Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Menu
Home » Gossip

La rigida routine quotidiana di Benjamin Franklin per avere successo nella vita

Benjamin Franklin non è diventato uno dei più grandi inventori e politici della storia senza sforzi. La sua routine giornaliera era estremamente rigida. Un documento lo rivela

Di Francesca Loffari
Pubblicato il 7 Dic. 2017 alle 11:33 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 19:34

Per diventare uno dei più grandi politici e scienziati della storia, Benjamin Franklin, uno dei Padri Fondatori degli Stati Uniti e inventore, tra le altre cose, del parafulmine e delle lenti bifocali, ha dovuto fare molti sacrifici. La sua routine giornaliera era, infatti, estremamente rigida e scrupolosa, a cominciare dalla sveglia, puntata ogni giorno alle cinque del mattino.

Se ti piace questa notizia, segui TPI Pop direttamente su Facebook

Così Franklin divideva la sua giornata:

5-8: Alzati, lavati e prega; programma gli affari del giorno e prendi la decisione da perseguire durante la giornata; fai colazione.

8-12: Lavora.

12-14: Leggi o tieni d’occhio i conti. Mangia.

14-18.: Lavora.

18-22: Metti le cose al loro posto, cena, ascolta musica, distraiti o fai conversazione; esamina le attività svolte durante il giorno.

22-5: Dormi.

Durante la colazione Franklin si domandava: “Cosa dovrei fare oggi di buono?”; e prima di coricarsi: “Cosa ho fatto di buono oggi?”. Ciò che, infatti, emerge chiaramente dalla sua routine quotidiana è l’estrema attenzione che rivolgeva a se stesso. Una persistente analisi critica delle sue azione è l’elemento centrale, che a suo avviso, lo avrebbe reso più produttivo.

Tuttavia, neanche Franklin riusciva a rispettare perfettamente ritmi così rigidi. Come si legge  sul The Atlantic, in un estratto della sua biografia egli ammetteva di concedersi di tanto in tanto pause ed interruzioni per ricaricare le batterie.

Se questa notizia ti è piaciuta, abbiamo creato una pagina Facebook apposta per te: segui TPI Pop

Leggi l'articolo originale su TPI.it
Exit mobile version