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Tutti i bambini che scompaiono in Italia ogni anno

Ogni anno in Italia scompaiono in media più di 100 bambini, 270mila in Europa, 8 milioni nel mondo. Nel 2016 la maggior parte di loro erano stranieri non accompagnati

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 23 Gen. 2017 alle 14:04 Aggiornato il 11 Mar. 2018 alle 19:25

Ogni anno in Italia scompaiono in media più di cento bambini, 270mila in Europa, 8 milioni nel mondo. Numeri che rappresentano solo in parte le dimensioni di un fenomeno complicato da indagare a causa delle difficoltà di reperire informazioni sui minori dei quali si perdono le tracce.

Rosalba Ceravolo è tra i responsabili del servizio 116000, il numero unico europeo dedicato ai minori scomparsi e gestito in Italia da Telefono Azzurro, e ha spiegato a TPI quali sono le cause che portano alla scomparsa dei bambini, i numeri dei casi accertati in Italia e quali sono le attività messe in atto per rintracciare questi minori.

I dati raccolti dalla linea di ascolto rivelano che nel 2016, il 54,7 per cento dei casi gestiti dalla hotline ha interessato casi di fuga e scomparsa di minori stranieri non accompagnati: un fenomeno nuovo fortemente influenzato dai flussi migratori più consistenti registrati proprio nel 2016 in Italia.

I numeri del 2016 – Secondo la dottoressa Ceravolo, “le segnalazioni relative ai casi di scomparsa nel 2016 sono stati 256 tra bambini italiani e stranieri: i casi principali riguardano le fughe da casa e da istituto, i minori stranieri non accompagnati, le sottrazione nazionali o internazionali da parte di uno dei due genitori, e allontanamento volontario”.

Il numero fornito rappresenta solo la punta dell’iceberg: “Al numero di ascolto arrivano i casi per i quali le forze dell’ordine, o un familiare attivano un servizio – spiega Ceravolo – “Quindi per i quali si è attivata una procedura che coinvolge il 116000, per cui i numeri reali sono molto più elevati.

Rispetto ai 256 casi gestiti dall’organizzazione i minori stranieri non accompagnati sono 140, la sottrazione genitoriale riguarda 25-30 casi, ed anche in questo caso si tratterebbe di una sottostima poiché mediamente il numero dei casi si aggira intorno ai 50 all’anno.

“Tra il 2009 e il 2016, circa 40 casi sono di sottrazione genitoriale”, quindi la seconda categoria per numerosità, soppiantata appunto dai migranti nel 2016.

Età – Sui 256 minori scomparsi, il 75 per cento è rappresentato da ragazzi la cui fascia di età è compresa tra i 15 e i 18 anni.

I ritrovamenti – Il numero dei ritrovamenti è ancora piuttosto basso: 22 sul totale, circa il 9 per cento.

– I minori stranieri non accompagnati scomparsi

Secondo Europol, negli ultimi due anni sono scomparsi 10mila minori non accompagnati in Europa, dove erano arrivati per richiedere asilo. Metà di questi giovani richiedenti asilo sono scomparsi dall’Italia, ossia circa 5mila bambini.

Secondo Giacomo Guerriera, presidente dell’Unicef Italia, il numero arriverebbe circa alle 6.500 unità: bambini giunti nel nostro paese e poi divenuti irreperibili.

I casi seguiti dal Telefono Azzurro Italia – Il servizio 116000 è presente in 30 paesi e si occupa soprattutto di cooperazione internazionale: “Abbiamo modo di attivare il nostro omologo in un altro paese che a sua volta attiva le forze dell’ordine per fare rete” – racconta Cerasolo – “Nell’ultimo biennio siamo riusciti a riportare a casa diversi bambini grazie a questo sistema”.

Nel 2016 si è avuto un vero picco numerico: rispetto ai 108 casi annui del 2015 si è passati ai 256 casi: “Un aumento nella categoria della sottrazione genitoriale e poi un aumento dovuto ai minori stranieri non accompagnati, esposti già di per sé a rischio di fuga”, spiega la dottoressa.

Per questa sottocategoria esiste il progetto SUMMIT internazionale di cui il Telefono Azzurro è membro e che vuole offrire agli addetti ai lavori una formazione specialistica riguardo al rischio di tratta, traffico, sfruttamento e fuga per destinazione terze dei minori: “Si vuole formare anche per quanto riguarda il profilo psicologico dei bambini: questi minori sono esposti ai rischi tipici dei traumi da età evolutiva che si associano ai traumi pre migrazione; sono esposti a guerre, conflitti, disgregazione familiare, povertà e ai traumi post migrazione; arrivano con aspettative in un nuovo paese e non vengono inseriti nei nuclei familiari che possano poi rispondere ai loro bisogni emotivi”.

Quando si perdono le tracce dei bambini – “Entro le prime 48-72 ore la maggior parte dei bambini che arrivano nei centri tende a scomparire. Alcuni riescono a scappare anche prima della registrazione o dell’identificazione, proprio per questo i numeri stimati sono molto più alti di quelli che registriamo noi. Non conosciamo i numeri relativi ai minori che non sono stati prontamente identificati”

Secondo Ceravolo, l’intenzione dei bambini è spesso quella di raggiungere i familiari in altri destinazioni: “Fa meno paura fare un altro pezzo di viaggio rispetto a quello che hanno fatto, non hanno la percezione che esiste un programma e un progetto che si prenderà cura di loro e preferiscono fuggire”. “Ben presto”, continua la dottoressa, “questi minori finiscono in traffici particolari che li intercettano per farli divenire spacciatori, piccoli criminali, o per introdurli nel lavoro minorile, nelle adozioni illegali o nella prostituzione”.

Proprio negli ultimi mesi, al confine settentrionale dell’Italia, sono state rintracciati segnali di quello che può essere considerato un traffico illegale di organi: diversi bambini sono stati ritrovati con delle cicatrici sul corpo, alcuni di essi sono migranti non accompagnati.

– I minori scomparsi per le sottrazioni genitoriali

Fino al 2015 le sparizioni di minori per sottrazioni da parte di un genitore rappresentavano la percentuale più alta sul totale dei minori scomparsi in Italia con 108 casi. Nonostante nel 2016 questo numero sia stato superato dai casi dei bambini migranti non accompagnati, resta un fenomeno preoccupante in cui il tasso di ritrovamenti è ancora molto bassi.

Il servizio del Telefono Azzurro si attiva per le segnalazioni dei familiari, dei legali o delle forze dell’ordine che mettono in moto la macchina investigativa. Come racconta la dottoressa Caravolo, il servizio viene allertato per attivare un processo di cooperazione internazionale: “Contattiamo il centro 116000 che opera in quel paese che a sua volta trasmette il fascicolo alle forze dell’ordine nazionali o locali”.

“Qualunque sia la fonte che si attiva” – spiega la dottoressa – “L’organizzazione fa da raccordo e raggruppa le informazioni in modo quanto più analitico possibile cercando di contattare i colleghi del 116000 operanti nell’altro paese, le forze dell’ordine competenti per cercare di mettere insieme quante più informazioni e arrivare poi alle attività di investigazione”.

Le motivazioni principali che portano all’allontanamento – “La sottrazione genitoriale si ha generalmente nei casi di separazione conflittuale: si vive il conflitto tra i partner che non riescono a concordare i termini dell’affido, anche quando stabilito dal tribunale. Può capitare che un genitore in qualche modo ritenga di dover esercitare in maniera esclusiva la potestà o di dover esercitarla in un altro territorio, prendendo decisioni estreme. Talvolta nasce dal desiderio di recarsi nella madre patria o di recarsi in una terra terza”.

Le sparizioni di minori non accompagnati stranieri sono quasi sempre casi di bambini che non verranno mai più ritrovati, è difficilissimo che facciano rientro volontario: “Si aprono le investigazioni ma non si arriva mai alla chiusura del caso. Nessuno ci chiama per avere aggiornamenti”.

 

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