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Il lato oscuro di Instagram raccontato da un’influencer

In un'intervista al Daily Mail Australia, la blogger Sara Melotti ha raccontato alcuni retroscena e trucchi del magico mondo degli influencer, svelandone la “dark side”

Di TPI
Pubblicato il 19 Mag. 2017 alle 12:15 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 19:49

Sara Melotti è una popolare influencer di Instagram, famosa per le sue fotografie di viaggio. In un’intervista al Daily Mail Australia ha raccontato alcuni retroscena e trucchi del magico mondo degli influencer, svelandone la “dark side”.

Che le foto di Instagram, così perfette e invidiabili, non rappresentino la realtà ma siano spesso costruite ad arte, non è mai stato un mistero per nessuno. Eppure pochi conoscono i meccanismi per fare soldi che ci sono dietro.

“Ricordo quanto ero eccitata quando iniziai a pubblicare su Instagram. Era tutto incentrato sulla creatività e l’arte ed era giusto, etico e stupefacente”, ha raccontato. “Le cose sono cambiate molto da allora, e ora sento spesso una stretta allo stomaco quando devo pubblicare una nuova foto”.

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Negli ultimi anni Instagram è diventato semplicemente “il nuovo modo di fare pubblicità”, e il giro di denaro ha creato un ambiente negativo. “Ciò che un tempo erano contenuti originali, ora sono ridotti a dinamiche di algoritmi senza significato”.

Comprare 100 follower costa circa 3 dollari, comprarne 10mila circa 70 dollari. “So di essere ipocrita. Sto giocando a questo gioco da sei mesi e ciò mi ha reso una miserabile”, racconta ancora.

“Penso che sia il momento di smetterla con le cazzate e dirvi esattamente cosa sta succedendo. Ve lo devo, perché se vivo la vita che ho oggi, se faccio quello che amo di più, che è viaggiare, scrivendo e occupandomi di arte, è anche grazie a voi ragazzi”, ha detto la blogger.

Instagram è diventata ormai una piattaforma pubblicitaria più che un social network creativo e artistico.

“Il mondo della pubblicità si sta spostando e noi influencer stiamo lavorando per marchi e aziende perché, attraverso di noi, possano raggiungere i consumatori (i nostri follower) in maniera molto più genuina ed efficace”, ha dichiarato Sara Melotti.

“Posso permettermi di essere sempre in viaggio solo perché collaboro con alberghi, tour e marchi. E queste collaborazioni non sarebbero possibili se non avessi costruito un portfolio solido e non mi fossi impegnata su Instagram”. La maggior parte delle aziende che pagano per i post, dice Melotti, sono completamente ignari del fatto che i numeri che vedono in alcune pagine siano incredibilmente gonfiati ad arte. (Il pezzo continua dopo l’immagine)

 

Tutto questo è iniziato da quando Instagram ha modificato il suo algoritmo. Nel 2016 hanno deciso di cambiare il feed in modo che le immagini comparissero in base a un algoritmo e non in ordine cronologico.

“Ci sono luoghi così belli, ma la gente si avvicina, scatta le foto e poi si allontana. Il luogo lo guarda a malapena. Ci sono persone che spendono fino a 13 ore al giorno su Instagram mentre rimangono in alcuni dei luoghi più belli del mondo”, prosegue l’influencer.

“Un’altra tattica popolare è quella di pubblicare le proprie foto su un account collettivo, per ottenere più follower. La quantità di tempo che la gente sta investendo in questi trucchi è spaventosa”, prosegue ancora.

“Purtroppo, però, alcuni di questi account hanno a loro volta un lato oscuro. Ho inviato un email con il mio portfolio ad alcuni di questi account alcuni mesi fa e ho ricevuto una quantità allarmante di risposte dove mi si chiedevano soldi per pubblicarli. È incredibile che queste persone, che hanno costruito la loro attività sui contenuti che hanno preso dai nostri account, chiedano ora agli artisti di pagare per essere pubblicati”, racconta Sara Melotti.

Tra le tattiche più usate per avere maggiore visibilità c’è quella dei “comment pods”, un gruppo privato in cui 10-15 influencer postano il link alla loro ultima foto pubblicata, in modo che gli altri la commentino. Il segreto per ingannare l’algoritmo è ottenere un alto coinvolgimento degli utenti con like e commenti entro i primi 30-45 minuti dal caricamento di un’immagine. In questo modo è più probabile che quelle foto finiscano nella sezione “foto che potrebbero piacerti”, ottenendo migliaia di like in più.

“Non posso credere che siamo arrivati a questo. La quantità di tempo che stanno investendo nel gioco di questi trucchi è spaventosa, potrebbe essere usata per lavorare sulla nostra arte, sulla nostra felicità o sulla vita reale”, ha detto ancora la blogger.

“Le persone sono accecate dal miraggio dell’Insta-fama. La vogliono ora e vogliono i benefici che ne derivano, ma non vogliono impegnarsi nel vero lavoro che richiede tempo, sudore e lacrime. Puoi usare questi trucchi e aderire alla mafia o forse, puoi continuare a giocare lealmente”.

“Non ho iniziato a fare questo per esaltare il mio ego con numeri vuoti. Viviamo in un’epoca in cui troppo spesso il numero dei like che otteniamo in un post è il valore che diamo a noi stessi”, ha detto Sara Melotti.

Di chi è la colpa? – si chiede la blogger – di Instagram e dell’algoritmo? O di quelli che stanno giocando sporco, dichiarando di voler trovare una “soluzione etica” al mostro creato?

“Voglio smetterla con le cazzate, ho finito di giocare, voglio farlo nel modo giusto. Puoi usare le informazioni che hai per giocare al gioco e aderire alla mafia o forse, forse, puoi continuare a giocare pulito e sapere dentro di te che il sistema è difettoso e corrotto. Puoi fare del tuo meglio per rendere Instagram qualcosa che abbia di nuovo a che fare con l’arte e la creatività”, conclude Sara Melotti.

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