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Cosa è successo il 25 agosto nel mondo

Le notizie senza giri di parole su TPI

Di TPI
Pubblicato il 25 Ago. 2015 alle 19:54

Nigeria: una bambina suicida di circa 12 anni si è fatta esplodere all’ingresso di una stazione degli autobus nella città di Damaturu, nello stato di Yobe, nel nordest della Nigeria. Almeno sei persone, tra cui l’attentatrice, sono morte nell’esplosione e circa 30 persone sono rimaste ferite. L’attacco non è stato rivendicato, ma è stato attribuito al gruppo estremista Boko Haram. 

– India: oltre 300mila persone hanno partecipato a una protesta nella città di Ahmedabad, nello stato di Gujarat, nell’ovest dell’India. I manifestanti appartengono alla casta dei Patel, che costituisce il 20 per cento della popolazione del Guajarat. Si tratta di una delle caste più ricche, tradizionalmente composta da imprenditori e proprietari terrieri, molto attivi anche nel settore dei diamanti. I Patel hanno protestato contro le discriminazioni subite, a causa delle nuove leggi che difendono i diritti delle caste inferiori e che – secondo i manifestanti – finiscono per creare svantaggi per quelle più ricche. 

– Afghanistan: almeno 10 bambini e un adulto sono stati uccisi da una serie di esplosioni in un deposito di gas nella provincia di Herat, nell’ovest del Paese. Vivevano tutti in un campo per sfollati che si trovava vicino al deposito. Secondo un portavoce dell’Ospedale regionale della città, altre 18 persone sarebbero rimaste ferite. Non è chiaro se le esplosioni siano state causate da un incidente o siano invece il risultato di un attacco mirato. La provincia afghana di Herat si trova al confine tra Afghanistan e Iran, e l’anno scorso era stata presa di mira da una serie di raid armati contro il consolato indiano.

– Cina: la Banca centrale cinese ha deciso di tagliare i tassi di interesse per rilanciare l’economia del Paese. Negli ultimi mesi i mercati hanno registrato forti perdite e nella giornata del 24 agosto – ribattezzata lunedì nero – si è verificato il peggior crollo dal 2007.

– Germania: L’ufficio federale tedesco per l’immigrazione e i rifugiati ha deciso di sospendere il trattato di Dublino – che obbliga i richiedenti asilo a presentare domanda nel Paese europeo in cui fanno ingresso in Europa – per i rifugiati siriani. Il governo revocherà inoltre le procedure di trasferimento forzato per i siriani che non sono entrati in Europa dalla Germania, ma che comunque vi hanno presentato richiesta d’asilo. La decisione è arrivata in un periodo di tensione tra il governo e alcuni membri dell’estrema destra, che hanno protestato contro l’arrivo dei rifugiati. Il 25 agosto scorso un gruppo di estremisti ha incendiato la palestra di una scuola, destinata a diventare un alloggio temporaneo per i richiedenti asilo. 

– Siria: almeno 30 civili sono stati uccisi dai raid del governo siriano nella provincia di Idlib, nel nordovest del Paese, e nelle periferie di Damasco, la capitale. L’Osservatorio per i diritti umani in Siria ha riferito che ci sono almeno 10 bambini tra le vittime. I razzi lanciati dai ribelli nel centro di Damasco, atterrati anche nel quartiere di residenza del presidente Bashar al-Assad, avrebbero invece ucciso una persona e ferito altre 20.

Immigrazione: Secondo la Frontex – l’agenzia europea che coordina il pattugliamento delle frontiere esterne degli stati membri dell’Ue – circa 5.300 migranti, principalmente provenienti dall’Africa subsahariana, sono stati soccorsi la scorsa settimana nei pressi delle coste libiche, nel mar Mediterraneo. Soltanto nella giornata di sabato 22 agosto, la guardia costiera italiana ha aiutato a trarre in salvo 4.400 persone con l’aiuto di navi britanniche, irlandesi e norvegesi. Il 22 agosto, a causa delle condizioni meteorologiche favorevoli, i trafficanti hanno lasciato la Libia con barche sovraccariche di passeggeri, e si è registrato il numero più alto di migranti arrivati in un solo giorno negli ultimi anni.

– Sudan del Sud: il presidente Salva Kiir ha accettato di firmare un accordo di pace con i ribelli guidati da Riek Machar, per porre fine alla guerra civile che va avanti da oltre 20 mesi. L’accordo è stato mediato dall’Igad, un’organizzazione politico-commerciale formata dagli otto Paesi del Corno d’Africa. L’ex vice presidente e leader dei ribelli Machar aveva già firmato l’accordo il 24 agosto.

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