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    Il discorso di Donald Trump alla prima riunione del Board of Peace: “La guerra in Medio Oriente è finita”

    Il presidente Usa, Donald Trump, parla alla prima riunione del Board of Peace a Washington il 19 febbraio 2026. Fotogramma dalla diretta video della Casa bianca / White House Office of the Press Secretary

    L'annuncio dell'adesione di altri Paesi, gli elogi al premier ungherese Viktor Orbán, al presidente argentino Javier Milei e al capo della Fifa Gianni Infantino e l'annuncio di 10 miliardi di impegni finanziari per la ricostruzione di Gaza. Ecco cosa ha detto il presidente Usa

    Di Andrea Lanzetta
    Pubblicato il 19 Feb. 2026 alle 16:23 Aggiornato il 19 Feb. 2026 alle 16:28

    Il discorso di Donald Trump alla prima riunione del Board of Peace

    “Quello che stiamo facendo è molto semplice: pace. Si chiama Consiglio della Pace (Board of Peace, ndr), e si basa su una parola facile da dire ma difficile da produrre, pace”. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha esordito così nel suo discorso inaugurale alla prima riunione ufficiale del suo “Board of Peace”, tenuta oggi, giovedì 19 febbraio 2026, presso il Donald J. Trump Institute for Peace, l’ex United States Institute of Peace, ribattezzato di recente in onore dell’attuale inquilino della Casa bianca, a Washington DC. “Dare il mio nome all’Istituto della pace di Washington è stata un’iniziativa di Marco Rubio, io non c’entro niente”, ha poi scherzato il presidente Usa.

    “Altri Stati aderiranno”
    “Questo è il Consiglio più potente e prestigioso che abbia mai presieduto”, ha sottolineato Trump, ricordando le sue precedenti esperienze in “tante grandi aziende”. “Non erano niente rispetto a questo”, ha aggiunto, rimarcando come nel suo “Board of Peace” siedano per lo più capi di Stato e di governo. “Tranne te”, ha poi proseguito l’inquilino della Casa bianca, rivolgendosi a Gianni Infantino, presidente della Fifa, a cui Trump ha fatto i complimenti per il successo nella vendita dei biglietti della Coppa del Mondo di calcio, prevista quest’estate in Canada, Usa e Messico. “Praticamente tutti sono a capo di un Paese, tranne Gianni, ma lui è a capo del calcio”, ha scherzato. “Non è poi così male, no?”.
    “In termini di potere e prestigio non c’è mai stato nulla di simile perché questi sono i più grandi leader mondiali”, ha continuato il presidente Usa. “Quasi tutti sono stati accettati e quelli che non lo sono stati, lo faranno. Alcuni stanno facendo un pò i furbi. Ma non funzionerà. Non lo si può fare i furbi con me. Stanno facendo un po’ i furbi ma aderiranno (al Board of Peace, ndr)”. D’altra parte, ha assicurato, molti dei leader che oggi non si sono presentati a Washington “ci stanno guardando”. Intanto però, ha ricordato, qui sono “rappresentati 59 Paesi”.

    Gli elogi a Orbán e Milei
    “Lavoriamo insieme per garantire un futuro migliore alla popolazione di Gaza, del Medio Oriente e del mondo intero”, ha dichiarato l’inquilino della Casa bianca, che poi ha proceduto a ringraziare i capi di Stato e di governo presenti oggi a Washington, tra cui il presidente dell’Argentina, Javier Milei. “L’ho appoggiato alle scorse elezioni, era un po’ indietro nei sondaggi e alla fine ha vinto a valanga”, ha ricordato Trump, riferendosi a Milei. Menzione speciale anche per i premier di Ungheria e Albania, Viktor Orbán ed Edi Rama, definiti “tra i leader più tosti” del mondo. Il presidente Usa però ha anche riconosciuto che il suo appoggio a Orbán non è stato esattamente gradito in Europa: “Non tutti in Europa apprezzano questo sostegno”, ha ammesso Trump. “Ma va bene. Sta facendo un lavoro incredibile. Ha fatto un lavoro incredibile sull’immigrazione a differenza di alcuni Paesi che si sono fatti del male da soli”.

    “La guerra in Medio Oriente è finita”
    Quindi il presidente Usa si è lasciato andare a celebrare i propri successi in politica estera, chiedendo al premier dell’Armenia, Nikol Pashinyan, e al presidente dell’Azerbaigina, Ilham Aliyev, di alzarsi in piedi, dopo aver ricordato il ruolo della Casa bianca nel mediare un accordo di pace tra le due nazioni. Un’intesa ribadita oggi davanti al nuovo “Board of Peace” con una stretta di mano sugli spalti, applaudita da Trump e dalla platea. Il presidente Usa ha poi citato anche le crisi tra India e Pakistan, rappresentato dal premier di Islamabad Shehbaz Sharif; tra Thailandia e Cambogia, Egitto ed Etiopia, che Trump sostiene di aver risolto.
    Ma il magnate newyorkese non ha dimenticato la guerra più importante, motivo per cui è stato creato questo nuovo organismo internazionale. “Vi assicuro che la guerra in Medio Oriente è finita, nonostante piccoli fuochi ancora attivi”, ha detto Trump, che si è vantato di aver messo fine a un conflitto che durava da “tremila anni”. “Spesso sentivo dire che era impossibile fermare la guerra in Medio Oriente e invece ce l’abbia fatta”.
    Quindi il presidente Usa ha assicurato che Gaza “sarà stabilizzata”, ha ringraziato l’Indonesia per il contributo promesso al contingente internazionale e ha annunciato impegni finanziari dei Paesi membri del “Board of Peace” per 10 miliardi di dollari per la ricostruzione della Striscia.

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