La vittoria dei democratici alle elezioni federali e statali negli Stati Uniti, che ha travolto l’amministrazione del presidente repubblicano Donald Trump, consegnando all’opposizione la maggioranza in entrambi i rami del Congresso di Washington, ha registrato un’ondata di novità per il panorama politico statunitense. I vincitori segneranno la storia quest’anno, portando nei parlamenti statali e federali un gruppo profondamente diversificato di neo-deputati, senatori e governatori, che si tratti di esponenti democratici o repubblicani.
Keisha Lance Bottoms
Tra le protagoniste assolute di questa tornata c’è Keisha Lance Bottoms, che diventa così al contempo la prima governatrice nera della Georgia, la prima governatrice donna dello Stato e, in assoluto, la prima governatrice afroamericana nella storia degli Stati Uniti. Già sindaca di Atlanta tra il 2018 e il 2022, Bottoms figurava tra le donne prese in considerazione da Joe Biden come potenziale candidata alla vicepresidenza già alle elezioni del 2020, entrando successivamente a far parte della sua amministrazione. La sua affermazione è arrivata sconfiggendo Rick Jackson, un candidato sostenuto dal presidente Donald Trump, e puntando su un’agenda ben precisa, come l’allargamento della copertura sanitaria del programma Medicaid, la riduzione delle tasse per i proprietari di casa e l’incremento dei finanziamenti per l’istruzione.
Chris Pappas
Un altro primato storico arriva dal New Hampshire, dove Chris Pappas ha vinto la corsa per il Senato federale, diventando il primo senatore apertamente gay nella storia degli Stati Uniti. Questo successo consente ai democratici di blindare un seggio cruciale, situato in uno Stato che i repubblicani consideravano in precedenza come una delle loro migliori opportunità per ribaltare i rapporti di forza in Parlamento. Pappas arriva a questo traguardo dopo aver servito per quattro mandati come deputato al Congresso in rappresentanza del distretto sud-orientale del New Hampshire.
Byron Donalds
In Florida, invece, il repubblicano Byron Donalds sarà il primo governatore di colore nella storia dello Stato. La sua campagna si è mossa sul terreno delle riforme fiscali, della regolamentazione dei data center e del sostegno incondizionato all’agenda di Trump, in un territorio ormai stabilmente orientato a favore dei repubblicani e sostenuto sin dalle prime battute da un forte endorsement del presidente. Con il suo insediamento, saliranno a tre i governatori afroamericani in carica negli Stati Uniti, caratterizzati da sensibilità politiche molto differenti. Gli altri, infatti, sono il governatore democratico del Maryland, Wes Moore, riconfermato in questa campagna elettorale, e la già citata Keisha Lance Bottoms in Georgia.
Annie Andrews
La mappa del Senato federale si ridisegna anche in South Carolina, dove Annie Andrews sarà la prima donna eletta senatrice federale nella storia dello Stato. Sconfiggendo la senatrice Darline Graham, Andrews ha strappato un seggio rimasto saldamente in mano repubblicana per quasi trent’anni. La nomina della Graham era stata orchestrata da Trump per riempire il posto rimasto vacante dopo l’improvvisa scomparsa del fratello, l’ex senatore Lindsey Graham, avvenuta a luglio. L’appoggio presidenziale a una figura politicamente sconosciuta aveva acceso non poche polemiche in un territorio profondamente repubblicano. Nel corso della sua breve carriera politica, però, Graham si era proposta come ancor più conservatrice del fratello, distanziandosi da alcune sue posizioni, proponendo una linea più dura sull’immigrazione, per allinearsi al presidente, mentre Andrews si è presentata agli elettori come una moderata di spirito indipendente, fortemente attenta ai temi del costo e della qualità della vita e della lotta alla corruzione.
Gina Hinojosa
Oltre alla vittoria al Senato federale di James Talarico, il Texas registra un terremoto politico anche con il successo di Gina Hinojosa, eletta prima governatrice di origini ispaniche dello Stato, un risultato che spodesta il governatore repubblicano Greg Abbott, in carica da quasi dodici anni. I due candidati si sono duramente scontrati su questioni culturali cruciali, inclusa la spinosa tematica dell’aborto, molto sentita in un territorio fortemente conservatore, con una diffusa presenza di chiese protestanti e un’elevata quota di immigrati cattolici provenienti da Caraibi, Centro e Sud America. Eppure la cinquantaduenne, deputata statale e avvocata, Hinojosa è riuscita a diventare la prima governatrice democratica dai tempi della vittoria di Ann Richards nel 1990 e soltanto la terza donna in assoluto a ricoprire questa carica nello Stato.
Melat Kiros
In Colorado il rinnovamento passa per le aule parlamentari con Melat Kiros, la prima donna nera a rappresentare lo Stato come deputata al Congresso grazie alla vittoria nel primo distretto elettorale. A soli ventinove anni, l’avvocata, membro dell’ala socialista del Partito Democratico, entrerà a far parte della sempre più numerosa compagine della Generazione Z del Congresso, risultando tra i membri più giovani in assoluto a sedere alla Camera dei Rappresentanti.
Adam Hamawy
Anche il New Jersey celebra una svolta storica nel dodicesimo distretto elettorale con l’elezione di Adam Hamawy, diventato oggi il primo deputato musulmano del Congresso eletto in questo Stato. Medico chirurgo in congedo dall’esercito e feroce critico nei confronti di Israele, Hamawy appartiene all’ala progressista del Partito Democratico, sostenendo apertamente iniziative come l’assistenza sanitaria pubblica per tutti e la cancellazione dei debiti studenteschi e per la sanità.
Claire Valdez
New York festeggia un altro traguardo storico nel settimo distretto elettorale, dove Claire Valdez sarà la prima donna nativa americana a rappresentare lo Stato al Congresso federale. Deputata dell’Assemblea statale per un solo mandato, la sua affermazione rappresenta un ulteriore successo per l’ala progressista dei democratici, la cui crescente influenza trae parte della propria forza dalla popolarità del sindaco di New York, Zohran Mamdani, che l’ha sostenuta nella sua campagna elettorale.
Deb Haaland
Anche il New Mexico può fregiarsi di un primato simile a quello di New York. L’ex segretaria agli Interni degli Stati Uniti, Deb Haaland, è stata infatti eletta governatrice dello Stato, diventando così la prima donna nativa americana eletta alla massima carica statale nella storia degli Usa, battendo il repubblicano Gregg Hull, un uomo d’affari sessantenne ed ex sindaco di Rio Rancho. Membro del popolo Laguna Pueblo, una nazione tribale riconosciuta a livello federale nel New Mexico centro-occidentale, prima di dedicarsi alla politica nazionale, Haaland ha lavorato nell’amministrazione della tribù in uno Stato in cui circa il 12% della popolazione è composto da nativi. Ma l’esponente democratica non è nuova a prima di questo tipo. Dopo la sconfitta nella corsa alla carica di vicegovernatore nel 2014, ha presieduto il Partito Democratico del New Mexico dal 2015 al 2017, diventando la prima donna nativa americana a guidare un’organizzazione di partito a livello statale negli Usa. Nel 2018, poi, era stata eletta alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, diventando una delle prime due donne native a essere eletta al Congresso. Nel 2021, infine, l’allora presidente Joe Biden la nominò segretaria agli Interni degli Stati Uniti, facendone la prima persona di una comunità indigena a ricoprire una carica ministeriale nel governo federale.
Jeremy Moss
In Michigan l’undicesimo distretto elettorale incorona invece Jeremy Moss come il primo membro apertamente gay della Camera in rappresentanza del Great Lakes State. Già senatore statale, Moss raccoglie l’eredità del seggio lasciato libero dalla deputata Haley Stevens, che aveva abbandonato l’incarico per correre alle primarie del Senato, prima di subire la sconfitta contro il neo-senatore Abdul El-Sayed.
Abdul El-Sayed
La tornata elettorale in Michigan riserva infatti un capitolo straordinario con la vittoria di Abdul El-Sayed, che sconfigge il repubblicano Mike Rogers e si aggiudica la corsa al Senato, diventando il primo senatore musulmano nella storia degli Stati Uniti. Un traguardo raggiunto nonostante un colpo durissimo arrivato proprio nelle battute finali, quando l’ormai ex deputata Haley Stevens, sconfitta proprio da El-Sayed alle primarie democratiche, aveva scelto di sostenere Rogers a soli due giorni dal voto. Quarantunenne, medico ed esperto di sanità pubblica, El-Sayed incarna il volto dell’ala progressista dei democratici ed è stato tra i protagonisti assoluti di questa tornata, guadagnandosi una ribalta nazionale anche a causa degli attacchi personali subiti da Donald Trump. Nel suo discorso della vittoria, il neo-senatore ha voluto scandire con orgoglio le proprie origini egiziane e il nome che l’ex presidente aveva ripetutamente preso di mira: “Mi chiamo Abdulrahman Mohamed El-Sayed”.
Amy Acton
Anche l’Ohio volta pagina e sceglie Amy Acton, la prima candidata democratica a conquistare la carica di governatore dal 2006 e in assoluto la prima donna eletta in questo ruolo nello Stato. Medico di professione, Acton ha avuto la meglio sul repubblicano Vivek Ramaswamy al termine di una competizione finita al centro delle polemiche nazionali a causa di un controverso spot elettorale diffuso dal suo sfidante. Vittima di abusi sessuali da parte del nuovo marito della madre Cledith Arthur, nel 1978, su richiesta del padre biologico, Acton fu allontanata, all’età di soli 12 anni, dalla casa in cui era cresciuta. Denunciato, incriminato dalla magistratura e ricercato dalla polizia, Arthur scampò alla cattura, continuando a frequentare la madre della candidata democratica nonostante le accuse di molestie sulla figlia e morendo a piede libero nel 2004 in Pennsylvania. Pur non avendo più avuto contatti con la madre per oltre 50 anni, la campagna avversaria riuscì a contattare la donna e a convincerla a girare uno spot contro la figlia candidata alla massima carica dello Stato. “Mi chiamo Donna Arthur e sono la madre di Amy Acton. Amo mia figlia, ma Amy ha un problema serio. È una bugiarda. Ha mentito per tutta la vita. Non votate per persone che mentono”, disse la donna nello spot, sollevando critiche persino da parte repubblicana.
Nonostante tutto questo (o proprio per questo), portando al centro della propria campagna i temi dell’accessibilità economica, Acton è riuscita a vincere, puntando sui tagli mirati alle tasse di proprietà per i ceti medi e per i pensionati dell’Ohio, oltre a una moratoria sui data center a meno che questi non coprano autonomamente i costi dei servizi pubblici di cui usufruiscono.
Xavier Becerra
La California si conferma infine come roccaforte liberal eleggendo Xavier Becerra come primo governatore latino dello Stato, preservando il controllo dem nella realtà federata più grande della nazione. Già deputato federale, procuratore generale dello Stato e segretario alla Salute e ai Servizi Umani durante l’amministrazione Biden, Becerra è emerso tra i tanti candidati alle primarie come successore al governatore democratico Gavin Newsom, in odore di candidatura alla Casa bianca nel 2028. Sostenuto da un elettorato decisamente progressista e da un contesto politico favorevole all’opposizione per le Midterm, Becerra ha ripetutamente associato il suo avversario repubblicano Steve Hilton alla figura di Donald Trump, calcando la mano sulle approvazioni ricevute dal presidente e invitando gli elettori democratici a lanciare un segnale chiaro all’amministrazione federale repubblicana in carica.