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Cosa è successo il 21 luglio nel mondo

Le notizie senza giri di parole su TPI

Di TPI
Pubblicato il 21 Lug. 2015 alle 19:17

Turchia: il primo ministro turco Ahmet Davutoglu ha detto che il responsabile dell’attacco suicida di Suruç è stato identificato. Il nome non è stato reso noto ma, secondo gli investigatori, è probabile che il sospetto sia un membro dell’Isis o di un gruppo affiliato. L’attacco, in cui sono morti 32 giovani attivisti turchi, è avvenuto la sera del 21 luglio nella città turca di Suruç, a circa dieci chilometri da Kobane, in Siria.

L’esplosione ha colpito un gruppo di giovani membri della Federation of Socialist Youth Associations, che volevano recarsi a Kobane per aiutare a ricostruire la città dopo i combattimenti. In seguito all’attentato, il governo turco ha dichiarato di voler rafforzare le misure di sicurezza e i controlli alla frontiera turco-siriana.

– Italia: la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per aver violato i diritti degli omosessuali e ha stabilito che il governo italiano deve introdurre una legge per riconoscere le coppie dello stesso sesso. Secondo la Corte, il mancato riconoscimento costituisce una violazione dell’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti umani sul rispetto per la vita privata e familiare.

– India: una donna indiana di 63 anni, sospettata di essere una strega, è stata denudata e decapitata in un villaggio nello stato dell’Assam, nell’India nordorientale. Almeno sedici persone, tra cui nove donne, sono state arrestate. Negli ultimi sei anni quasi 90 persone – soprattutto donne – sono state uccise e torturate nello stato dell’Assam perché accusate di stregoneria.

– Burundi: nella notte tra il 20 e il 21 luglio, alla vigilia delle elezioni presidenziali nel Paese, ci sono state esplosioni e sparatorie a Bujumbura, la capitale del Paese. Ci sono stati scontri di fronte a diversi seggi anche la mattina del 21 luglio. Sono morti almeno un poliziotto e un civile. Negli ultimi mesi in Burundi ci sono state violente proteste contro la decisione del presidente Pierre Nkurunziza di candidarsi per la terza volta consecutiva, nonostante la costituzione del Paese imponga un limite di due mandati. L’opposizione e la società civile hanno boicottato le elezioni.

– Giappone: Hisao Tanaka, presidente e amministratore delegato della multinazionale giapponese Toshiba, e altri membri della dirigenza si sono dimessi in seguito all’ammissione di aver truccato i bilanci della società negli ultimi sei anni. La multinazionale ha gonfiato i profitti di oltre 1,1 miliardi di euro.

Egitto: l’Ong Human Rights Watch (Hrw) ha accusato i servizi di sicurezza del Paese di aver fatto sparire decine di persone in modo sistematico e senza alcun mandato di cattura. Le autorità, secondo Hrw, hanno negato di aver arrestato le persone e si sono rifiutate di aprire indagini sui casi di sparizioni.

Palestina: i ministri degli Esteri europei hanno chiesto a Israele di interrompere il trasferimento forzato della popolazione e la demolizione delle case nel villaggio palestinese di Khirbet Susiya, in Cisgiordania, dove abitano 350 persone. Il villaggio rischia di essere completamente distrutto nei prossimi giorni.

– Cina: dal 10 luglio le autorità cinesi hanno arrestato o interrogato 238 persone, tra cui attivisti e avvocati che si occupano di diritti umani. Da allora, secondo quanto riporta il quotidiano britannico The Guardian, si sono perse le tracce di almeno sei persone e si teme siano detenute dai servizi segreti cinesi.

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