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Di Maio e Di Battista: “Il primo furbetto del reddito di cittadinanza è un consigliere comunale del Pd”

Scoppia la polemica dopo le parole di Sandro Russo, dipendente di un Centro di Assistenza Fiscale di Palermo, su come raggirare alcuni paletti del reddito di cittadinanza. Russo è stato ripreso di nascosto dalle telecamere de La7

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 30 Gen. 2019 alle 15:27 Aggiornato il 30 Gen. 2019 alle 15:57

Sandro Russo non sapeva di essere ripreso dalle telecamere di La7, quando ha parlato di come raggirare gli ostacoli del reddito di cittadinanza e intascarlo senza averne diritto. Russo è un dipendente di un Centro di Assistenza Fiscale della Cgil di Palermo, oltre a essere capogruppo del Partito democratico nella vicina Monreale, e le sue dichiarazioni andate in onda domenica sera nel programma di Massimo Giletti Non è l’Arena hanno scatenato la polemica.

Credendo di parlare con un dirigente del sindacato che gli chiedeva se esistessero delle falle nella normativa, Russo risponde che, sì, ci sono. E ne elenca un paio, come ad esempio che una coppia che convive può di fatto fare richiesta e accedere al reddito mantenendo due diverse residenze. E poi il dipendente spiega ancora che non sarà difficile continuare a lavorare in nero e ricevere il bonus: basta non accettare le offerte di lavoro proposte dal sistema, perché i controlli annunciati saranno solo simbolici.

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“Controlli serrati”

Le parole di Russo hanno fatto arrabbiare – e non poco – il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio, che ha chiesto al neoeletto leader della Cgil Maurizio Landini di intervenire. “Chi fa il furbo paga”, riferisce il vicepremier pentastellato, che afferma anche di aver “ricevuto segnalazioni da altri Caf”.

Di Maio torna a parlare di controlli e ribadisce che ci saranno “controlli serrati, è un patto tra cittadino e Stato, chi imbroglia o mette in piedi processi per truffare lo Stato sarà perseguito. Si tratta di un’occasione troppo importante per il Paese perché qualche furbetto la macchi”.

La risposta di Russo

Dal canto suo, il dipendente del Caf intervistato a tradimento dalle telecamere di Giletti è stato investito dalle polemiche. “Sono stato raggirato”, dice Russo, che sta valutando se ricorrere alle vie legali: “Il giornalista de La7 si è qualificato come un collega della Cgil che voleva parlare del reddito di cittadinanza perché voleva fare degli approfondimenti. Non parlavo quindi con un utente”.

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“Anche perché l’addetto alle pratiche Isee del reddito di cittadinanza non sono io. Vi prego, basta strumentalizzare questo episodio. E poi ho solo riportato quello che le persone dicono sul reddito di cittadinanza”, conclude Russo.

Di Maio e Di Battista contro il Pd

Il vicepremier del Movimento 5 Stelle coglie la palla al balzo per attaccare il Pd, visto il ruolo rivestito dal dipendente del Caf di Palermo nel comune di Monreale. “Visto che Martina e Orfini sono accampati in Sicilia da due tre giorni a denunciare il governo sulla Sea Watch, a Siracusa, di ritorno possono passare per Monreale perché noi ci aspettiamo l’espulsione di questo consigliere comunale, Sandro Russo, capogruppo del Pd a Monreale. Ci auguriamo che il Pd voglia espellerlo dopo che è stato sospeso dal suo lavoro al Caf”, dice Di Maio.

Anche Di Battista dice la sua e attacca: “Il Pd, mentre vuole raccogliere delle firme contro una misura per le persone in difficoltà, ha all’interno un suo uomo che dice come fottere lo Stato. Chapeau, complimenti, buon funerale. Per me dovete politicamente sparire”.

 

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