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Chi è Liberato, il misterioso cantante napoletano che piace a tutti

Liberato, il misterioso rapper napoletano

Nessuno sa chi è e chi si nasconde dietro le sue canzoni, che sono una miscela di stili: r’n’b, rap, hip hop, neomelodico, elettronica, indie

Di Laura Melissari
Pubblicato il 20 Feb. 2019 alle 07:00 Aggiornato il 27 Feb. 2019 alle 15:01

Il misterioso cantante Liberato ha tenuto il 9 maggio 2018 un concerto gratuito sul lungomare di Napoli, alla Rotonda Diaz.

La scelta della data del concerto non è casuale.

Il 9 maggio è infatti il titolo della prima canzone, pubblicata il 13 febbraio 2017 su YouTube e che ha già raggiunto 9 milioni di visualizzazioni.

Il 2 maggio 2018 era uscito sulla piattaforma video YouTube il nuovo singolo del cantautore napoletano Liberato.

Si chiama INTOSTREET, e segue lo stile tipico del cantante: a metà tra le canzoni trap – sottogenere musicale dell’hip hop recentemente scoppiato – e i testi neomelodici.

Il video della canzone, come tutti i precedenti lavori di Liberato, è stato diretto da Francesco Lettieri, regista delle videoclip di numerosi cantautori indie recentemente in voga (ad esempio, ha diretto il video di Orgasmo,penultimo singolo pubblicato da Calcutta).

Perché tutti parlano di Liberato

Napoli centro, Napoli periferia. Ragazzini adolescenti. Felpa blu con il cappuccio e con la scritta Liberato sul dorso. Di lui non si sa nulla. Se non che di Napoli, che canta in dialetto napoletano e che sta diventando un caso. Un fenomeno che dir si voglia.

Da febbraio 2017, dopo l’uscita del suo primo singolo (autoprodotto e pubblicato su YouTube), non si parla d’altro negli ambienti musicali italiani.

Ma nessuno sa chi è, nessuno sa chi si nasconde dietro le sue canzoni, che sono una miscela di stili: r’n’b, rap, hip hop, neomelodico, elettronica, indie.

Liberato sembra piacere a tutti. Il suo anonimato ricorda quello di Elena Ferrante, l’ignota autrice della quadrilogia dell’Amica geniale.

La sua prima canzone si chiama 9 MAGGIO, la sua seconda, TU T’E SCURDAT’ ‘E ME, è stata pubblicata il 9 maggio.

Entrambi i video sono stati girati dal regista Francesco Lettieri, che ha girato i video di molti dei nuovi cantautori italiani, da Calcutta ai The Giornalisti.

Rolling Stone lo ha intervistato via mail, ma alla domanda: “Chi sei? Come ti chiam?”, lui ha risposto (rigorosamente in caps lock): “MA T’PAR’ A ’TTE ’CA FACCIE TUTT’ ‘STI TARANTELL’ P’STA’ TRANQUILL’ E ’PPO’ TE DIC’ A ‘TTE COMME ME CHIAMM’? E YA. T’POZZ’ DICERE SUL’ CA ME CHIAMM’ LIBERATO, SO’ NAT’ A NAPULE E FACCIE ‘A MUSECA. (Ma ti pare che faccio tutta questa tarantella per stare tranquillo e poi dico a te come mi chiamo? Ma per piacere. Ti posso dire solo che mi chiamo Liberato, sono nato a Napoli e faccio musica)”.

Alla domanda: “Secondo te è vero che i rapper sono i nuovi neomelodici?”, Liberato risponde: “APPARTOFATT’ CA ‘STA DOMAND’ E’ NU POC’ PARTICOLAR’: UNO – M’AT’ MAJE VIST’ RAPPA’ A ME? DOJE – MO’ GIUST’ PECCHE’ CANT’ NAPULITAN’ AGGIA ESSER’ PE’ FFORZ’ NEOMELODICO? VABBUO’, VAI FACILe. JE TUTT’ STU BISOGN’ ‘E METTR N’ETICHETT’ ‘NGOPP’ ‘E CCOS’ NUNN’O ‘TTENG. SI SI’ SINCER’ PUO’ ESSERE RAPPER, NEOMELODICO, CANTANT’, CHELL’ CH’ ‘BBUO’ TU’, SINUMOSTR. (Questa domanda, intanto, è un po’ particolare: uno, ma mi avete mai visto rappare a me? Due, adesso solo perché canto in napoletano devo essere per forza un neomelodico? Vabbé, la fai semplice… Io tutto questo bisogno di etichettare tutto non ce l’ho. Se sei sincero puoi essere un rapper, un neomelodico, un cantante, quello che vuoi tu)”.

Sul cantante misterioso è intervenuto anche lo scrittore napoletano Roberto Saviano che sulla sua pagina Facebook scrive: “Liberato, un altro mistero napoletano. Non m’importa chi sia, ma da giorni mi inietto nei timpani come un tossico Nove Maggio e Tu t’e scurdat’ ‘e me.

C’è qualcosa di nuovo e da cui non si torna indietro nella sua musica. Una sorta di evoluzione della traccia neomelodica che si fonde col rap napoletano.

Liberato ha reso meno iniziatico l’hip hop partenopeo, ha spurgato il neomelodico degli elementi folkloristici e patetici, lasciando l’aspetto poetico “care ncopp ‘o golfo ‘na stella… guarda ‘e fuoche abbascie Furcella” e romantico “parlammo chianu chiano, it’s me and you”.

In certi momenti ricorda i primi Almamegretta e in certi altri persino Antony and the Johnsons, ma è nuovo. Nuovo assai.

Nuovo con dentro la tradizione della canzone napoletana: ”teng’ ‘o core che nun po purta’ pacienza” e “so’ rimast’ sotto ‘a botta ‘mpressiunat”. Liberato sta piacendo perché è accogliente: lo ascolta chi ama l’hip hop, chi la trap, chi l’indie, chi ascolta i neomelodici.

Ha tracciato un nuovo confine alla musica. Benvenuto!”.

In molti pensano che dietro Liberato ci sia il cantante napoletano Granatino.

Il fenomeno, come è già successo con Elena Ferrante, è destinato a restare senza nome? Forse, in fondo, non importa granché.

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