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Gay Pride Roma: “Il Governo vuole cancellare le famiglie arcobaleno”

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 8 Giu. 2019 alle 16:31 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 19:53

Gay Pride Roma  – L’8 giugno è arrivata a Roma l’onda arcobaleno del Gay Pride. A organizzare la parata è stato il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, che quest’anno ha scelto come slogan la frase “Nostra la storia, nostre le lotte”.

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Il 2019 è un anno importante: si ricordano i moti di Stonewall, che 50 anni fa scossero New York con gli scontri tra gruppi omosessuali e polizia e si celebra anche il 25esimo compleanno del Pride romano.

“Questo è un Pride speciale, a 50 anni dai fatti di Stonewall che è stata la scintilla della rivoluzione del movimento, e a 25 anni dal primo grande Pride moderno e unitario a Roma. ‘Nostra la storia, nostre le lotte'”, ricorda il portavoce del Roma Pride e presidente del Circolo Mario Mieli Sebastiano Secci.

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“Proprio perché vogliamo partire da quei momenti fondamentali della nostra storia ma non possiamo prenderci il lusso di spegnere solo le candeline dobbiamo continuare a lottare in prima linea perché i tempi che abbiamo davanti sono sempre più scuri”.

“Giornalisti presi di mira da politici al governo, insegnanti sospese e reintegrate in maniera arbitraria, esseri umani sequestrati nelle navi e intanto il movimento lgbt è sempre più bersaglio di odio e violenza”, spiega Sebastiano Secci.

“I nostri figli e le nostre figlie vengono dichiarati inesistenti e dunque c’è ancora tanto da fare. Oggi lo facciamo intrecciando le nostre lotte con il movimento transfemminista, con i migranti, con i lavoratori, con gli studenti, con i disabili intrecciando le lotte con chiunque combatta ogni giorno per costruire una società migliore”.

Non si ferma qui l’attacco del portavoce del Circolo Mieli, che non risparmia il Governo.

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“Prendere di mira una minoranza è un’arma di distrazione di massa per distrarre dai reali problemi del Paese. L’anno scorso un ministro della Lega ha detto che le famiglie arcobaleno non esistono, il vicepremier dei 5 Stelle ha detto che la famiglia è fatta solo da un padre e una madre”.

“Se già un governo nega la nostra esistenza e quella dei nostri figli, che sono la parte più debole vuol dire che c’è tanto da fare e oggi con nostro arcobaleno argineremo queste istanze oscurantiste”.

Una minaccia denunciata anche dal presidente delle Famiglie arcobaleno Gianfranco Goretti: “L’attacco alle famiglie arcobaleno è stato fin da subito, con il ministro Fontana, con il decreto sul ripristino di ‘mamma e papà’ sui documenti… Sicuramente c’è la volontà di cancellarci”.

Non mancano i cori e i manifesti contro la Lega: lungo il pride spicca per esempio un “santino” con una Madonna in trono che schiaccia sotto il piede il volto del ministro dell’Interno Matteo Salvini.

In un altro cartello nelle mani dei manifestanti si vede il vicepremier leghista pesantemente truccato, mentre su un carro il logo della Lega è stato cambiato in “Lega Pop – prima le italiane”.

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