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Quadro con divisa di Hitler: Airbnb cancella account proprietario di una villa nel bolognese

Il quadro incriminato
Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 30 Lug. 2018 alle 18:09 Aggiornato il 30 Lug. 2018 alle 18:12

L’account Airbnb del proprietario di una villa sui colli di Bologna è stato cancellato. Fin qui nulla di strano. La particolarità sta però nel fatto che la cancellazione è arrivata a causa di un dipinto raffigurante la divisa e gli stivali di Adolf Hitler.

“Punizione” maturata dopo le proteste di una turista americana che si è sentita “offesa dall’opera”, dell’artista Marcus Harvey.

Il padrone di casa, con una qualifica di ‘super host’, guadagnata con recensioni positive raccolte in cinque anni per vari immobili di pregio affittati, si è ritrovato così nell’impossibilità di accedere alle informazioni personali. Per questo motivo ha inviato una diffida al portale online, per chiedere la riattivazione e un risarcimento, ritenendosi danneggiato.

Una vicenda che risale a maggio, quando una donna tornata a casa dopo sei giorni nella villa di Zola Predosa – mille metri quadri, 14 posti letto, piscina e parco privato – ha scritto all’host chiedendo il rimborso del soggiorno.

Il motivo? Per aver sofferto della presenza di alcune opere per lei offensive: un dipinto dell’artista contemporaneo inglese Marcus Harvey, raffigurante gli stivali e i vestiti di Hitler, presente anche nelle foto dell’inserzione, e due sculture in legno di agenti di polizia di colore, che “altro non sono che tipici e comunissimi souvenir africani”, viene spiegato nella diffida.

Richiesta di risarcimento che è stata respinta dal proprietario e anche Airbnb avrebbe comunicato all’host che era infondata, salvo cinque giorni dopo cancellare l’account con una lettera di accompagnamento dal Customer Service, in cui si legge che lo stesso account “è stato rimosso in base alle circostanze del dipinto che raffigura un’uniforme nazista e le statuette nere (…) questo articolo è in violazione della nostra politica di non discriminazione perché promuove il razzismo e l’odio”.

Decisione contestata dal proprietario e dal suo avvocato Lavinia Savini dello studio Idealex secondo cui si tratta di arte contemporanea caratterizzata semmai da irriverenza e provocazione, ma certamente non di apologia del nazismo.

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