Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Menu
  • Esteri
  • Home » Esteri

    La prima unità combattente Lgbtq contro l’Isis in Siria

    Credit: IRPGF

    Si chiama The Queer Insurrection and Liberation Army ed è stata creata all'interno delle forze guerrigliere popolari rivoluzionarie internazionali

    Di Andrea Lanzetta
    Pubblicato il 25 Lug. 2017 alle 11:47 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 17:47

    Un gruppo di volontari internazionali che combattono con le forze curde contro i miliziani del sedicente Stato islamico hanno creato, nel nord della Siria, la prima unità militare aperta agli appartenenti alla comunità Lgbtq.

    Il suo nome è The Queer Insurrection and Liberation Army (Tqila), l’Esercito insurrezionale queer di liberazione. L’unità è stata creata all’interno delle forze guerrigliere popolari rivoluzionarie internazionali (Irpgf), un movimento anarchico curdo-siriano.

    Questo movimento a sua volta fa parte del battaglione internazionale per la libertà che raccoglie i combattenti stranieri che hanno raggiunto la Siria settentrionale per affrontare l’Isis accanto alle milizie curde note come Ypg – o Unità di protezione del popolo.

    La nuova formazione è stata istituita solo ad aprile, due mesi prima della fase finale dell’offensiva dell’alleanza curdo-araba sostenuta dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti per liberare la città orientale siriana di Raqqa.

    Resta sconosciuto il numero degli appartenenti all’unità combattente e quanti di questi siano effettivamente membri della comunità Lgbtq.

    “Molti dei nostri compagni fanno parte della comunità Lgbtq”, ha dichiarato Heval Rojhilat, portavoce della nuova formazione militare. “Stiamo già combattendo a Raqqa” ha aggiunto.

    I membri della comunità Lgbtq hanno subito per anni soprusi e vessazioni da parte dell’Isis, che considera l’omosessualità un peccato.

    Infatti, a seguito dell’attentato alla discoteca Pulse di Orlando, in Florida, nel giugno 2016, in cui Omar Mateen uccise 49 persone dopo aver giurato fedeltà al sedicente Stato islamico, proprio il leader del gruppo, Abu Bakr al-Baghdadi, dichiarò, attraverso l’agenzia di stampa Amaq, che il soldato del califfato aveva voluto colpire proprio una discoteca per omosessuali.

    L’omosessualità è considerata un tabù in Siria e in Iraq, non solo all’interno della comunità islamica. Nella sua dichiarazione, l’unità Tqila accusa anche i conservatori cristiani di aver attaccato la comunità Lgbtq.

    Le forze curde siriane legate alle Ypg non fanno distinzioni di genere all’interno delle proprie unità combattenti. Da tempo esistono formazioni costituite interamente da donne curde e, recentemente, hanno deciso di istituire accademie di formazione nella speranza di creare la prima unità militare femminile araba.

    La dichiarazione di fondazione del gruppo Tqila sostiene inoltre che è in corso una rivoluzione in Rojava, in riferimento alla regione semi-autonoma della Siria settentrionale che i curdi sperano di vedere riconosciuta dalla comunità internazionale alla fine della guerra.

    Qui, sostengono i combattenti curdo-siriani, saranno benvenute tutte le comunità e la regione rappresenterà un esempio funzionante di democrazia, in un’area oppressa per anni da teocrazia e autocrazia.

    Non è chiaro quanto sia coinvolta l’unità Tqila nella battaglia per la liberazione di Raqqa, ma se il nuovo battaglione aiuterà a conquistare la città, vorrà contrassegnare la vittoria con i propri simboli proprio là dove una volta sventolava la bandiera nera del sedicente Stato islamico.

    “Isseremo la bandiera di Tqila, la bandiera dell’Irpgf e la bandiera arcobaleno”, ha concluso Heval Rojhilat.

    – LEGGI ANCHEI muri di Roma tappezzati di baci gay per ricordare le vittime di Orlando

    Leggi l'articolo originale su TPI.it
    Mostra tutto
    Exit mobile version