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    Usa-Corea del Nord, Trump: “Se l’incontro con Kim non sarà fruttuoso lascio il tavolo”

    Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, incontrerà il leader nordcoreano Kim Jongun a giugno. Credit: Afp

    Il presidente ha parlato in vista dello storico vertice in programma a giugno

    Di Enrico Mingori
    Pubblicato il 19 Apr. 2018 alle 09:47 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 00:09

    Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato nella serata del 18 aprile 2018 che se l’incontro con il leader nordcoreano Kim Jong-un non sarà positivo abbandonerà il confronto.

    “Se penso che l’incontro che non sarà fruttuoso, non andremo. Se, quando sarò lì, l’incontro non sarà fruttuoso, lascerò rispettosamente il vertice”, ha detto Trump in una conferenza stampa congiunta con il primo ministro giapponese Shinzo Abe, a margine del summit nippo-americano a Mar-a-Lago, in Florida.

    Le parole del presidente statunitense arrivano all’indomani della notizia della missione segreta del segretario di stato in pectore, Mike Pompeo, in Corea del Nord, avvenuta nel weekend di Pasqua.

    Pompeo ha incontrato Kim Jong-un proprio per preparare il terreno in vista dello storico incontro fra Trump e il leader di Pyongyang in programma nel prossimo giugno anziché a maggio come originariamente previsto.

    Nella conferenza congiunta con Abe, Trump si è comunque detto ottimista rispetto al vertice con Kim.

    “Penso che avremo successo, stiamo avendo un ottimo dialogo”, ha detto Trump. “Ma se per qualsiasi motivo dovessi pensare che non il confronto non avrà successo, la finiremo lì”.

    Il presidente ha anche detto che la sua amministrazione sta negoziando con Pyongyang per il rilascio di tre americani detenuti in Corea del Nord e ha suggerito che il loro rilascio potrebbe favorire il disgelo diplomatico tra i due paesi, che non hanno relazioni ufficiali di governo.

    Trump ritiene che la sua amministrazione stia lavorando “molto diligentemente” sulla questione degli americani detenuti.

    E ha aggiunto che intende anche fare pressione su Kim per i casi irrisolti di almeno 13 giapponesi rapiti da agenti nordcoreani negli anni Settanta e Ottanta, una delle principali priorità per Abe.

    Qualche ora prima della conferenza con il premier nipponico, Trump aveva scritto un post sul proprio profilo Twitter in cui aveva confermato l’avvenuto incontro tra Pompeo e Kim Jong-un.

    “Mike Pompeo ha incontrato Kim Jong Un in Corea del Nord la scorsa settimana. L’incontro è andato molto bene e si è formata una buona relazione. I dettagli del vertice sono stati elaborati ora. La denuclearizzazione sarà una grande cosa per il mondo, ma anche per la Corea del Nord!”.

    Quello tra Pompeo e Kim è stato il contatto di massimo livello tra i due paesi dal 2000, quando l’allora segretario di stato Madeleine Albright aveva incontrato Kim Jong-il, il defunto padre dell’attuale leader, per discutere di questioni strategiche.

    Trump e Kim Jong-un non si sono mai visti né hanno mai parlato telefonicamente.

    È stato il leader nordcoreano, lo scorso marzo, a invitare il presidente americano a Pyongyang. Trump ha fatto sapere di essere disponibile.

    Il vertice è volto alla distensione dei rapporti diplomatici e alla risoluzione della crisi nucleare nordcoreana.

    Un ruolo di mediazione tra i due paesi lo sta svolgendo la Corea del Sud.

    Il prossimo 27 aprile Kim incontrerà il suo omologo sudcoreano Moon Jae-in a Panmunjom, sul confine smilitarizzato tra i due paesi.

    Nei suoi contatti preliminari con il governo di Seul Kim Jong-un si è detto disponibile a discutere dell’abbandono del programma nucleare da parte della Corea del Nord, ma solo se la sicurezza del suo paese fosse garantita.

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