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Enel | News | Ultime Notizie | Fonti di energia | Amministratore delegato | Storia | Offerte di lavoro

Di Laura Melissari
Pubblicato il 20 Feb. 2019 alle 07:28 Aggiornato il 26 Feb. 2019 alle 18:40
Enel | Storia e origini | Enel oggi | Fonti di energia e organizzazione | Azionariato | Il nuovo logo | Offerte di lavoro

Enel, originariamente acronimo di Ente nazionale per l’energia elettrica, è una società privata nel settore dell’energia.

È l’84esima azienda al mondo per fatturato, con 70,59 miliardi di euro e una capitalizzazione di borsa di 39,4 miliardi di euro.

La società è quotata nell’indice Ftse Mib della Borsa di Milano.

Enel | Storia e origini

La nascita dell’ente pubblico nel 1962

La produzione di energia elettrica in Italia nel 1898 era pari a 100 milioni di chilowattora. Nel 1969 arrivava ad oltre 56 miliardi nel 1960.

Prima della creazione dell’Ente nazionale, la gran parte della produzione di energia elettrica era prodotta da oltre 1.200 aziende private locali o di ambito regionale o legate a soggetti industriali.

Nei primi anni ’60 lo stato iniziò a sovvenzionare la realizzazione di centrali elettriche e delle opere territoriali per incrementare la produzione di energia elettrica. Nell’ambito della distribuzione lo stato è intervenuto nel 1961 con l’unificazione delle tariffe su base nazionale per uguali classi di consumo, imponendo alle aziende elettriche l’allacciamento a chiunque ne facesse richiesta.

Fu però nel 1962 che venne istituito l’Ente per l’energia elettrica. Lo stato voleva definire una politica nazionale dell’energia e sviluppare il paese sulla base di altri paesi europei come Francia e Regno Unito.

L’unificazione del sistema elettrico avvenne sotto il governo Fanfani IV, che dopo aver ricevuto la fiducia del parlamento italiano, prese l’impegno di varare un provvedimento.

Nella seduta della Camera dei deputati del 26 giugno 1962 venne presentato il disegno di legge di una legge delega che sanciva i princìpi e le modalità per l’istituzione dell’Ente nazionale per l’energia elettrica.

Il nascente ente acquisì tutte le attività delle centinaia di aziende che operavano in quegli anni nella produzione, trasformazione, trasmissione e distribuzione di energia elettrica.

Lo stato italiano indennizzò le aziende con una quota da corrispondere in 10 anni, calcolata sul valore delle aziende.

Il 1962 fu un anno di transizione e definizione del servizio, che diventò effettivo nel 1963. In quegli anni i nuclei abitati non collegati alla rete elettrica sono passati dall’1,27 per cento del 1960 allo 0,46 per cento del 1964, con oltre 320mila nuovi abitanti collegati.

Nel 1963 l’Enel fu coinvolta nel disastro del Vajont, del 9 ottobre 1963. Quel giorno una grossa frana si staccò dal Monte Toc e piombò all’interno del lago artificiale della diga del Vajont, in Friuli-Venezia Giulia, al confine col Veneto, provocando un’ondata d’acqua che investì i paesi sottostanti. Con l’impatto della frana sul lago, l’acqua si sollevò a tal punto da superare la diga uccidendo 1.917 persone.

Il bacino del Vajont era sfruttato per produrre una grande quantità di energia idroelettrica. L’impianto era stato realizzato dalla Sade e il 14 marzo 1963 era stato appena conferito nell’ambito del processo di nazionalizzazione alla neonata Enel. L’Enel è stata imputata al processo come società responsabile del disastro, aggravata dalla prevedibilità dell’evento. La società è stata condannata a risarcire i danni alle comunità coinvolte nella catastrofe.

La trasformazione in società per azioni nel 1992

L’Enel è rimasta un’azienda di Stato fin dalla sua creazione. All’inizio degli anni ’90 iniziò però una progressiva liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica. Nel 1991 fu varata una legge che concedeva alle imprese di produrre energia elettrica per uso proprio con l’obbligo di cederne la quantità in eccesso a Enel.

Un anno fondamentale per la storia di Enel fu il 1992, quando l’azienda fu trasformata dal governo Amato in una società per azioni con il Ministero del Tesoro come unico azionista.

La stagione delle liberalizzazioni toccò il suo apice nel 1999, quando con il decreto Bersani fu avviata la liberalizzazione del mercato elettrico e il riassetto societario di Enel. L’azienda si separò in 3 distinte società: Enel Produzione, Enel Distribuzione e Terna. In quell’anno avvenne anche la privatizzata per il 31,7 per cento e di conseguenza la quotazione in borsa.

Le azioni Enel vennero quotate nella Borsa Italiana ad un prezzo per titolo di 4,30 euro.

Nel 1997 l’azienda cambiò nome: da ENEL – Ente nazionale per l’energia elettrica divenne Enel S.p.A.

L’Enel, che dal 1999 è una società privata, ha comunque come primo azionista lo Stato italiano. Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha il 23,6 per cento del capitale sociale della compagnia.

L’Enel oggi

Oggi Enel fa parte di un gruppo di aziende che si occupa della produzione e della distribuzione di energia elettrica e gas in 37 paesi del mondo.

Fanno parte del gruppo oltre 63mila dipendenti. E ci sono oltre 63,7 milioni di clienti in tutto il mondo.

“Nei primi nove mesi del 2018, Enel ha continuato a registrare solidi risultati, con un incremento a due cifre dell’utile netto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”, ha affermato l’Amministratore Delegato, Francesco Starace. I risultati registrano ricavi in aumento del 2 per cento a 55,2 miliardi di euro, risultato netto a 3,01 miliardi (+15,1%) e utile netto ordinario a 2,8 miliardi (+11,8%).

Enel | Le fonti di energia e l’organizzazione

Enel produce energia elettrica da diverse fonti: geotermica, eolica, fotovoltaica, idroelettrica, termoelettrica, nucleare.

Nel 2016 il gruppo Enel ha prodotto 261,8 miliardi di kWh di elettricità. Dalla fine del 2008 della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili si occupa l’azienda controllata Enel Green Power.

In Italia l’Enel è così organizzata:

Enel produzione si occupa di produzione di energia elettrica

Enel Green Power che si occupa di fonti rinnovabili

Enel energia, che si occupa di fornitura di energia elettrica

E-distribuzione che si occupa di distribuzione e trasformazione di energia elettrica e della manutenzione degli impianti

Servizio Elettrico Nazionale che si occupa della gestione del servizio di maggior tutela, ovvero la fornitura di energia a prezzi stabiliti dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas nelle aree nelle quali e-distribuzione è concessionaria del servizio

Enel sole, che si occupa dell’illuminazione pubblica ed artistica

In seguito alla liberalizzazione del mercato, Enel non può produrre più del 50 per cento dell’energia elettrica prodotta sul territorio nazionale ed è obbligata, al pari di tutte le aziende produttrici, a collegare alla rete elettrica chiunque ne faccia richiesta (servizio universale), secondo le normative europee.

In generale Enel è soggetta alla supervisione e alle decisioni dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

Enel | Azionariato

Il principale azionista di Enel è il Ministero dell’Economia e delle Finanze con il 23,58 per cento. La società di investimenti BlackRock possiede invece il 5,6 per cento.

Ecco da chi è composto il consiglio di amministrazione:

L’attuale presidente di Enel è Maria Patrizia Grieco. L’amministratore delegato è invece Francesco Starace, che è ad della società dal 2014, dopo 14 anni all’interno dell’azienda.

Enel | Il nuovo logo

All’inizio del 2016 Enel ha svelato il suo logo. Una strategia aziendale che punta innanzitutto a sottolineare la propria vocazione internazionale, non a caso è stata scelta Madrid come location per la presentazione del nuovo logo di Enel e del nuovo logo di Endesa, il colosso iberico su cui Enel ha iniziato a puntare dal 2007 e di cui dal 2014 detiene in maggioranza.

Il logo riflette il cambiamento digitale e attorno al quale ruota tutta la nuova strategia. Una scia colorata di energia che delinea una nuovo percorso aziendale denominato Open Power.

Il nuovo logo è stato realizzato da oltre 100 persone avvalendosi della collaborazione di alcune delle maggiori agenzie digitali al mondo come Huge e Wollf Olins. Un lavoro complesso che ha prodotto anche il nuovo portale web, un innovativo portale costruito sulla nuova tendenza mobile-first, quindi pensato principalmente per smartphone e tablet, e che mette al centro il dialogo con il cliente.

Le reazioni sul web sono state variegate. Qualcuno ha interpellato Enel con un tweet, chiedendo se fosse stato previsto un compenso per il restyling, e la stessa Enel ha risposto “certo. 15 euro il falegname”, dimenticando forse per un attimo di non essere la Ceres – la marca di birra nota per le sue pubblicità provocatorie – ma di essere una multinazionale che opera in oltre 30 paesi e 4 continenti.

Senza dubbio ad un occhio attento, più in Italia che in Spagna, non è sfuggita la somiglianza impressionante con il logo di Google. Basta ribaltare il nuovo logo di Enel e ritrovarsi la E perfettamente sovrapponibile alla G di Google, ed entrambe le L cromaticamente identiche.

Altra coincidenza, la scritta che compare ribaltando il nuovo logo di Enel è “Gugl” che ricorda la nota pronuncia italica del motore di ricerca più famoso al mondo.

Enel | Offerte di lavoro

Enel ha lanciato un piano di 500 assunzioni per il 2019. Le nuove assunzioni sono il frutto di un accordo per l’occupazione preso da Enel e i diversi sindacati, che nei mesi scorsi avevano presentato una vertenza.

Le posizioni aperte sono per tutti, da diplomati ai laureati.

L’accordo tra Enel e sindacati ha come obiettivo principale quello di promuovere un percorso formativo e professionale continuo per gli addetti al comparto elettrico, e in secondo luogo vuole anche aprire l’azienda sul fronte occupazionale grazie al piano di 500 assunzioni.

Le figure professionali ricercate al momento sono:

Per tenersi aggiornati sulle posizioni lavorative aperte ricercate dall’azienda consigliami di consultare il sito ufficiale dell’Enel alla pagina Lavora con noi. Per inviare la propria candidatura, è necessario “caricare” sul portale dell’azienda il proprio cv.

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