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Caro Diario: la trama e le migliori scene del premiato cult di Nanni Moretti

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 3 Gen. 2019 alle 16:15 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 09:04

Il 4 gennaio vede il ritorno in tv di un grande cult del cinema italiano: si tratta di Caro Diario, film scritto, diretto ed interpretato da Nanni Moretti.

Il consiglio è quindi di preparare le pop corn e di sintonizzarsi su La7 per rigustare questo grande lavoro cinematografico che nel 1994 fece vincere a Moretti il miglior premio per la regia al Festival di Cannes.

Caro Diario Film | Trama

Il film, uscito nelle sale nel 1993, è composto da tre episodi in cui il protagonista, Nanni Moretti, interpreta se stesso e si racconta come farebbe in un diario aperto: da qui, infatti, il titolo di questa premiata e celebre pellicola.

Tutti e tre gli episodi hanno dei titoli come se fossero infatti capitoli della vita del personaggio principale; il primo, intitolato In vespa, è senza dubbio quello che mostra la fotografia più bella del film, perché vede Nanni girovagare per Roma in sella alla storica motoretta targata Piaggio.

Salendo e scendendo per le vie di una estiva, assolata e – quindi – deserta capitale, il protagonista riflette su cinema, urbanistica, sociologia e politica, delineando i problemi della sinistra proprio l’anno precedente all’ascesa di Silvio Berlusconi e lasciandosi sullo sfondo meravigliosi paesaggi, opere architettoniche e anche quartieri periferici che “pensavo peggio” – come recita una famosa battuta del film quando Moretti visita la zona di Spinaceto.

Il secondo capitolo, chiamato Le isole, vede Moretti scappare da Roma per intraprendere un viaggio nelle splendide isole Eolie. Una volta lì va a trovare a Lipari il suo amico Gerardo, il quale si è ritirato sull’isola per poter studiare tranquillamente.

Tuttavia tale tranquillità non viene facilmente trovata dal protagonista: l’isola è infatti assediata dai turisti e i due amici decidono allora di spostarsi sull’isola di Salina. Qui vengono ospitati da una coppia di amici di Gerardo, i quali sono alle prese con il loro maleducato e teledipendente figliolo – occasione questa per il regista per affrontare il tema dei programmi televisivi trash (sì, c’erano già e forse non erano poi così trash rispetto a quelli di oggi). Ma a rimanere affascinato dall’approccio con il mezzo televisivo è anche l’amico Gerardo, il quale rimane colpito in particolar modo dalle soap opera.

Da Salina a Stromboli, il viaggio dei due per le isole siciliane continua ed è ricco di divertenti avventure che servono a Nanni Moretti per descrivere altri mali della società: i due amici incrociano infatti sul loro cammino il sindaco megalomane di Stromboli che li vuole coinvolgere in strani progetti, delle invadenti animatrici turistiche a Panarea e, infine, una selvaggia Alicudi. Giunti su quest’ultima isola sembrano aver finalmente trovato la pace e il relax tanto bramati, ma Gerardo ormai pensa solo alla tv: non ne sente una particolare mancanza, ma l’impossibilità di poterla vedere lì lo fa scappare a gambe levate.

Infine il terzo capitolo: Medici. Qui c’è il racconto reale dell’odissea vissuta dal regista per un linfoma di Hodgkin, il quale gli viene diagnosticato solo a seguito di una marea di consulti, diagnosi e analisi. I medici, dai quali Moretti rimane grandemente deluso, arrivano addirittura a diagnosticargli una neoplasia polmonare che lo avrebbe lasciato senza scampo ma, dopo un intervento chirurgico seguito a questa diagnosi, viene finalmente fuori la verità circa il morbo che lo affligge. “I medici sanno parlare ma non sanno ascoltare”, dice Moretti in un’altra celebre scena del film.

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