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Ferrero Azienda | News | Ultime Notizie | CdA Cariche | Presidente | Storia

Tutto quello che c'è da sapere sulla nota azienda dolciaria fondata da Pietro Ferrero

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 19 Feb. 2019 alle 07:00 Aggiornato il 27 Feb. 2019 alle 16:25

Ferrero Azienda | News | Ultime Notizie | CdA Cariche | Presidente | Storia

FERRERO AZIENDA – La Ferrero è una delle più note multinazionali italiane specializzata nella produzione di prodotti dolciari conosciuti in tutto il mondo – come la amatissima crema spalmabile alla nocciola Nutella.

Nel maggio 2009 il Reputation Institute, dopo aver realizzato un’indagine in 32 Paesi intervistando più di 60.000 consumatori, ha infatti affermato che Ferrero è il marchio più affidabile e con la migliore reputazione al mondo.

La sua fondazione risale al 1946, anno in cui ad Alba – comune piemontese in provincia di Cuneo – Pietro Ferrero pose la “prima pietra” di un’azienda destinata a diventare un punto di riferimento nel mondo.

Alba è a tutt’oggi il luogo dove la Ferrero mantiene la sua sede legale ed amministrativa, mentre la produzione è divisa tra il piccolo comune piemontese, Pozzuolo Martesana (MI), Balvano (PZ) e Sant’Angelo dei Lombardi (AV). Per quanto invece riguarda la proprietà, essa è al 100% dalla holding Ferrero International SA, con sede sin dal 1973 a Findel di Sandweiler in Lussemburgo.

Come holding generale del gruppo, La Ferrero International SA era controllata dalla fiduciaria olandese Bridport Investment BV (per circa l’80% del capitale) e da Michele Ferrero in persona per la quota rimanente. Si trova invece a Montecarlo la cassaforte del gruppo, Fedesa.

Ferrero Azienda | Storia e origini

Tutto inizia nel lontano 1942 in via Rattazzi, strada di Alba dove Pietro Ferrero apre un piccolo laboratorio per dolci cominciando a sperimentare varie golosità.

In quell’anno l’Italia, come tanti altri paesi, si trova ancora nel pieno del secondo conflitto mondiale ed Alba è ricca di nocciole a buon mercato; così Ferrero dopo tantissime prove di differenti impasti e creme – tanto da svegliare in piena notte sue moglie per gli assaggi – nel 1946 inventa la “versione zero” della crema spalmabile più famosa al mondo e la chiama Pasta Gianduja.

In seguito Gianduja diventa Giandujot, un cambio di nome che voleva associare la crema alla nocciola all’altrettanto famoso gianduiotto torinese. In origine la crema veniva confezionata in carta stagnola, un formato “pronto all’uso”: bastava tagliarlo e spalmare la delizia sul pane.

Naturalmente la crema alla nocciola riscosse subito un grandissimo successo da parte dei fortunati assaggiatori, i quali apprezzavano anche l’economicità di quel prodotto. In poco tempo la produzione artigianale non era più sufficiente ad accontentare le richieste dei consumatori e così, sempre nel 1946, la Ferrero diventa un’azienda bisognosa di incrementare anche il suo organico.

A questo punto il fratello più piccolo di Pietro Ferrero, Giovanni, assume la guida di quella che oggi sarebbe definita “l’area marketing” dell’azienda a conduzione familiare al fine di promuovere e vendere i prodotti. A quel punto l’azienda adotta una strategia che risulterà essere vincente: invece di affidare la distribuzione ad altri, la Ferrero crea una propria rete di distribuzione diretta, dalla fabbrica al rivenditore.

Successivamente, quando ormai le basi dell’azienda erano diventate solide, un’alluvione allaga lo stabilimento della Ferrero che si trova completamente isolato. Ma grazie alla collaborazione dei suoi stessi dipendenti, l’azienda vede in poco tempo il ripristinarsi della normalità.

Poi, il 2 marzo del 1949, il primo lutto: muore infatti Pietro Ferrero e un anno dopo il fratello Giovanni fa il suo ingresso ufficiale in azienda diventando socio della Società in nome collettivo P. Ferrero & C. di Cillario Piera vedova Ferrero e Ferrero Michele.

Da qual momento in poi l’azienda comincia ad aprire stabilimenti all’estero: il primo nel 1956 a Stadtallendorf, in Germania, con 5 dipendenti che ben presto sarebbero diventati 60. Prodotto di punta del “polo tedesco” è la Creamalba, mentre successivamente arrivano i cioccolatini Mon cherì.

Solo un anno dopo, nell’ottobre del 1957, muore anche Giovanni Ferrero. La guida dell’azienda, di conseguenza, viene assunta dal nipote Michele Ferrero, mentre prosegue l’espansione commerciale: nel 1960 apre il secondo stabilimento italiano a Pozzuolo Martesana (MI) e l’anno prima rileva una vecchia fabbrica tessile del comune francese di Villers-Écalles.

Ferrero Azienda | La nascita della crema più golosa di sempre: la Nutella

Il 20 aprile 1964 è un giorno storico: la crema di nocciole subisce un cambio di formula, densità e nome, e così nasce ufficialmente la Nutella.

Questo prodotto è fin da subito un successo che permette all’azienda di accrescere la sua reputazione come industria dolciaria anche al di fuori dei confini nazionali; la Nutella, in poco tempo, fa il giro di tutto il mondo

Nello stesso anno il centro direzionale della Ferrero viene posto a Pino Torinese, mentre nuovi stabilimenti e sedi commerciali continuano a proliferare nei Paesi Bassi, Belgio, Svizzera, Danimarca e Regno Unito.

Gli anni ’60 sono poi fondamentali: nel 1968 viene infatti inaugurata la linea di prodotto Kinder Cioccolato, mentre l’anno seguente la Ferrero sbarca oltre oceano, a New York, dove apre un ufficio di rappresentanza, al quale ne seguiranno altri in Austria, Irlanda, Porto Rico ed Ecuador, consolidando una produzione ormai mondiale.

In seguito, nel 1983, nasce la Fondazione Ferrero: l’idea è di Michele Ferrero e sua moglie Maria Franca Fissolo e lo scopo quello di mantenere saldi i legami tra l’azienda, i suoi dipendenti e chi ha lasciato l’azienda raggiungendo l’età della pensione. La fondazione si propone infatti anche come ente culturale e sociale, tanto che nel 1991 viene riconosciuta come persona giuridica.

La Ferrero, partita con il piccolo laboratorio dolciario di Via Rattazzi, ha visto una crescita davvero sorprendente: già nel 1996 il fatturato globale dell’azienda raggiungeva i 7.500 miliardi di lire con 14 mila dipendenti, mentre nel 2000 esso tocca quota 4 miliardi di euro (con più di 16.000 dipendenti).

Nel 2006 poi il Gruppo Ferrero dà vita al progetto di CSR Kinder+Sport, uno dei pilastri della propria Responsabilità Sociale d’impresa, con l’obiettivo di promuovere la pratica sportiva tra le giovani generazioni a livello globale e nell’anno successivo il fatturato consolidato diventa di circa 6 miliardi di euro.

Ferrero Azienda | Gli Anni 2000

Purtroppo, il 18 aprile 2011 Pietro Ferrero, amministratore delegato in carica e figlio di Michele Ferrero, muore prematuramente d’infarto in Sudafrica all’età di 47 anni. Alla guida dell’azienda rimane il fratello Giovanni, che da tempo condivideva il comando con lui.

Nel 2014 l’azienda, in collaborazione anche con PepsiCo, decide di distribuire in Italia le patatine Lay’s e così il fatturato consolidato del gruppo diventa di circa 8,4 miliardi di euro.

Risultati particolarmente brillanti vengono conseguiti dall’azienda anche in Asia, Russia, Usa, Canada, Brasile, Messico e Turchia. Nel corso di questi anni vengono occupati oltre 21.900 dipendenti, con 74 società consolidate e con 38 compagnie operative per la vendita e 20 stabilimenti per la produzione di cui 3 ulteriori operanti nell’ambito delle Imprese Sociali. Otto di questi stabilimenti sono distribuiti in Europa e i rimanenti sette rispettivamente in Argentina, Australia, Brasile, Ecuador, Porto Rico, Canada e Stati Uniti.

In generale i prodotti Ferrero oggi sono presenti, direttamente o tramite distributori autorizzati, in oltre 160 Paesi.

A confermare i progressi finanziari della multinazionale arriva nel 2014 l’inserimento di Michele Ferrero e famiglia nella classifica degli uomini più ricchi d’Italia secondo Forbes, dove risultano essere al 1º posto in Italia ed al 30º nel mondo.

Nel 2015 però, dopo una lunga malattia, Michele Ferrero muore nel pomeriggio del 14 febbraio 2015 a Montecarlo all’età di 89 anni.

Ferrero Azienda | Il nuovo (e attuale) CdA

Lo stesso anno della morte di Michele, la Ferrero compra l’azienda inglese Thorntorns e inizia questa nuova produzione.

Nel marzo 2017 c’è poi l’annuncio che Lapo Civiletti  diventerà dal 1 settembre il nuovo CEO, il primo esterno alla famiglia.

Giovanni Ferrero, AD attuale, in quell’anno è Executive Chairman e si concentra sulle scelte strategiche della multinazionale. Infatti, sempre nel marzo 2017, la Ferrero acquisisce per 107 milioni di euro Fannie May, la società statunitense del cioccolato premium. Pochi mesi più tardi, in ottobre, è la volta di una seconda acquisizione negli Usa: la Ferrara Candy, terza società statunitense nel settore delle caramelle e delle gomme da masticare, viene infatti inglobata.

La strategia di base è quella di entrare con forza nel mercato d’oltre Atlantico, regione dove la Ferrero ha un fatturato molto basso, di appena il 6%.

Infine, il 16 gennaio 2018, Ferrero fa accordi con la Nestlé, rilevandone le attività dolciarie negli Stati Uniti per 2.8 miliardi di dollari e acquisendo così la titolarità sul mercato americano dei marchi CrunchButterfingerBabyRuth100GrandRaisinetsWonka ed altri, nonché i relativi stabilimenti di produzione situati a Bloomington, Franklin Park ed Itasca, in Illinois.

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