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“Ho lasciato il mio lavoro da vicedirettore di banca per fare il giro del mondo”

Claudio Pelizzeni - Via Instagram

Claudio Pelizzeni ha raccontato a TPI cosa significhi lasciare la stabilità di una vita senza troppi colpi di scena per realizzare il sogno più grande

Di Francesca Loffari
Pubblicato il 13 Dic. 2017 alle 15:14 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 19:33

Cosa significa lasciare la stabilità di una vita senza troppi colpi di scena per realizzare la propria idea di felicità? Lo ha raccontato a TPI Claudio Pelizzeni, classe 1981, che ha lasciato la sua carriera da vicedirettore di banca a Milano per viaggiare e realizzare il “suo sogno più grande, che era fare il giro del mondo”.

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Cresciuto a Piacenza, si laurea in Economia delle Istituzioni e dei Mercati Finanziari alla Bocconi e inizia a lavorare a Milano, dove avvia una carriera sicura nel settore bancario.

Il 27 ottobre 2013, durante un viaggio verso Piacenza, rimane colpito da un tramonto mozzafiato che lo fa riflettere sul futuro che vorrebbe e finalmente decide di cambiare vita e partire.

Trascorre i sei mesi successivi a pianificare l’itinerario che lo ha portato a visitare 44 paesi e 5 continenti per un totale di mille giorni di viaggio.

Nel 2014 lascia Milano per raggiungere prima la Polonia, poi la Russia, quindi la Cina, il Tibet, l’India, il Sud-Est asiatico, l’Australia, e infine l’America. Pelizzeni ha fatto tutto questo senza prendere l’aereo, scelta ispirata dal libro “Un indovino mi disse” del giornalista e scrittore Tiziano Terzani.

Non si è trattato di un itinerario rigido. Pelizzeni lungo il suo cammino ha dato ampio spazio all’improvvisazione e agli interessi del momento, dettati dalle stagioni e dagli incontri con gli abitanti locali.

Il denaro ottenuto dalla liquidazione e dalla vendita dell’auto gli hanno permesso di affrontare il viaggio, per il quale aveva calcolato di spendere non più di quindici euro al giorno.

Claudio racconta di aver trascorso gli ultimi due mesi in Nepal, dove ha svolto volontariato in un orfanotrofio e gestito un viaggio di gruppo organizzato, in cui ha accompagnato sedici persone alla scoperta del paese.

Per ora ha scelto di non compiere nuovi lunghi viaggi, e sta pensando di trascorrere in Italia circa quattro mesi l’anno, vivendo con i proventi del libro che racconta la sua avventura, “L’orizzonte ogni giorno un po’ più in là”, pubblicato a febbraio 2017, i video documentari, il suo blog Trip Therapy e i viaggi organizzati che coordina, perché “viaggiare a lungo ha senso se c’è un progetto dietro, un sogno da realizzare”, dichiara a TPI.

Il luogo dove Pelizzeni tornerebbe immediatamente è la Patagonia, che lo ha colpito per la “natura strepitosa”. Tuttavia, ciò che rende ancora più originale la sua storia è il fatto che abbia deciso di sconvolgere la sua esistenza senza che il diabete, con cui deve fare i conti da quando ha nove anni, lo limitasse.

Pelizzeni è infatti partito con scorte di insulina per nove mesi, mente il resto lo ha reperito i loco o grazie agli amici che lo andavano a trovare.

Alla domanda se si fosse mai sentito solo o troppo lontano da casa, risponde senza esitazione “No, per niente”. Pelizzeni sta già scrivendo il secondo libro, altro capitolo della sua vita da viaggiatore in giro per il mondo.

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