Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Menu
Home » News

Il reddito di cittadinanza è legge: tutte le novità del testo approvato in via definitiva

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 28 Mar. 2019 alle 10:47 Aggiornato il 28 Mar. 2019 alle 11:26

DECRETO REDDITO DI CITTADINANZA – Nella giornata di mercoledì 27 marzo 2019 il Senato ha approvato in via definitiva il testo del dl 4/2019, il cosiddetto “decretone” contenente, insieme alla riforma delle pensioni, anche la misura simbolo del governo M5s: il reddito di cittadinanza.

Il decreto, giunto “blindato” a Palazzo Madama per la terza lettura e l’approvazione definitiva a ridosso della scadenza per la sua conversione in legge, ha subito delle modifiche dal suo impianto originario durante il passaggio a Montecitorio. Gli emendamenti proposti in Senato (117), invece, sono stati appunto tutti bocciati.

Qui alcuni link utili sul reddito di cittadinanza:

Vediamo cosa prevede il testo definitivo del decreto, ora legge della Repubblica, per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, soprattutto alla luce delle ultime modifiche introdotte.

Decreto reddito di cittadinanza | Tutte le novità del testo approvato

Disabili, sostegno extra fino a 50 euro al mese. Grazie a una modifica relativa ai parametri della scala di equivalenza i nuclei familiari numerosi e con membri disabili hanno la possibilità di ricevere con il sussidio fino a 50 euro in più al mese. Per quanto riguarda la pensione di cittadinanza, essa verrà concessa anche nel caso in cui il componente del nucleo – di età pari o superiore a 67 anni – conviva solamente con una o più persone in condizione di disabilità grave o non autosufficienza.

Alzata inoltre da 5 mila a 7mila 500 euro la soglia del patrimonio mobiliare per l’accesso al sussidio per ogni componente con disabilità grave o non autosufficienza.

Finti divorzi e genitori single. Questa è una modifica introdotta per evitare che alcuni “furbetti” intascassero un doppio sussidio dopo aver appositamente divorziato o cambiato residenza. In entrambi questi casi, infatti, il reddito di cittadinanza può essere ottenuto dal suo richiedente solo se separazione o divorzio sono successivi al 1 settembre 2019, mentre il cambio di residenza deve invece essere certificato da un apposito verbale della polizia locale.

Anche i genitori “single” richiedenti il RdC hanno dei “paletti” da rispettare: se ci sono figli minori ai fini del calcolo Isee viene compreso anche il genitore non convivente o non sposato. Tale regola, però, non vale se uno dei due genitori si è risposato con persona diversa dall’altro genitore, se ha figli con un’altra persona, se non è in possesso della potestà, se c’e’ un assegno di mantenimento o se risulta accertato in sede giurisdizionale o dai servizi sociali la estraneità a livello di rapporti affettivi ed economici.

Più privacy sugli acquisti con la RdC Card. Il controllo sulle spese da parte dello Stato potrà essere effettuato solo relativamente agli importi spesi e prelevati con la card (non, quindi, per le singole spese).

Offerte working poor. I cosiddetti lavoratori poveri, cioè colore che nonostante lo stipendio hanno un reddito molto basso, riceveranno nuove proposte di lavoro dai centri per l’Impiego al fine di migliorare la propria condizione.

Obbligo di accettare solo le offerte con salario oltre gli 858 euro. L’obbligo di accettare una proposta di lavoro per il beneficiario del RdC scatterà solo con un salario di oltre 858 euro al mese.

Servizi sociali per i beneficiari. I beneficiari del reddito di cittadinanza hanno l’obbligo di svolgere nel Comune da un minimo di 8 a un massimo di 16 ore settimanali di servizi utili per la collettività.

Offerte di lavoro, il limite dei chilometri. Se nel nucleo familiare del beneficiario c’è un figlio minore è possibile ricevere offerte di lavoro in un massimo di 250 chilometri nei primi 24 mesi di fruizione del beneficio (o in caso di rinnovo). Tale limite scende poi a 100 chilometri in caso di familiari di persone disabili.

Offerte di lavoro tramite sms o mail.I centri per l’impiego e i Comuni avranno la possibilità di convocare i beneficiari del sussidio anche tramite mezzi informali (sms o mail).

Stretta sugli stranieri. I richiedenti che sono cittadini di Stati non appartenenti all’Ue dovranno presentare “apposita certificazione rilasciata dalla competente autorità dello Stato estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’Autorità consolare italiana” al fine di comprovare la composizione del nucleo familiare. Tali disposizioni, però, non si applicano a chi possiede lo status di rifugiato politico.

Maxi sanzioni a chi impiega in nero. Previste delle sanzioni elevate per quei datori di lavoro che impiegano in nero lavoratori stranieri o minori beneficiari del sussidio.

Reddito in caso di dimissioni. Colui che presenta dimissioni spontanee perde il diritto a ricevere il beneficio, ma non tutto il nucleo familiare.Tale regola non si applica in caso di dimissioni per giusta causa.

Patronati. Le domande per richiedere il reddito o la pensione di cittadinanza potranno essere presentate, oltre che online, ai Caf o agli uffici postali, anche ai patronati.

Ok domande già presentate prima dell’entrata in vigore del RdC. Le domande per il sussidio che sono state presentate prima dell’entrata in vigore del decreto non perdono validità e possono essere aggiornate entro sei mesi sulla base delle modifiche introdotte in sede di conversione in legge del provvedimento. Anche le domande per il Rei (il reddito di inclusione), presentate ai Comuni fino al 1 marzo, potranno essere inviate all’Inps entro la fine di aprile.

Stop condannati e latitanti. I condannati con sentenza definitiva e non per reati di tipo mafioso o terroristico non possono richiedere il reddito o la pensione di cittadinanza. Tale sospensione vale anche per latitanti ed evasi.

Contratti di apprendistato. Incentivi alle imprese che assumono beneficiari del reddito anche in caso di contratto di apprendistato.

Nessun incentivo a chi non è in regola con la quota disabili. I datori di lavoro che non rispettano le quote di assunzione dei lavoratori con disabilità appartenenti alle categorie protette, a meno che non assumano percettori del beneficio appartenenti alle medesime liste, non riceveranno gli incentivi previsti.

Disabili e offerte di lavoro. Anche i disabili, seppur esentati dagli obblighi di ricerca del lavoro previsti, possono manifestare la loro disponibilità al lavoro.

Stop per co.co.co non regolari. Il RdC verrà revocato a chi ha un contratto di collaborazione coordinata e continuativa per il quale non siano state inviate le comunicazioni obbligatorie da parte del datore di lavoro.

20 milioni per lavoratori call center. Previsti venti milioni per finanziare nel 2019 delle misure di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti delle imprese del settore dei call center.

Leggi l'articolo originale su TPI.it
Mostra tutto
Exit mobile version