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Salvini: “Dieci vaccini obbligatori sono inutili e dannosi”. La risposta della ministra Grillo

Matteo Salvini

Il ministro dell'Interno è intervenuto sul tema dai microfoni di un'emittente locale toscana

Di Luca Serafini
Pubblicato il 22 Giu. 2018 alle 17:19 Aggiornato il 22 Giu. 2018 alle 17:20

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini è intervenuto anche sulla questione dei vaccini obbligatori. Il leader della Lega ha parlato ai microfoni di Radio Studio54, un’emittente locale toscana, rilasciando alcune dichiarazioni destinate a far discutere.

“Dieci vaccini obbligatori sono inutili e talvolta dannosi”, ha detto Salvini.

Il vicepremier ha poi lanciato una specie di rassicurazione alle famiglie non ancora in regola con la normativa: “Garantisco l’impegno preso di permettere che tutti i bimbi possano andare a scuola, possano entrare in classe. Al governo siamo in due, c’è un’alleanza e bisogna ragionare con gli alleati. Ho già iniziato a ragionare col ministero della Salute Grillo, ma di certo questi bambini non devono essere espulsi”.

A Salvini ha risposto la stessa ministra Giulia Grillo, che ha dichiarato: “Voglio ribadire ancora una volta, e non mi stancherò mai di ripeterlo, che i vaccini sono un fondamentale strumento di prevenzione sanitaria primaria. E che in discussione a livello politico sono solo le modalità migliori attraverso le quali proporli alla popolazione. Tutte le polemiche sono solo strumentali e finalizzate a creare un circo mediatico che a me non interessa alimentare”.

“Prenderemo le decisioni opportune in accordo con gli alleati di Governo, ma chiaramente si tratta di un tema che deve essere discusso anzitutto dal ministero della Salute”, ha aggiunto la ministra. “Ci fa piacere che il ministro dell’Interno si interessi di un tema così importante, così come il ministro dell’Istruzione. Voglio solo precisare che l’obbligatorietà è un argomento politico, che ha a che fare con una strategia di tipo politico. Ma le valutazioni di tipo scientifico non competono alla politica. La politica non fa scienza, la scienza la fanno gli scienziati. La politica decide quale strumento vuole utilizzare, se vuole utilizzare l’obbligatorietà e in quale misura”.

“Stiamo lavorando per trovare la soluzione migliore capace da una parte di garantire la frequenza dei bambini negli asili nido e che dall’altra parte metta al centro del dibattito parlamentare la revisione dell’impianto del D.L Lorenzin”.

Come vi avevamo spiegato in questo profilo, la posizione di Grillo sui vaccini è quantomeno sfumata.

“Non sono contraria, ma non ci deve essere l’obbligo” ha sostenuto sul tema, d’intesa con la linea politica del M5S, formulata dall’immunologo e ricercatore Guido Silvestri. In sostanza: il pensiero della nuova ministra della Salute può essere sintetizzato così: i vaccini vanno bene, ma non devono essere obbligatori.

Cosa prevede il decreto Lorenzin per le scuole dell’infanzia?

Tra le principali novità del decreto approvato il 7 giugno 2017 e convertito in legge il 31 luglio 2017, c’è quella che prevede che le vaccinazioni obbligatorie e gratuite passino da quattro a dieci: anti-poliomelitica; anti-difterica; anti-tetanica; anti-epatite B; anti-pertosse; anti Haemophilusinfluenzae tipo B; anti-morbillo; anti-rosolia; anti-parotite; anti-varicella.

Le dieci vaccinazioni obbligatorie sono requisito per l’ammissione all’asilo nido e alle scuole  dell’infanzia (per i bambini da 0 a 6 anni) e chi viola l’obbligo incorre in sanzioni pecuniarie.

Le dieci vaccinazioni previste dalla legge devono essere tutte obbligatoriamente somministrate ai nati dal 2017. Per i bambini nati dal 2001 al 2016 vi è uno specifico calendario vaccinale.

Sono esonerati dall’obbligo tutti i bambini che hanno già contratto le malattie corrispondenti ai vaccini obbligatori. Sono esonerati anche i bambini che hanno specifiche condizioni cliniche per cui il vaccino non può essere somministrato, come nel caso di gravi reazioni allergiche.

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