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    L’Ue firma un accordo di libero scambio e un partenariato in materia di difesa e sicurezza con l’India

    A sinistra, il premier indiano Narendra Modi. A destra la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. Credit: ZUMAPRESS.com / AGF

    “Abbiamo creato una zona di libero scambio di due miliardi di persone e una piattaforma per la cooperazione sulle questioni strategiche", esulta la presidente della Commissione Ue

    Di Andrea Lanzetta
    Pubblicato il 27 Gen. 2026 alle 13:08

    L’Unione europea ha firmato con l’India un accordo di libero scambio, un patto sulla mobilità di lavoratori e studenti qualificati e un partenariato in materia di difesa e sicurezza, dopo oltre 20 anni di trattative.
    “L’Europa e l’India stanno scrivendo la storia oggi: abbiamo concluso la madre di tutti gli accordi”, ha esultato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “Abbiamo creato una zona di libero scambio di due miliardi di persone, da cui entrambe le parti trarranno beneficio”. Ma “questo”, ha aggiunto, “è solo l’inizio”. “Oggi le due più grandi democrazie del mondo hanno lanciato un partenariato per la sicurezza e la difesa”, ha proseguito Von der Leyen, lanciando una stoccata velata agli Stati Uniti di Donald Trump. “Una piattaforma per la cooperazione sulle questioni strategiche più importanti – dall’industria della difesa alla sicurezza marittima. Ecco cosa fanno i partner fidati”.
    “È stato definito l’accordo degli accordi in tutto il mondo”, ha dichiarato il premier indiano Modi in un discorso pronunciato oggi a Nuova Delhi prima del suo incontro con Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. “Questo patto offrirà numerose opportunità agli 1,4 miliardi di indiani e ai milioni di cittadini dell’Ue”, ha aggiunto il leader nazionalista, sottolineando che l’intesa “rappresenta circa il 25% del Pil globale e un terzo del commercio mondiale”.

    Obiettivi strategici
    I negoziati sono durati vent’anni ma gli ultimi ostacoli alla conclusione dell’intesa sono stati risolti soltanto ieri. “Stiamo aprendo un mercato incredibile per scambi commerciali senza soluzione di continuità, investimenti e una drastica riduzione dei dazi per due miliardi di persone”, ha spiegato oggi la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. “E il nostro Partenariato per la sicurezza e la difesa aumenterà la nostra resilienza contro ogni forma di minaccia”. “Ringrazio tutti i leader europei che nel corso degli anni hanno dimostrato spirito costruttivo e impegno nel rendere possibile” questa “significativa pietra miliare delle nostre relazioni”, le ha fatto eco il premier indiano Narendra Modi. “Questo accordo approfondirà i legami economici, creerà opportunità per i nostri popoli e rafforzerà il partenariato tra India ed Europa per un futuro prospero”.
    Nel 2024, secondo Eurostat, l’Ue e l’India ha registrato almeno 120 miliardi di euro di scambi di beni commerciali e altri 60 miliardi di euro di transazioni in materia di servizi. In dieci anni, il commercio bilaterale è cresciuto di quasi il 90% mentre, secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale (FMI), quest’anno l’India dovrebbe superare il Giappone diventando la quarta economia mondiale, dopo Stati Uniti, Cina e Germania.
    L’obiettivo dell’Unione, come dichiarato da Von der Leyen al suo arrivo a New Delhi il 25 gennaio, era “di beneficiare del più alto livello di accesso mai concesso a un partner commerciale nel mercato indiano, tradizionalmente protetto”. “Otterremo un notevole vantaggio competitivo nei settori chiave dell’industria e dell’agroalimentare”, aveva aggiunto la presidente della Commission Ue, che spera in un sensibile incremento delle esportazioni europee nel Paese asiatico. Ma non è solo questione di commercio. In materia di difesa, ad esempio, New Delhi sta diversificando i propri fornitori di equipaggiamento militare, cercando di affrancarsi dalla dipendenza dallo storico fornitore russo, senza però rinunciare agli acquisti di materiale bellico da Mosca, mentre l’Europa sta cercando di fare lo stesso nei confronti degli Stati Uniti.
    “India ed Europa hanno fatto una scelta chiara. Quella di una partnership strategica, del dialogo e dell’apertura”, ha sottolineato l’ex ministra della Difesa tedesca, secondo cui entrambi i partner si ritrovano di fronte “a un mondo frammentato”. Eppure, ha precisato la presidente della Commissione Ue, “un’altra via è possibile”. La partnership con l’Ue, ha affermato da parte sua il premier Modi, “rafforzerà la stabilità del sistema internazionale” in un momento di “turbolenza nell’ordine globale”. I riferimenti, nemmeno tanto velati, riguardano gli Stati Uniti di Donald Trump, che ha preso di mira sia l’India che l’Unione con elevati dazi doganali (50% per New Delhi; 15% per Bruxelles), ostacolando i consolidati flussi commerciali e spingendo le principali economie del pianeta a cercare alternative concrete.

    Cosa prevede l’accordo di libero scambio tra Ue e India
    L’intesa si propone di integrare le filiere di approvvigionamento e di rafforzare l’industria manifatturiera, facendo risparmiare ai rispettivi importatori ed esportatori fino a 4 miliardi di euro di dazi doganali ogni anno, creando nuove opportunità di lavoro per milioni di persone sia in India che in Europa. Il testo concordato oggi dovrà essere sottoposto a revisione legale e potrebbe essere finalizzato entro la fine dell’anno. Se ratificato dal Parlamento europeo, potrebbe entrare in vigore già all’inizio del prossimo anno. Allora l’India potrebbe ulteriormente aprire il proprio mercato alle auto e ai vini europei, in cambio di un maggior accesso dei suoi prodotti tessili e farmaceutici nel mercato comunitario.
    Nello specifico, si prevede che l’India ridurrà o abrogherà nell’arco dei prossimi dieci anni i dazi imposti sul 96,6% delle esportazioni dell’Ue nel Paese, mentre Bruxelles farà gradualmente lo stesso su quasi il 99% delle spedizioni indiane nel Vecchio continente. I settori dell’economia indiana più avvantaggiati dall’accordo includono il tessile, l’abbigliamento, la progettazione ingegneristica, la pelletteria, l’artigianato, l’oreficeria, le calzature e i prodotti ittici, mentre i comparti dell’Unione che trarranno maggiori vantaggi dall’intesa comprendono quelli vitivinicolo, automobilistico, chimico e farmaceutico.
    Le parti inoltre hanno concordato un sistema di quote per l’importazione di automobili, vini e whisky, che riduce drasticamente i dazi reciproci imposti su questi prodotti. Le aliquote applicate all’importazione di auto dall’India, secondo la Commissione Ue, dovrebbero scendere gradualmente dal 110% a un minimo del 10%, mentre saranno completamente abolite per la componentistica nel giro di cinque o dieci anni. Dovrebbero poi essere eliminati gran parte dei dazi sui macchinari (che oggi arrivano fino al 44%); sui prodotti chimici (attualmente al 22%); e farmaceutici (all’11%). Per quanto riguarda i vini europei invece, le tariffe doganali imposte dall’India dovrebbero scendere dal 150% al 20% per la sola fascia premium. Dall’accordo però, su impulso di New Delhi, sono esclusi i cereali e i prodotti lattiero-caseari come latte e formaggi, mentre l’Unione ha invece escluso tariffe agevolate sulle importazioni di zucchero, carne, pollame e prodotti a base di carne bovina provenienti dall’India.
    Ma New Delhi e Bruxelles hanno raggiunto anche un accordo sui movimenti dei lavoratori stagionali, sugli scambi di studenti, ricercatori e di determinati professionisti altamente qualificati. Un’intesa che stabilisce un quadro regolatorio volto ad agevolare la circolazione transfrontaliera di professionisti e giovani per stimolare l’innovazione, tanto in Europa quanto in India.

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