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    Hong Kong, ok della Camera Usa alla legge pro-democrazia. Cina: “Indignazione”

    Folla di manifestanti ad Hong Kong Credit: Twitter
    Di Veronica Di Benedetto Montaccini
    Pubblicato il 16 Ott. 2019 alle 17:35 Aggiornato il 10 Gen. 2020 alle 20:02

    Usa, pronta una legge pro-Hong Kong. L’ira della Cina: “Risponderemo”

    Usa e Hong Kong si avvicinano e la Cina risponde. Se il Congresso degli Stati Uniti approverà in via definitiva l’Hong Kong Human Rights and Democracy Act, la Cina difenderà la propria sovranità con provvedimenti incisivi. A dare l’annuncio è stato il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, attraverso il suo portavoce Geng Shuang.

    “Trascurando la verità e alterando i fatti, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha definito gli incendi dolosi, la distruzione dei negozi e l’aggressione degli agenti di polizia come diritti umani e libertà”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri sottolineando che gli “Usa stanno usando due pesi e due misure”.

    La crisi in corso tra Hong Kong e Pechino è diventata ufficialmente materia di interesse americano dopo che martedì 15 ottobre la Camera dei Rappresentanti di Washington ha approvato una serie di norme che di fatto offrono tutela a Hong Kong.  Le norme prevedono che, periodicamente, gli Stati Uniti si assicurino della sua autonomia effettiva dalla Cina.

    Prima che le norme vengano approvate definitivamente con l’apposizione della firma da parte del presidente degli Stati Uniti, mancano ancora diversi passaggi.

    Lunedì 14 ottobre migliaia di cittadini hanno manifestato per le strade di Hong Kong sventolando bandiere a stelle e strisce per richiedere l’intervento del Congresso.

    Molti dei protestanti credono infatti che l’aiuto americano sia decisivo per mettere fine al controllo di Pechino. Ma non tutti sono della stessa idea: non manca chi è convinto che l’interferenza americana, dopo le sanzioni imposte alla Cina, possa essere controproducente per Hong Kong. Sia perché Pechino ha una vera ossessione per le interferenze straniere, sia perché Hong Kong potrebbe diventare merce di scambio tra le due superpotenze nella guerra dei dazi.

    La risposta del portavoce del ministro degli Esteri cinese infatti è stata: “Se la legge verrà alla fine approvata, non solo danneggerà gli interessi cinesi ma anche le relazioni tra Cina e Stati Uniti e quindi gli interessi americani”.

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