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Processo escort, Berlusconi è stato rinviato a giudizio

Silvio Berlusconi

Secondo il giudice, l’ex presidente del Consiglio ha pagato Gianpaolo Tarantini per rendere false dichiarazioni sul caso escort

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 16 Nov. 2018 alle 12:07 Aggiornato il 16 Nov. 2018 alle 12:29

Il 16 novembre 2018 Silvio Berlusconi è stato rinviato a giudizio dal Gup di Bari per il reato di induzione a rendere false dichiarazioni all’autorità giudiziaria sulla vicenda escort.

L’inizio del processo è stato fissato per il 4 febbraio 2019.

Il giudice anche ha dichiarato la propria incompetenza territoriale nei confronti dell’ex direttore de L’Avanti Valter Lavitola alla fine dell’udienza preliminare, disponendo quindi la trasmissione degli atti ai magistrati di Napoli.

Secondo l’ipotesi formulata dall’accusa, Silvio Berlusconi avrebbe fornito all’imprenditore Gianpaolo Tarantini, tramiteValter Lavitola, avvocati, un lavoro e centinaia di migliaia di euro, perché mentisse ai giudici di Bari che indagavano sulle escort portate nelle residenze estive dell’ex premier fra il 2008 e il 2009 e sui suoi interessi in Finmeccanica.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri si è costituita parte civile nel procedimento contro Berlusconi, rilevando il danno d’immagine causato dalle condotte dell’ex premier, accusato di aver pagato le dichiarazioni false fornite da Tarantini.

“Siamo tranquilli che a dibattimento in tempi rapidi il presidente Berlusconi sarà completamente assolto“, ha dichiarato l’avvocato Nicolò Ghedini, che difende Berlusconi insieme al collega barese e senatore di Forza Italia FrancescoPaolo Sisto.

“Il rinvio a giudizio è giustificato dall’imponente materiale che legittima, secondo il giudice, l’esperimento dibattimentale. Il dibattimento sarà la fotografia di una difesa che secondo noi è più che sufficiente per ottenere l’assoluzione del presidente Berlusconi”.

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