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25 aprile 2019: ecco perché celebriamo la festa della liberazione

Ogni anno, il venticinque aprile, l'Italia ricorda la liberazione dal nazifascismo. Cos'è e perché viene festeggiata

Di Antonio Scali
Pubblicato il 25 Apr. 2019 alle 13:30 Aggiornato il 25 Apr. 2019 alle 13:53

25 aprile 2019 | Festa della liberazione | La Repubblica italiana | Le tappe

Ogni anno celebriamo la festa della liberazione. Ma perché e cosa si festeggia il 25 aprile? Il riferimento è ad un periodo storico ben preciso, quello della caduta del fascismo in Italia.

All’alba del 25 aprile 1945 erano rimasti solo pochi territori del Nord Italia in mano alle truppe tedesche, e ai loro alleati della Repubblica Sociale Italiana (Rsi) ancora fedele a Benito Mussolini.

Proprio quel giorno, alle 8 del mattino, la radio del Cln, Comitato di Liberazione Nazionale (Cln)il coordinamento dei partigiani italiani – lanciò l’insurrezione in tutti i territori ancora occupati.

Per questo motivo, il 25 aprile è il giorno in cui l’Italia ricorda la liberazione dal nazifascismo.

Quel che era rimasto del regime fascista in Italia crollò rapidamente, e così le truppe angloamericane entrarono senza problemi nelle grandi città del Nord.

Il 28 aprile 1945, tre giorni dopo, Benito Mussolini tentò di fuggire verso la Svizzera, ma fu intercettato da alcuni partigiani che lo fucilarono insieme alla sua storica amante Claretta Petacci.

Il giorno seguente a Milano il cadavere dell’ex dittatore venne esposto, appeso per i piedi, a piazzale Loreto, la stessa piazza dove il 10 agosto 1944 i legionari fascisti della legione Ettore Muti avevano lasciato esposti alla folla 15 partigiani uccisi.

Dal 25 aprile 1945, quindi, l’Italia dovette ricominciare da zero, distrutta da una guerra che l’aveva fortemente segnata dopo oltre vent’anni di dittatura fascista.

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25 aprile 2019 | La Repubblica italiana

Il 2 giugno 1946 si tennero libere elezioni come non avveniva oltre un ventennio: con il loro voto gli italiani scelsero i rappresentanti per l‘Assemblea Costituente, l’organo che avrebbe dovuto scrivere una nuova costituzione per il Paese.

Lo stesso giorno, con uno storico referendum, la maggior parte degli italiani decise che l’Italia sarebbe divenuta una Repubblica, e non più una monarchia, costringendo la casa regnante dei Savoia a lasciare il Paese. 

25 aprile 2019 | Le tappe

– Il primo settembre 1939 la Germania nazista di Adolf Hitler invase la Polonia. Di contro Francia e Regno Unito dichiararono guerra alla Germania: ebbe inizio così la seconda guerra mondiale. L’Italia, dal 1922 un regime fascista guidato da Benito Mussolini e alleata della Germania, si unì a Hitler nella guerra dopo un anno.

– Il Paese tra il 1936 e il 1939 aveva partecipato alla guerra di Etiopia, la guerra civile spagnola e l’invasione dell’Albania, e fu evidente che non era in grado di gestire un’ulteriore sforzo bellico. Gli italiani svilupparono sempre di più una contrarietà alla partecipazione alla seconda guerra mondiale.

– Nel marzo 1943 si svilupparono i primi malumori verso il regime fascista e si verificarono nelle grandi fabbriche del nord i primi scioperi contro il fascismo.

– Nel giugno 1943, gli Alleati, per la prima volta, entrarono in Italia, conquistando le isole di Pantelleria e Lampedusa e nel luglio sbarcando in Sicilia. La popolarità di Benito Mussolini iniziò a vacillare anche tra i gerarchi fascisti.

– Il 25 luglio 1943, il Gran Consiglio del Fascismo approvò l’ordine Grandi, con il quale veniva tolta la fiducia a Benito Mussolini che dovette dimettersi e fu sostituito dal Re con il Maresciallo Pietro Badoglio.

– L’8 settembre 1943 il governo di Badoglio ruppe l’alleanza con Hitler e divenne co-belligerante degli Alleati. La Germania volle punire il tradimento dell’Italia, per questo invase il Paese fino al confine con la Campania (dove erano arrivati gli Alleati, nel frattempo), liberò Mussolini che a sua volta, nel nord Italia, fondò la Repubblica Sociale Italiana, uno stato, di fatto, fantoccio della Germania che portava avanti ciò che rimaneva del regime fascista.

– Nel frattempo, il Re Vittorio Emanuele III e il primo ministro Badoglio, lasciarono Roma, dove a giorni sarebbero entrati i tedeschi, per rifugiarsi a Brindisi, già liberata dagli Alleati.

– Nell’Italia controllata dai tedeschi, intanto, cittadini ed ex militari che si opponevano al fascismo, si organizzarono in brigate partigiane per combattere contro i nazisti. Contro di loro, però, vi erano anche altri italiani, fedeli alla Repubblica di Salò. Iniziò quindi a svolgersi un’altra guerra, che vide italiani contro altri italiani, la cosiddetta Guerra di Liberazione.

– Le truppe naziste, in questo periodo, si macchiarono di orrende stragi di civili come rappresaglia nei confronti della popolazione italiana e della attività dei partigiani. Particolarmente tragici furono gli eccidi di Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema e delle Fosse Ardeatini in cui furono uccisi centinaia di italiani.

– La Resistenza, quel movimento formato da partigiani, che aiutando gli Alleati combattevano contro le truppe nazifasciste, fu molto influente nello svolgimento della guerra, tanto che le brigate partigiane riuscirono a liberare alcune zone e a formare delle Repubbliche partigiane, come in Val d’Ossola o a Montefiorino.

– Il 25 aprile 1945 fu lanciata la definitiva insurrezione che portò alla sconfitta delle truppe nazifasciste in Italia.

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