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Olimpiadi invernali, Calgary boccia la candidatura con un referendum. Favorito il duo Milano-Cortina

Credit: JONATHAN UTZ / AFP

"A maggior ragione di fronte a questa notizia dobbiamo lavorare, progettare, fare squadra come se avessimo mille competitors. Guai abbassare la guardia", ha detto il governatore della Regione Veneto Luca Zaia

Di Marta Facchini
Pubblicato il 14 Nov. 2018 alle 16:08 Aggiornato il 14 Nov. 2018 alle 16:09

La città canadese di Calgary ha detto no alle Olimpiadi invernali 2026. I cittadini si sono espressi in un referendum e hanno votato contro il piano per ospitare i Giochi. I no hanno raggiunto il 56,4 per cento, come era stato previsto dagli ultimi sondaggi. Il Consiglio comunale della cittadina, che aveva ospitato le Olimpiadi invernali già nel 1988, si era invece espresso in modo favorevole ma dovrebbe ora piegarsi alla decisione dei cittadini.

“La gente ha parlato, tanta gente, e l’ha fatto chiaramente. E questa è una chiara direzione su dove andare”, ha dichiarato il sindaco Naheed Nenshi, aggiungendo di essere personalmente deluso dal voto.

“Ho creduto in quello che le Olimpiadi invernali potevano fare per la nostra comunità, per la nostra provincia, per il Canada”, ha detto Scott Hutchinson, presidente del comitato organizzatore, che ha fatto riferimento alla perdita dei 700 milioni di dollari canadesi in fondi da parte dello Stato di Alberta destinati a finanziare i Giochi.

Dopo i risultati del referendum, sembra più probabile la vittoria del duo Milano-Cortina. Subito dopo la notizia proveniente dal Canada, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha invitato a non abbassare la guardia. “A maggior ragione di fronte a questa notizia dobbiamo lavorare, progettare, fare squadra come se avessimo mille competitors. Guai abbassare la guardia”.

“A questo punto dobbiamo sostenere la candidatura Milano-Cortina con ancora più tensione e determinazione di prima, a cominciare dall’andare a Tokio ancora più forti e convinti delle qualità della nostra proposta. Sarebbe un errore calare la tensione per un possibile avversario in meno, perchè non si vince adesso, ma il giorno dell’assegnazione ufficiale da parte del Cio”, ha aggiunto il Governatore del Veneto.

“Ce la dobbiamo fare e allora non c’è che mettersi pancia a terra e lavorare, uniti e forti come sinora”, ha detto Zaia.

La candidatura italiana avrà come principale competitor Stoccolma ma la città potrebbe ritirarsi dal momento che il paese attraversa una difficile situazione governativa e l’amministrazione locale non appoggia la candidatura.

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