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La bufala della lettera del padre di una delle giovani vittime di Genova

Marta Danisi, una delle vittime del crollo del ponte Morandi a Genova, e il testo della falsa lettera che le avrebbe scritto il padre

800mila condivisioni su Facebook della lettera scritta dal padre di Marta Danisi - in realtà morto da tempo - uguale a quella del padre di una ragazza morta al Bataclan

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 17 Ago. 2018 alle 12:24 Aggiornato il 17 Ago. 2018 alle 13:05

Sono oltre 800mila le condivisioni su Facebook di una lettera che il padre di Marta Danisi, giovane vittima del crollo del ponte Morandi a Genova, avrebbe scritto in ricordo della figlia scomparsa.

Quella lettera, però, non è mai stata scritta. O, meglio, non dal padre di Marta, che, secondo le verifiche di David Puente, è morto da diversi anni.

Inoltre, a insospettire sono alcuni passaggi della lettera. Passaggi che ricordano molto la lettera di un altro papà che scriveva a una figlia tragicamente scomparsa. La lettera di un’altra bufala, però.

Era il 2015 e la vittima era una ragazza uccisa durante l’attacco terroristico di Parigi, al Bataclan, del 13 novembre del 2015.

Alcune parole della lettera del papà di Marta sono esattamente le stesse di quelle del papà di Lea. Per il resto, anche la sostanza è praticamente la stessa. Un padre preoccupato che non avrebbe voluto che la figlia andasse in Sardegna con quel ragazzo o al concerto degli Eagles of Death Metal con quell’altro ragazzo.

“Dovevi dirmi che quel ragazzo ti aveva chiesto di sposarlo sulle note di quella canzone che cantavi sempre sotto la doccia, quella che hai messo anche oggi, prima di uscire”, dice il padre della vittima di Genova alla figlia.

E il padre francese di Leà: “Dovevi dirmi che Thomas ti aveva chiesto di sposarlo sulle note di quella canzone, se così possiamo chiamarla, che mettevi sempre quando litigavamo. Quella che hai messo anche stasera. Prima di uscire”.

“E mi chiedo come staranno gli altri genitori. Come starà chi ha perso il figlio senza una parola di cortesia. O un marito, una madre, un pezzo di cuore. Mi chiedo perché. Perché tu”, scrive ancora il padre di Marta, mentre quello di Leà scrive “E mi chiedo come staranno gli altri genitori. Come starà chi ha perso il figlio senza una parola di cortesia. Mi chiedo perché. Perché tu”.

Voglio che tu sappia che sono fiero di essere tuo padre. Fiero di averti avuta accanto. Fiero dei tuoi abbracci che mi hanno fatto diventare un uomo migliore. Fiero di averti accompagnata nelle tue piccole vittorie e nelle tue grandi sconfitte”, sottolinea alla fine della lettera il papà genovese.

“Voglio che tu sappia che sono fiero di essere tuo padre. Fiero di averti avuta accanto. Fiero dei tuoi schiaffi che mi hanno fatto diventare un uomo migliore. Fiero di averti accompagnata nelle tue piccole vittorie e nelle tue grandi sconfitte”, scrive allo stesso modo il papà francese.

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