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I corsi di squirting che aiutano l’emancipazione femminile e rivoluzionano il porno

TPI ha intervistato Valentine aka Fluida Wolf che porta in giro per l’Italia laboratori sull'eiaculazione femminile, tema su cui è considerata una delle massime esperte

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 3 Apr. 2017 alle 17:35 Aggiornato il 8 Feb. 2018 alle 20:05

Avete presente il porno? Ecco, dimenticate totalmente il modo nel quale fino a oggi avete considerato questo mondo e sovvertitene le logiche e le dinamiche già a partire dalla vostra mentalità: siamo nell’era del post porno. E la questione è più seria di quanto immaginiamo.

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L’argomento probabilmente non troverà l’approvazione di tutti, ma l’approccio a quella che si può definire come una nuova corrente sociale e culturale richiede un certo livello di serietà.

Per capire un po’ di questo mondo, TPI ha ascoltato Valentine – il cui nome da attivista è Valentine aka Fluida Wolf – che da oltre tre anni porta avanti ricerche, studi e workshop sul tema e sente come una missione il desiderio di diffondere maggiori informazioni sul piacere, l’eiaculazione e il corpo femminile.

Nata a Londra nel 1984, Valentine ha vissuto tra Inghilterra, Italia e Spagna ed è laureata in lingue e letterature moderne con una tesi sul concetto di “Traduzioni Militanti”. Valentine lavora per poter unire due grandi passioni: l’attivismo femminista pro-sex e le traduzioni.

Da quasi dieci anni ha iniziato ad approfondire le tematiche legate al piacere femminile e al mondo del porno e da anni porta in giro per l’Italia laboratori sull’eiaculazione femminile, tema sul quale è considerata una delle massime esperte.

Cos’è il post porno

“Il post porno è un fenomeno fluido, che cerca di liberarsi da ogni tipo di etichetta”, secondo la definizione di Rachele Borghi, geografa di genere, performer e docente alla Sorbonne di Parigi.

“L’ambiente del post porno ha avuto la capacità di trasferire nella pratica diverse istanze queer, ponendo l’attenzione sul modo in cui il mondo della pornografia mainstream negli anni abbia messo al centro dell’interesse esclusivamente il piacere maschile”, spiega Valentine. “Sono stati creati prodotti rivolti prettamente a un pubblico maschile etero. Dall’età d’oro del porno americano le riprese hanno privilegiato il punto di vista maschile. Il post porno ha lavorato e sta lavorando per sovvertire questa tendenza”.

Per diversi anni, i soggetti scelti nei video porno hanno incarnato lo stereotipo del piacere maschile, escludendo interi filoni tematici e tipologie di persone – come disabili, intersex o persone troppo in carne – con fisicità eccedenti i canoni imposti e caratteristiche che semplicemente non corrispondevano a ciò che il pubblico maschile richiedeva.

Ma questa tendenza sta cambiando e oggi l’attenzione sul piacere femminile si sta accendendo. “Negli ultimi anni si è parlato sempre di più dello squirting, la vera e propria eiaculazione femminile, e questo, insieme a molto altro, ha aiutato a diffondere una maggiore consapevolezza del proprio corpo”, continua Valentine.

Il post porno, secondo Valentine, ha decisamente una connotazione didascalica e politica. All’interno del discorso non solo è possibile riprendere conoscenza del vero funzionamento delle reali potenzialità dei propri corpi, ma si possono anche comprendere le dinamiche storiche che hanno frenato le ricerche e gli approfondimenti sull’eiaculazione della donna.

Lavorando su questo aspetto si potrebbe riuscire a disimparare quelli che Valentine chiama “desideri indotti”, ossia imposti dalla cultura porno mainstream, per coltivarne di nuovi e procedere allo stesso modo sulle pratiche del piacere.

Porno terroriste e squirting

Valentine ha cominciato a seguire il post porno tra il 2010 e il 2011 partecipando a festival italiani e spagnoli. È entrata in contatto con le porno terroriste, ossia le nuove attiviste porno, e non senza difficoltà ha raccolto informazioni per costruire le proprie ricerche sociali sul ruolo del piacere femminile.

Durante uno di questi incontri ha conosciuto Diana J. Torres, in arte porno terrorista, che aveva cominciato le sue indagini politiche diversi anni prima e che da tempo teneva workshop dedicati allo squirting.

Valentine ha attivato laboratori anche in Italia grazie all’aiuto di Diana, sia per diffondere un nuovo concetto di piacere, sia per raccogliere nuove informazioni per le sue ricerche. “La medicina per anni non ha trattato la questione dello squiriting e ha generato non poca disinformazione”, racconta Valentine. “L’eiaculazione femminile è stata trattata come un fenomeno per poche elette, come un fenomeno da baraccone o qualcosa che suscita ilarità, e definito come semplice fluido di urine”.

“Non è pipì”, spiega l’attivista del post porno. “E non è il liquido tipico della lubrificazione. È propriamente il liquido prodotto da quella che possiamo definire come la prostata femminile, ossia il tessuto spugnoso situato all’interno della vagina che rilascia il particolare liquido proprio durante l’eccitazione e il piacere”.

“Il liquido che genera ed espelle la prostata femminile non ha assolutamente niente a che vedere con l’urina”, ci tiene a precisare Valentine. “Di fatto, di tutti gli elementi che lo compongono (principalmente acqua), l’urea ha una scarsa presenza, fra l’1 e il 2 per cento. Il resto degli ingredienti sono: antigene prostatico specifico (Psa), fosfatasi acida prostatica (Pap), fosfatasi acida specifica della prostata (Psap), aminoacidi e glucosio, che danno livelli molto più alti nelle analisi dell’eiaculazione che in quelli delle urine, o che nemmeno sono presenti nei risultati delle urine; e creatinina, potassio, sodio e cloruro (componenti dell’urina) che danno livelli molto bassi nell’analisi del liquido eiaculato in comparazione con la pipì”.

I  workshop di Valentine sono teorici e pratici. Alla lezione parte possono partecipare maschi e femmine e sono dedicati a ricostruire la storia e a approfondire le nozioni più strettamente fisiche, mentre la parte pratica è riservata a un pubblico di donne e sono illustrate le tecniche per stimolare le ghiandole responsabili del piacere, come come decontrarre i muscoli pelvici e come capire se quello è il liquido del piacere.

“Non voglio assolutamente creare un esercito di soldatesse squirtanti”, specifica però Valentine. “Voglio aiutare le donne a rivedere il loro rapporto con questo liquido e questa parte del corpo”.

I laboratori di Valentine si tengono da nord a sud Italia, soprattutto in centri sociali, associazioni e librerie. I corsi sono seguiti per lo più da donne dai 20 ai 40 anni. I feedback raccolti nel tempo sono entusiasmanti e hanno aiutato le donne a rivedere il rapporto con il loro corpo migliorando, di conseguenza, anche quello con i/le compagni/e.

“Potenzialmente tutte le donne posso eiaculare”, conclude Valentine. “Si tratta anche di trovare il coraggio di raccontarsi e condividere con gli altri le proprie esperienze”.

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