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“Gli immigrati colpiti a caso a Macerata non c’entrano niente con il delitto di Pamela”

Pamela e la madre.

"Anche Pamela se fosse ancora viva sarebbe inorridita per questo atto di odio", ha detto la madre di Pamela Mastropietro, trovata morta il 31 gennaio 2018 a Pollenza, vicino Macerata

Di Marta Perroni
Pubblicato il 5 Feb. 2018 alle 17:50 Aggiornato il 5 Feb. 2018 alle 17:54

In un’intervista al Messaggero, Alessandra Verni, la madre di Pamela Mastropietro, la ragazza uccisa il cui corpo è stato ritrovato dentro due valigie a Pollenza il 31 gennaio 2018, commenta e condanna l’atto di violenza commesso il qualche giorno più tardi da Luca Traini a Macerata.

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“Chiediamo solamente giustizia. Pene esemplari per chi ha ucciso e fatto a pezzi nostra figlia. Ma condanniamo fermamente l’attacco di ieri, non siamo razzisti e anche Pamela se fosse ancora viva sarebbe inorridita per questo atto di odio”.

E continua: “Quelle persone di colore colpite a caso non c’entrano niente con il delitto di mia figlia, non l’hanno uccisa e fatta a pezzi loro, lasciateli stare”.

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La madre di Pamela continua parlando anche a nome della propria famiglia: “Condanniamo questo gesto; il presunto colpevole per la morte di nostra figlia Pamela si trova in carcere, e ieri il gip ha convalidato l’arresto”.

“Vogliamo che paghi per quello che ha fatto: ha ucciso la nostra piccola e distrutto la nostra vita. Detto questo noi non vogliamo altro sangue sulle strade e non cerchiamo questo tipo di vendette. Siamo brave persone”.

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E conclude così riferendosi a chi cerca di strumentalizzare la morte della figlia riguardo al dibattito sull’immigrazione: “Esiste una politica di accoglienza sana, e il 4 marzo ognuno di noi andrà alle urne sapendo come votare. Noi siamo per la non violenza assoluta e non vogliamo essere strumentalizzati”.

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