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Il Papa a Lampedusa

La storica visita del Pontefice nell'isola ha suscitato le reazioni della politica e delle organizzazioni internazionali

Di Anna Ditta
Pubblicato il 10 Lug. 2013 alle 06:54

Sono gesti semplici ma carichi di un profondo valore simbolico quelli che hanno accompagnato la visita di Papa Francesco a Lampedusa.

Il Pontefice ha voluto rendere omaggio ai migranti morti in mare ancora prima di mettere piede sull’isola, deponendo in acqua una corona di fiori. Al suo arrivo, ha inaspettatamente stretto la mano ad alcuni migranti, ricordando di pregare anche “per coloro che non sono qui”.

La messa, svoltasi davanti a 10 mila persone, è stata una liturgia di penitenza, in cui il Papa ha definito il dramma dei migranti una “spina nel cuore”.

“La cultura del benessere ci rende insensibili alle grida degli altri” ha detto il Pontefice, che nel corso dell’omelia si è schierato contro la “globalizzazione dell’indifferenza” e “l’anestesia del cuore” che ci impedisce di sentire come vicine le storie dei migranti. Subito dopo, Bergoglio ha incontrato nella parrocchia di S.Gerlando il sindaco Nicolini, i lampedusani e un gruppo di migranti.

Alla fine, il Pontefice ha ringraziato gli abitanti dell’isola chiedendo loro di “proseguire in questo atteggiamento tanto umano quanto cristiano”.

“Ora Lampedusa non è più l’ultima frontiera d’Italia ma la prima tappa del primo viaggio del Papa, mi auguro che la sua visita aiuti tutti a prendere consapevolezza della responsabilità e della necessità di accogliere” aveva commentato il sindaco Nicolini il giorno prima della visita.

All’indomani della visita sono fioccate le reazioni dal mondo della politica e delle organizzazioni internazionali.

La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha chiesto pubblicamente più coordinamento tra gli Stati per l’aiuto in mare agli immigrati, definendolo “un dovere giuridico e morale”.

Anche il presidente del Senato Pietro Grasso si è detto “molto colpito” dalle parole di Papa Francesco: “Sono state un richiamo etico e morale per tutti i cittadini e per la classe politica del nostro Paese e dell’Europa”.

Laurens Jolles, rappresentante dell’Unhcr (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) per l’Italia e il Sud Europa, ha dichiarato: ”La visita di papa Francesco a Lampedusa rappresenta un gesto di grande valore umano e simbolico, che contribuirà a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla causa di 45 milioni di persone che in tutto il mondo sono state costrette a lasciare le loro abitazioni”.

L’Unicef, l’agenzia dell’Onu per l’infanzia, vede la visita a Lampedusa, ed in particolare il gesto del Papa di lanciare in mare una corona di fiori in ricordo dei tanti migranti morti in questi anni nel tentativo di raggiungere l’Italia, come un gesto dal “significato straordinario”, segno di “grande umanità e tenerezza che restituisce dignità a tanti piccoli invisibili”.

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