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Bergamo, opera per 2 volte al cuore loro padre a distanza di 30 anni: la lettera delle figlie

Il primo intervento il dottor Orazio Valsecchi l'aveva fatto negli anni '80

Il primo intervento all'inizio degli anni Ottanta, poi ne passano una trentina e paziente medico si incontrano di nuovo: il "giovane e promettente" chirurgo nel frattempo è diventato primario

Di Massimo Ferraro
Pubblicato il 19 Nov. 2018 alle 09:25

Due interventi al cuore, a distanza di 30 anni, per mano dello stesso chirurgo. E anche il paziente è sempre lo stesso: per questo le sue figlie hanno voluto ringraziarlo con una lunga lettera, in cui ricostruiscono la curiosa vicenda.

Agli inizi degli anni ’80, come si legge nella lettera pubblicata dall’Eco di Bergamo, Orazio Valsecchi èun  “giovane e promettente” medico degli Ospedali Riuniti di Bergamo quando opera per la prima volta Pietro Alborghetti.

Pietro ha un alto rischio cardiopatico: a 45 anni ha il suo primo infarto, e suo fratello è già morto a 33 anni per lo stesso problema.

Primo incontro – “Papà incontra per la prima volta sulla sua strada un giovane e promettente medico, il dottor Orazio Valsecchi che, con approccio umano e gentile ma con mano già sicura e professionale, lo opera salvando così la vita ad un altrettanto giovane padre di famiglia”.

“Durante tutta la sua lunga vita – ricordano le figlie – papà ha ricordato sempre con estrema tenerezza e gratitudine quanto aveva fatto per lui quell’angelo e spesso, nei suoi discorsi, ricorreva il nome del dottor Valsecchi”.

“Nel corso degli anni nostro padre ha subito innumerevoli ricoveri e la sua vita è sempre stata segnata da grandi sofferenze ma la sua fortuna e la nostra è stata quella di incontrare sempre veri professionisti – come anche il dottor Vittorio Giudici di Seriate – appassionati e impegnati nell’assolvere la loro missione con umanità e umiltà […]”.

Trent’anni dopo – Negli ultimi mesi però le condizioni del papà, ormai 84enne ma ancora lucidissimo e pieno di energia, peggiorano. Ancora problemi al cuore per Pietro.

“Quando ci hanno prospettato, come ultima soluzione, un tentativo chirurgico di sostituzione di valvola aortica, noi abbiamo accettato subito”

Il motivo? A operare loro padre sarà proprio quel dottore che una trentina di anni prima gli ha già salvato la vita una volta, Orazio Valsecchi, nel frattempo diventato primario della Cardiologia interventistica dell’ospedale Papa Giovanni.

“La vita di nostro padre e della nostra famiglia è stata segnata dall’incontro con le mani e con il cuore speciale di questo medico. Lo abbiamo conosciuto all’inizio della sua carriera e ritrovato forse al termine del suo straordinario percorso professionale, nel quale chissà quante vite ha salvato!”.

“Ringraziamo quindi di cuore il dott. Orazio Valsecchi per tutto quello che ha fatto per noi, augurandogli una lunga vita costellata di riconoscimenti e grandi soddisfazioni, sperando che queste nostre sincere e semplici parole gli giungano gradite. Le figlie del signor Pietro Alborghetti”.

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