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Dopo aver denunciato le violenze contro una ladra rom, la giornalista costretta a chiudere il profilo Facebook per gli insulti

Giorgia Rombolà

Le violenze verbali subite dalla giornalista sono continuate anche su Internet, tanto da costringerla a chiudere il proprio account

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 7 Dic. 2018 alle 17:45 Aggiornato il 7 Dic. 2018 alle 17:46

La giornalista di Rainews24 Giorgia Rombolà, che aveva raccontato l’episodio di una giovane sorpresa a rubare un portafogli in metro e poi picchiata davanti alla figlia di tre anni, è stata costretta a chiudere il suo profilo Facebook per aver ricevuto troppi insulti.

Qui abbiamo raccontato l’episodio della donna rom picchiata

Ecco alcuni dei commenti

“Ringraziasse Dio che non abbiano preso a calci nel culo pure lei e con ceffoni sulla bocca che farebbe meglio a tenere chiusa. ignobile idiota”

“Per sostentarsi bisogna lavorare onestamente non rubare… capito buonista del cazzo….tanto la cessa non prende mezzi pubblici come tutti ma gira in macchinone” (al signore sfugge che il tutto è avvenuto in metro).

“Beh, poteva offrire il suo portafogli alla rom! Continua a fare la bella addormentata, chissà, forse qualche principe rom, o africano ti sveglierà … non so in che modo ma ti sveglierà”

“E anche grazie a questi pseudo giornalisti che l’Italia sta andando a puttane..nel dubbio una passata l’avrei data anche a lei..”

La marea d’odio

Sessismo e esaltazione della violenza. Giorgia Rombolà, dopo essere stata brutalmente aggredita a voce dai passeggeri della Metro A di Roma per aver difeso una donna rom, ha poi deciso di chiudere il suo profilo.

La giornalista ha cercato di intervenire, ma è stata costellata di insulti su internet con toni provocatori.
Ad esempio sulla pagina del Primato Nazionale, testata di estrema destra legata a Casapound, ne sono comparsi molti, anche se i più sconci erano nel profilo della giornalista che è stato chiuso.

Il clima è da Far West,  dove si risponde a qualunque cosa con la violenza fisica e verbale, anche nella nostra quotidianità. Alzare le mani è diventato normale?

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