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Perché dai 30 anni in poi è più complicato fare nuove amicizie

La maggior parte delle persone ha difficoltà nello stringere amicizie quando raggiunge i 30 anni. Uno studio prova a spiegare cosa determina questa diminuzione dei legami significativi

Di Francesca Moriero
Pubblicato il 26 Gen. 2018 alle 18:01 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 19:23

Molte persone con l’aumento degli anni iniziano ad avere difficoltà nello stringere nuove amicizie.

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I ricercatori dell’Università di Oxford (Inghilterra) e Aalto (Finlandia) hanno provato a scoprirne le cause.

Per svolgere il loro studio, gli esperti hanno analizzato i dati di 3 milioni di utenti di telefoni cellulari nei paesi europei.

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L’obiettivo era identificare i modelli di comportamento e la quantità e qualità delle interazioni, anche sui social network.

Grazie a questo metodo hanno scoperto che le persone non smettono di fare amicizie fino a quando hanno 30 anni. Raggiunta questa età, le loro connessioni sociali iniziano ridursi.

A spiegare questo dato sarebbe apparentemente la maggiore capacità di selezione che si acquisisce da adulti.

“Crescere significa specializzarsi”, spiega Francesc Núñez, sociologo e ricercatore presso l’Open University of Catalonia (UOC).

“Quando sei adulto ti senti unico, ci sono meno persone che ti piacciono. Sei una persona più definita e quindi i criteri di selezione sono più determinati” aggiunge.

Adriàn Montesano, professore di psicologia alla UOC, spiega: “È necessario anche ricordare che l’ importanza che viene data durante l’adolescenza o la prima giovinezza agli amici, riferimenti fondamentali per la costruzione della propria identità, non è la stessa di quando si ha 30 o 40 anni.

Ciò non significa che quando si diventa adulti le amicizie non siano importanti; soltanto, perdono la loro centralità nella definizione dell’identità personale”.

Secondo lo studio, le donne tendono a perdere le loro amicizie più velocemente degli uomini.

I responsabili della ricerca ritengono che ciò avvenga perché le donne investono più sforzi nel ricercare e mantenere amicizie che rispondano meglio all’ideale del migliore amico o della migliore amica e che, dopo averle trovate, passano più tempo a coltivare queste relazioni trascurandone altre ritenute meno importanti.

Alcune delle ragioni che spiegano la difficoltà di fare nuove amicizie a 30 o 40 anni, hanno anche a che fare con le responsabilità assunte in quel momento della vita.

A queste età, si hanno obblighi o responsabilità maggiori: “Ciò non significa che gli amici non debbano esistere, ma non rappresentano più una priorità”, dice Montesano.

“Quando si è giovani ci sono molte possibilità di fare amicizia.  Da adulti, tuttavia, l’amicizia deve essere tra pari: bisogna condividere valori, prospettive sul mondo”.

Per il sociologo le persone hanno delle risorse innate per stringere nuove amicizie, l’importante è “alzarsi dal divano”: “Bisogna buttarsi, inserirsi in gruppi, o in comunità con cui condividere hobby, usare le applicazioni attualmente esistenti”.

Montesano ricorda, tuttavia, che nonostante queste interazioni facilitino la possibilità di “fare conoscenze”, stringere amicizia è qualcosa di più complesso.

Secondo Núñez “l’amicizia è un accordo tra pari, vi è uno sforzo alla base fatto di volontà, pazienza e compromessi.”

Per Núñez le vecchie amicizie sono migliori di quelle nuove, perché più sentite e più forti.

“Ciò che determina la vita delle persone, sono gli incontri che si verificano lungo il proprio cammino” conclude Núñez.

Per questi esperti, quindi, il fatto che sia più difficile incontrare nuove persone invecchiando non deve essere un problema: tutto è circoscritto all’interno di un “ciclo naturale”.

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