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Carlotta Sami di Unhcr smonta le bufale su rifugiati e migranti

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 11 Set. 2017 alle 15:15 Aggiornato il 5 Apr. 2018 alle 16:51

Carlotta Sami, portavoce in sud Europa dell’agenzia Onu per i rifugiati, ha chiarito per TPI alcune importanti tematiche legate a rifugiati e migranti, smontando falsi miti e spiegando come stanno le cose oggi in Italia e in Europa.

Rifugiati, apolidi e migranti: le differenze

Le differenze concernono i diritti delle persone.

Unhcr si occupa di migranti, rifugiati e apolidi. In tutto il mondo sono 65 milioni le persone che ricadono sotto il mandato dell’agenzia Onu, un dato che non è mai stato così alto dalla seconda guerra mondiale. Migranti e rifugiati spesso percorrono le stesse rotte, perché nel mondo è diventato sempre più difficile muoversi in maniera legale per entrambi.

Nel mondo ci sono 65 milioni di rifugiati. Nell’Unione europea circa 2 milioni.

“Tra i rifugiati si nascondono i terroristi”

Per quanto riguarda i rifugiati è difficile che tra loro si  nascondano terroristi perché scappano proprio da questo tipo di situazioni, ma non si può escludere che tra loro ci siano persone che abbiano legami con la criminalità. È importante identificare le persone quando giungono in Italia, ma questo non deve impedire loro di accedere ai propri diritti e poter fare richiesta di asilo.

“I migranti portano le malattie”

È diffusa sempre di più la convinzione che migranti e rifugiati siano portatori di malattie. Ma esiste davvero il rischio di contagi e del ritorno di epidemie che in Italia erano state ormai dimenticate? Un’analisi approfondita mostra che non è così.

Inoltre casi di persone malate o i casi di malattie epidemiche vengono isolati. I casi più comuni sono quelli della scabbia, una malattia che si contrae quando si trascorre molto tempo in condizioni igieniche scadenti, come accade per le migliaia di rifugiati che vivono nei centri di detenzione.

Il sistema di accoglienza in Italia

Per la sua posizione nel Mediterraneo, l’Italia si trova a dover gestire gli arrivi in mare.

A queste persone vengono spiegate le regole del nostro territorio, viene identificato il motivo per il quale hanno lasciato i loro paesi, e vengono illustrati quali sono i sistemi messi a disposizione per l’accoglienza e le protezioni di cui godono. Questo passaggio avviene immediatamente insieme al riconoscimento delle persone quando giungono nei porti italiani.

I migranti e i rifugiati vengono trasportati verso vari centri di accoglienza in Italia.

Deve essere fornita loro un’assistenza sanitaria e psicologica, devono poter mangiare, ricevere degli indumenti e devono anche poter avere delle occasioni di apprendimento, quindi seguire dei corsi di italiano.

Migranti e lavoro

Alcuni mesi dopo aver presentato domanda d’asilo, i richiedenti asilo possono lavorare in Italia.

Per coloro che vengono riconosciuti come rifugiati, in Italia ci sono tre forme di protezione:

Coloro che ricevono una di queste tre forme vengono accolti in altri progetti che durano al massimo un anno.

“I migranti rubano il lavoro agli italiani”

La Banca mondiale ha di recente presentato i risultati di un lavoro di analisi durato molti mesi che studia il rapporto tra rifugiati e immigrati rispetto agli italiani nel mondo del lavoro.

Un lavoro stabile, un’abitazione e l’educazione sono i tre cardini di un percorso di integrazione.

“Aiutiamoli a casa loro”

Oltre il 60 per cento dei migranti africani si sposta tra un paese africano e l’altro, è essenziale sostenere questi paesi che hanno bisogno di una crescita economica e di avere una macchina istituzionale più funzionante. Questi paesi devono essere sostenuti nella responsabilità di accogliere milioni di rifugiati.

“In Italia c’è un’invasione”

Non c’è alcuna invasione di rifugiati in Italia, fra migranti e rifugiati giunti nel nostro paese via mare da gennaio 2017 a oggi il numero è inferiore alle 100mila persone.

In Uganda, paese molto più povero dell’Italia, un mese fa si è toccato il picco di 1 milione di rifugiati. Occorre calmare questa corsa continua verso lo slogan.

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