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Tutte le leggi violate dall’Italia nel rientro di Cesare Battisti

Di Daniele Nalbone
Pubblicato il 15 Gen. 2019 alle 11:44 Aggiornato il 16 Gen. 2019 alle 17:15

Cesare Battisti preso in consegna dalla polizia penitenziaria. Un video, postato sulla pagina Facebook ufficiale del corpo alle ‘dipendenze’ del ministro Alfonso Bonafede (Giustizia), dal titolo: “Una giornata che difficilmente potremo dimenticare”.

E ancora: le immagini dell’ex terrorista trascinato da una parte all’altra degli uffici dell’aeroporto di Ciampino. Infine, quelle parole del ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Battisti marcirà in galera”.

Cosa non si fa per spettacolarizzare al massimo uno dei casi che ha accompagnato la storia italiana negli ultimi 40 anni. Selfie, video su Facebook, dichiarazioni da bar.

> Chi è Cesare Battisti e quali reati ha commesso

Peccato, però, che tutto questo non è solo poco consono a uno stato di diritto, ma addirittura contro la legge. E a spiegarlo perfettamente, in due righe – e in due post su Facebook – è Antigone, associazione “per i diritti e le garanzie nel sistema penale”.

Partiamo dalle dichiarazioni di Matteo Salvini: “Battisti marcirà in galera”. Qui c’è poco da analizzare: “Marcire in galera è tutto l’opposto di quanto prevede la funzione costituzionale del carcere”. La nostra Carta recita infatti, testuale: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.

Da Salvini agli “uomini di Bonafede” il passo è breve. La polizia penitenziaria – che ha anche posato su Facebook anche un’immagine con il ministro vestito da agente – ha diffuso sulla pagina Facebook ufficiale il video della presa in consegna di Cesare Battisti, commettendo la violazione di due norme che vieterebbero tutto ciò:

– L’articolo 114 del codice di procedura penale, che vita “la pubblicazione dell’immagine di persona privata della libertà personale ripresa mentre la stessa si trova sottoposta all’uso di manette ai polsi ovvero ad altro mezzo di coercizione fisica”.

– L’art. 42 bis dell’Ordinamento penitenziario che impone l’adozione di “opportune cautele per proteggere” gli arrestati “dalla curiosità del pubblico e da ogni specie di pubblicità”.

Sul sito Penitenziaria.it è stato poi pubblicato un vero e proprio “diario” dell’arrivo di Cesare Battisti nel carcere di Oristano:

“Cesare Battisti è arrivato intorno alle 17.25 nel carcere di Massama, nelle campagne di Oristano. L’ex terrorista ha varcato le porte dell’istituto a bordo di un furgone con i vetri oscurati e una quindicina di auto al seguito con sirene spiegate. All’esterno della casa circondariale, presidiata dalle forze dell’ordine, solo un gruppo di giornalisti. Battisti, che deve scontare l’ergastolo e che sarà sottoposto per 6 mesi ad isolamento diurno, andrà nella sezione As2, il circuito di massima sicurezza riservato ai terroristi”.

Cesare Battisti in carcere a Oristano

Cesare Battisti si trova dal tardo pomeriggio di lunedì 14 gennaio nel carcere sardo di Oristano. Aperto nel 2012, può ospitare sino a 266 persone ed è un degli istituti penitenziari italiani considerati di alta sicurezza.

È qui che, secondo quanto annunciato dal ministro Bonafede in conferenza stampa, l’ex militante dei Proletari armati per il comunismo (Pac) sconterà l’ergastolo: per questo sarà sottoposto all’isolamento diurno per 6 mesi.

Costruito per detenuti considerati “pericolosi”, provenienti dal regime del cosiddetto 41 bis, negli ultimi anni il penitenziario ha ospitato soprattutto membri della criminalità organizzata.

I reclusi sono divisi su tre piani divisi in sei sezioni, due per piano. Ognuna è composta da venti celle da un lato e ventuno nell’altro. Cinque delle sei sezioni sono destinate esclusivamente ai detenuti in regime di alta sicurezza.

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