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Lo studente giappone raccoglie le cicche a terra: “Amo Napoli, non merita di essere sporca” | VIDEO

Lo studente giapponese che pulisce Napoli. Credit: Facebook/Nicola Barbato

Il ragazzo, in città per un periodo di studio, ha ricevuto il plauso di tanti sul web

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 3 Dic. 2018 alle 17:42 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 13:34

“Stiamo raccogliendo le cicche perché Napoli non merita di essere sporca”. “A me piace Napoli”, aggiunge il ragazzo, intento a pulire Piazza del Gesù. Così ha iniziato ad andare in giro per la città e a pulirla: “Mi piace Napoli per questo ho iniziato questa cosa”.

Il video del ragazzo, comparso sulla pagina Facebook di Nicola Barbato, è diventato virale. Le immagini hanno suscitato l’indignazione di molti per le condizioni in cui versa la città e, soprattutto, l’ammirazione di tanti altri. “Aiutiamoli a casa nostra. Grande lezione di civiltà e amore, la dimostrazione che casa è quella”, scrive un utente su Twitter.


“Deve arrivare un giapponese per pulire, pensate come stiamo messi”, scrive un altro utente.


Francesco Emilio Borrelli, consigliere dei verdi, ha twittato: “I nostri cittadini prendano esempio”.

Un altro utente ha scritto: “Cari napoletani sporchi ed incivili imparate da questo ragazzo giapponese che ama Napoli e dunque la tiene pulita, ognuno di noi deve comportarsi in strada come farebbe in casa propria”.


Ma non è la prima volta che il ragazzo giapponese viene visto intento a raccogliere mozziconi di sigarette in giro per Napoli. Il 26 novembre scorso, il Mattino ha riportato un’altra testimonianza dell’attività del ragazzo. In quel momento il ragazzo era insieme a una ragazza italiana e raccoglievano carte e cicche sparse sulla strada a piazza Bovio, nei pressi della fermata della metro.

“Siamo dell’associazione ‘Pescatori di sogni’ e di solito siamo a piazza San Domenico, ma oggi siamo qua”, spiegavano i due, intenti a pulire quella porzione di città. Come riporta il quotidiano partenopeo, si tratta di uno studente giapponese a Napoli per un periodo di studio di dieci mesi, che, invece di spendere il suo tempo a godersi il soggiorno, decide di passarlo a rimediare all’inciviltà di cittadini e turisti.

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