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Tutti i muri del mondo

Una mappa di TPI mostra quali sono, dove si trovano e perché sono stati costruiti i muri difensivi più importanti al mondo

Di Laura Melissari
Pubblicato il 22 Nov. 2016 alle 12:30

Quand’era ancora candidato presidenziale, Donald Trump citava spesso, tra le sue promesse da campagna elettorale, l’allungamento e il rinforzamento del muro tra Stati Uniti e Messico per impedire l’immigrazione irregolare. In Ungheria recentemente è stato costruito un muro per bloccare i migranti in arrivo dalla rotta balcanica.

E la barriera tra Israele e Palestina è additata dalla comunità internazionale come nuovo simbolo di Apartheid. Tuttavia questi, pur essendo famosi e discussi, non sono gli unici muri esistenti al mondo. Ecco una carrellata delle più importanti barriere di separazione, sparse sul pianeta: 

Stati Uniti–Messico, Muro messicano o muro di Tijuana: in Messico viene chiamato Muro della vergogna. È stato costruito dagli Stati Uniti nel 1994 per impedire l’arrivo nel paese dei migranti irregolari messicani e bloccare il traffico di droga. Non si tratta di un muro continuo, ma di tanti tratti più o meno piccoli. In totale il confine tra i due paesi è lungo 3.145 chilometri, ma non tutta la frontiera è “fortificata”. L’avvio del progetto avvenne durante la presidenza Clinton. È fatto di lamiera metallica, alta dai due ai quattro metri e corre lungo la frontiera tra Tijuana e San Diego. Per tutta la lunghezza sono posizionati fari ad altissima intensità e di sensori elettronici. Oltre seicentomila persone sono state arrestate dalla polizia mentre cercavano di attraversare illegalmente il confine. Migliaia sono morte nel tentativo. Uno dei cavalli di battaglia di Donald Trump durante la campagna elettorale è stato quello di ampliare e fortificare il muro, facendolo pagare interamente allo stato messicano. 

– Marocco–Sahara occidentale, Moroccan Wall: la sua costruzione è iniziata nel 1980 e si è conclusa nel 1987. La barriera, lunga 2.700 chilometri, è anche nota come Berm. Il muro è stato costruito dal Marocco nel territorio del Sahara occidentale per difendersi dal movimento indipendentista Fronte Polisario. Si tratta del muro (propriamente detto) più lungo al mondo. Un campo minato si estende per tutta la sua lunghezza. 

– Israele–Palestina, West Bank barrier: si estende per un totale di 730 chilometri, più del doppio della Green line, ovvero la linea di demarcazione stipulata nell’accordo di pace del 1949 tra Israele e Giordania, Egitto, Siria e Libano, dopo la guerra arabo-israeliana del 1948. La costruzione del muro, che si compone di parti in muratura e reticolati di filo spinato, è iniziata nel 2000, durante la Seconda intifada. Israele lo considera un muro di difesa per prevenire gli attacchi terroristici, la Palestina lo considera un muro di segregazione e Apartheid, che limita la libera circolazione dei palestinesi. 

— L’ELENCO DEI MURI PROSEGUE DOPO LA MAPPA: 

 – Irlanda, Belfast cattolica–Belfast protestante, Peace lines: si tratta di una serie di barriere lunghe in tutto 15 chilometri, non continuativi, e alta 7 metri. È stata costruita nel 1969, dopo il cosiddetto Conflitto nordirlandese, per prevenire le violenze tra cattolici e protestanti. Oggi ci sono dei cancelli sorvegliati dalla polizia che vengono chiusi di notte. 

– Corea del Nord–Corea del Sud, Zona demilitarizzata coreana: la Zona demilitarizzata coreana è una striscia di terra che attraversa la penisola coreana istituita alla fine delle guerra tra le due Coree nel 1953 e che divide i due paesi attraversando il 38º parallelo. È lunga 250 chilometri e larga 4. Nonostante sia definita “demilitarizzata”, è una zona con una fortissima presenza militare.

– Ceuta e Melilla–Marocco, Ceuta border fence: si tratta di una barriera di filo spinato. È stata costruita dalla Spagna nel 1990 per bloccare l’immigrazione irregolare e il traffico di merci dal Marocco alle enclavi spagnole di Ceuta e Melilla. Le barriere sono alte 3 metri e lunghe 8 chilometri a Ceuta e 12 a Melilla. Il Marocco considera illegittima la barriera, dal momento che rivendica la città di Ceuta come parte del proprio territorio. Centinaia di persone sono state uccise dalla polizia di sorveglianza nel tentativo di attraversare la barriera. 

– Zona greca–zona turca di Cipro, Linea verde dell’Onu: è un’area demilitarizzata creata dall’Onu nel 1974 lungo la linea del cessate il fuoco che si stabilì dopo l’intervento militare dell’esercito turco. La barriera è lunga 180 chilometri. Divide l’isola di Cipro da nord, a maggioranza turco cipriota, a sud, a maggioranza greco-cipriota. Attraversa anche la capitale Nicosia. 

– Ungheria-Serbia, Hungarian border barrier: è una barriera costruita nel giugno 2015 dall’Ungheria al confine con la Serbia, durante la crisi dei migranti, per impedire l’entrata nel paese a coloro che arrivavano dalla rotta balcanica. Si tratta di una rete metallica alta 3 metri e lunga 175 chilometri, sormontata da filo spinato. La sua costruzione ha destato numerose critiche da parte dell’Unione europea e dalle ong a tutela dei diritti umani. 

– Arabia Saudita–Yemen: Il governo saudita ha iniziato la costruzione di un muro al confine con lo Yemen nel 2013, per impedire infiltrazioni terroristiche e bloccare il traffico di droga dallo Yemen. Una volta completato sarà lungo 1.800 chilometri. 

– Bulgaria-Turchia: la sua costruzione è iniziata nel 2014, per una lunghezza di 160 chilometri. È stato voluto dalla Bulgaria con l’obiettivo di bloccare l’immigrazione proveniente dalla Turchia.

– Iran–Pakistan: questo muro è lungo 700 chilometri ed è stato costruito nel 2007 per impedire il passaggio delle rotte del traffico di droga dall’Iran, ma anche l’infiltrazione di gruppi armati. 

– Israele–Egitto: la costruzione del muro è iniziata nel 2010 e la prima parte è stata portata a termine nel 2011. Si tratta di un muro fortemente voluto da Israele e lungo 230 chilometri. Una volta completato del tutto, si estenderà dal porto israeliano di Eilat, sul Mar Rosso, fino alla Striscia di Gaza. Anche in questo caso il motivo della barriera è contrastare terrorismo e immigrazione irregolare dal paese arabo. 

– Zimbabwe–Botswana: si tratta di una barriera elettrificata alta tre metri e lunga 482 km costruita dal Botswana. La motivazione ufficiale della sua costruzione è impedire i contagi delle malattie tra il bestiame ed evitare lo sconfinamento delle mandrie, ma in realtà la motivazione sarebbe quella di impedire la circolazione di migranti irregolari. 

– India–Pakistan, Indian line of control fencing: è lungo 550 chilometri (dei 740 chilometri totali di confine tra i due paesi) ed è stato costruito a partire dal 1990 per dividere la regione del Kashmir in due zone, quella sotto il controllo indiano e quella sotto il controllo pachistano. La barriera è stata completata nel 2004. 

– India–Bangladesh: è stato costruito nel 1993, ed è lungo 4.096 chilometri, ovvero tutta la lunghezza della frontiera tra l’India e il Bangladesh. L’obiettivo è quello di fermare il flusso di immigrati provenienti dal Bangladesh, bloccare traffici illegali e bloccare infiltrazioni terroristiche. 

– Kuwait–Iraq: la sua costruzione risale al 1991, subito dopo l’inizio della prima Guerra del Golfo, dietro autorizzazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, per impedire un’eventuale nuova invasione del Kuwait da parte dell’Iraq. Il muro difensivo è lungo 190 chilometri. 

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