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Ecco il nuovo piano Conte-Di Maio per fermare lo strapotere di Salvini

Credit: AFP PHOTO / Andreas SOLARO

Il niet grillino a Orban rappresenta un’occasione per porre una sfida, tutta interna, a Salvini. Il punto è solo politico, ed è da qui che parte una nuova fase nella sfida del M5S al ministro dell’Interno

Di TPI
Pubblicato il 12 Set. 2018 alle 09:32 Aggiornato il 12 Set. 2018 alle 10:25

L’incredibile ascesa nei sondaggi della Lega di Matteo Salvini preoccupa moltissimo il vicepremier Luigi Di Maio e il Movimento Cinque Stelle.

Il capo politico dei grillini, infatti, in seguito a un incontro con Casaleggio jr. e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, avrebbe ottenuto rassicurazioni da parte del premier che voterà a favore delle sanzioni contro l’Ungheria nella votazione che si terrà a breve (previa attivazione dell’articolo 7 del Trattato di Lisbona) all’Europarlamento: voto pressoché inutile, visto che, per essere approvate, le sanzioni dovrebbero ricevere i quattro quinti dei voti dei capi di stato e di governo, e poi l’unanimità, con la Polonia che con ogni probabilità voterà contro.

Ma il niet grillino a Orban rappresenta un’occasione per porre una nuova sfida, tutta interna, a Salvini. Il punto è solo politico, ed è da qui che parte una nuova fase nella competizione del M5S al ministro dell’Interno. “Distinguersi dal capo della Lega” e fermarne l’ascesa: questa l’unica strategia possibile oggi, e l’unica che conti davvero.

Costi quel che costi, pena la crisi di governo.

Forzare la mano, quindi. Ma il piano M5S per placare Salvini non può non includere il reddito di cittadinanza nella Legge di Bilancio in discussione in Parlamento (“non c’è alternativa, altrimenti questo governo non ha senso”, sostiene Di Maio).

Questo passo costituirebbe un risultato politico significativo per i Cinque Stelle in vista delle elezioni europee in programma a maggio del 2019.

Salvini, che è ben consapevole di tutto ciò, frena e appoggia la necessità di una politica rigorista del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che impedirebbe almeno in parte l’approvazione del reddito di cittadinanza grillino.

Al contrario, il ministro dell’Interno spinge sulle pensioni, rilanciando la sua proposta “quota 100”, con la quale si andrebbe in pensione a una età anagrafica minima di 62 anni e una anzianità contributiva di 38, la cui somma equivarrebbe appunto a 100 (altrimenti è possibile andare in pensione anche prima dei 62 anni di età, purché siano stati maturati 41 anni e mezzo di contributi).

Il potenziale veto a Orban deciso dal Movimento Cinque Stelle rappresenta infine un netto e secco no alla politica europea di Salvini, contro coloro che non accettano una più equa redistribuzione dei migranti sul territorio europeo (come l’Ungheria).

Salvini, in ogni caso, ha dalla sua il vantaggio di poter far saltare il banco da un momento all’altro e portare l’Italia al voto visto l’ampio e diffuso consenso che i sondaggi gli attribuiscono. conte salvini di maio

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