di evasione che provoca, sia perché la totale immersione e concentrazione in un libro fa sì che il corpo sia meno concentrato suoi suoi stessi muscoli, e di conseguenza li rilassi.

Toccare le metafore 

Uno studio del 2012 pubblicato da un gruppo di ricerca della Emory University dimostra che quando leggiamo una metafora tattile – ovvero una metafora che contiene una qualità che si riferisce al senso del tatto, come vino vellutato – si attivano le stesse regioni del cervello che sono in azione quando tocchiamo realmente qualcosa. Questo invece non accade quando leggiamo una metafora priva dell’elemento tattile. 

Leggere migliora la nostra empatia 

Leggere estratti di letteratura aumenta l’empatia e l’intelligenza emotiva, in modo maggiore rispetto alla lettura di saggi non letterari, secondo un altro studio della Emory University. La lettura, quindi, migliora quella che viene chiamata theory of mind – teoria della mente – ovvero la capacità di intuire e capire gli stati mentali altrui.

Riscrivere mentalmente

Uno studio del University College London, invece, dimostra che quando leggiamo caratteri poco familiari, o proviamo a interpretare la calligrafia di qualcuno, si attiva la parte del cervello incaricata di produrre fisicamente testi. Questo significa che quando leggiamo caratteri per noi complicati, come ad esempio quelli cinesi, è come se stessimo tracciando con la penna quelle stesse linee.

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