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Niger, la ministra della Difesa Trenta incontra l’omologo Moutari: “Impegno italiano confermato”

Elisabetta Trenta e il ministro della Difesa del Niger, Kalla Moutari

A settembre la ministra aveva annunciato il rinnovo della missione italiana in Niger per il controllo dei flussi migratori provenienti dal paese africano

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 9 Ott. 2018 alle 17:41

Il 9 ottobre 2018 il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ha incontrato il suo omologo del Niger, Kalla Moutari.

La notizia è stata data dalla stessa Trenta tramite il profilo Twitter del ministero della Difesa.

Nel corso dell’incontro, la ministra ha confermato la disponibilità dell’Italia ad assistere le forze di sicurezza del Niger nelle operazioni di contrasto al traffico di esseri umani e all’immigrazione clandestina.

“L’Italia conferma l’attenzione nei confronti del #Niger e la disponibilità ad assistere le locali Forze di sicurezza attraverso supporto addestrativo e formativo”, è il messaggio pubblicato dalla ministra sul Twitter.

Il 20 settembre la ministra della Difesa, Elisabetta Trenta, aveva annunciato il rinnovo della missione italiana in Niger per il controllo dei flussi migratori provenienti dal paese africano, approvata per la prima volta il 17 gennaio 2018 dal governo Gentiloni.

Membri di esercito, aeronautica e carabinieri avranno il compito di addestrare le forze di sicurezza del Niger al controllo del territorio e dei confini e 3 team sono già di stanza a Niamey da alcuni giorni.

“L’obiettivo sarà arginare, insieme, la tratta di esseri umani e il traffico di migranti che attraversano il paese, per poi dirigersi verso la Libia e in definitiva imbarcarsi verso le nostre coste”, ha scritto la ministra della Difesa su Facebook.

I singoli team sono costituiti da circa 10 esperti e saranno in grado di formare 150-200 uomini delle forze locali.

“Tutto questo, seguendo ovviamente le esigenze, le richieste e le necessità di Niamey”, aveva specificato Trenta.

La missione italiana in Niger era stata approvata la prima volta dal governo Gentiloni, nonostante il voto contrario dei 5 Stelle e l’astensione della Lega.

L’operazione, tuttavia, non era mai diventata a tutti gli effetti operativi a causa di uno scontro interno tra i ministri del Niger e l’Italia. A gennaio del 2018, le autorità locali affermarono di non erano d’accordo sull’intervento italiano nel loro paese e di non esserne stati avvisati.

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