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E10, Cng, B7: come cambiano i nomi dei carburanti in Italia e in Europa

Le modifiche nell'etichettatura dal 12 ottobre 2018 introdotte dalla direttiva europea Dafi

Di Massimo Ferraro
Pubblicato il 15 Ott. 2018 alle 08:30 Aggiornato il 15 Ott. 2018 alle 12:39

Da venerdì 12 ottobre 2018 i carburanti nei paesi Ue cambiano nome. Non più “gasolio”, “verde” o “benzina”: una sigla e un numero associato a ciascun carburante ne uniformano la dicitura nei diversi paesi.

A stabilirlo è la direttiva Dafi, che si applica nei paesi dell’Unione Europea e nei paesi consociati di Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Macedonia, Serbia, Svizzera e Turchia.

Secondo la Dafi, la benzina senza piombo diventa E10, il metano Cng e il diesel B7. Sui veicoli, le nuove etichette saranno messe sul tappo o sullo sportello del serbatoio, e compariranno anche nel manuale d’uso.

Per quanto riguarda la rete distributiva le etichette dei carburanti appariranno sia sul distributore sia sulla pistola della pompa per l’erogazione.

Le modifiche si applicano sole alle auto di nuova produzione, cioè prodotte dopo il 12 ottobre. Per le macchine già in uso rimangono le vecchie diciture.

Ogni carburante è così associato a un simbolo: il cerchio indica tutti i tipi di benzina, il quadrato i gasoli e il rombo i carburanti gassosi.

All’interno del simbolo è inserita una sigla, composta da una lettera e da un numero.

La lettera “E” indica la benzina: il numero che segue si riferisce alla percentuale di componenti bio presenti nel carburante. Ad esempio E5 vuol dire che l’alcol etanolo è pari al 5 per cento.

Le lettere Xtl indicano il gasolio sintetico non derivato dal greggio; la B, in particolare, è per il gasolio con biodiesel e il numero seguente ne indica la percentuale.

Per i carburanti gassosi: H2 indica l’idrogeno, Cng il metano, Lpg il Gol e Lng il metano liquido.

È prevista una nuova etichettatura anche per le auto elettriche, per indicare le tensioni utilizzate e la tipologia di ricarica.

Superato lo spaesamento iniziale, le modifiche permetteranno a tutti i consumatori in gran parte d’Europa di fare riferimento agli stessi simboli.

La standardizzazione dei simboli si è resa necessaria dato il proliferare di carburanti e miscele del mercato.

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