Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Menu
Home » News

Il coraggio di Fiammetta Borsellino che denuncia in tv i silenzi di Stato con nomi e cognomi

La figlia del magistrato Paolo Borsellino ospite in televisione da Fabio Fazio esorta l'Italia a fare chiarezza sulla strage mafiosa di via D'Amelio in cui suo padre perse la vita

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 4 Feb. 2019 alle 15:06 Aggiornato il 4 Feb. 2019 alle 15:10

Nel video: L’intervento di Fiammetta Borsellino su Rai 1 a Che tempo che fa

L’appello e la commozione: Fiammetta Borsellino, figlia del magistrato antimafia Paolo Borsellino, ha portato sulla rete ammiraglia della Rai un grande messaggio per lo stato e per i cittadini.

Fiammetta ha spiegato che il silenzio della famiglia Borsellino finora “è stato dettato dalla fiducia nello Stato, la principale eredità morale che ci ha lasciato mio padre ma fin dai primi minuti dopo l’attentato non ci fu la volontà di preservare il luogo del’eccidio: la borsa per esempio fu consegnata senza avere cura di verificare l’identità delle persone a cui si dava”.

Dai depistaggi nelle indagini che hanno seguito la strage, passando per i processi pieni di ombre, fino alle persone che hanno ostacolato che la verità emergesse.

Ospite della trasmissione Che tempo che fa condotta da Fabio Fazio, la Borsellino ha puntato il dito nei confronti di chi sta allungando i processi: “Sono stati caratterizzati da fortissime anomalie con le indagini affidate a Tinebra, molto vicino alla massoneria e a magistrati che dicevano apertamente che non avevano le competenze necessarie o erano alle prime armi”.

Quasi in lacrime, Fiammetta Borsellino, ha fatto nomi e cognomi, accusando il fatto che le indagini furono delegate ad Arnaldo La Barbera “che da un lato era un poliziotto, dall’altra riceveva buste paga dal Sisde”.

“Dopo 25 anni è stata quasi compromessa per sempre la possibilità di avere una verità, non si può lasciar passare neppure un giorno. Mi fido di chi ci darà risposte concrete, di chi, essendo esposto, svolge il suo lavoro con sobrietà. Non mi fido di chi si espone alle liturgie dell’antimafia” questa la richiesta di Fiammetta.

Tra i possibili motivi per i quali Paolo Borsellino è stato vittima dell’attentato, per la figlia c’è il fatto che fu tra coloro che istruirono il maxi-processo, “ma forse anche le sue indagini sugli appalti del dossier che però fu archiviato il 20 luglio”, ovvero subito dopo l’attentato.

Non solo una disamina dei responsabili della strage di Via d’Amelio, la figlia del magistrato si è anche lasciata andare a dichiarazioni personali: “Sono ancora quella bambina che spera in un cambiamento vero, quello delle coscienze” ha detto alla fine dell’intervista.

 

Leggi anche: “Depistaggio di Stato, tutte le domande su via d’Amelio”
Leggi l'articolo originale su TPI.it
Exit mobile version