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    Ucraina, quasi 400mila persone hanno già lasciato il Paese: soprattutto donne e bambini

    Credit: Ansa
    Di Antonio Scali
    Pubblicato il 27 Feb. 2022 alle 11:26 Aggiornato il 27 Feb. 2022 alle 11:54

    Il dramma di questi giorni di guerra in Ucraina porta con sé anche il dramma dei rifugiati. Quasi 400mila persone hanno lasciato le proprie case dall’inizio dell’invasione russa. In auto, pullman, treni e a piedi, qualsiasi mezzo pur di raggiungere i Paesi limitrofi, come Moldavia, Romania, Slovacchia o Polonia. E sfuggire alla guerra. A riferirlo è l’Unhcr, che ha fornito gli ultimi dati aggiornati: il totale attuale è ora di 368mila persone “costrette a fuggire e continua a crescere. I numeri si basano sulle informazioni rese disponibili dalle autorità nazionali”.

    Alcune decine di rifugiati sono già arrivati in Germania e potrebbero raggiungere presto l’Italia e altri Stati europei più distanti. A questi numeri, in rapido aumento, si aggiungono oltre 100mila sfollati interni, che si trovano ancora sul territorio ucraino. Persino il premier ungherese Viktor Orbán, tradizionale alleato di Putin, ha aperto ai numerosi ucraini che stanno entrando in Ungheria a piedi attraverso i valichi di Beregsurány and Záhony. Per Shabia Mantoo portavoce dell’Unhcr “fino a 4 milioni potrebbero abbandonare il Paese”.

    A lasciare l’Ucraina ed entrare negli Stati dell’Unione europea sono soprattutto donne e bambini, una diretta conseguenza della chiamata alle armi di tutti gli uomini tra i 18 e i 60 anni, decisa con un decreto dal governo ucraino. A Kiev la stazione dei treni è stata presa d’assalto, spesso da gente senza una meta precisa. Ma con il solo desiderio di lasciare il proprio Paese, invaso dalle truppe russe. Poi si vedrà. Il ministro delle Infrastrutture, Andrzej Adamczyk, ha annunciato che per i prossimi quattro giorni i cittadini ucraini in fuga potranno salire gratuitamente a bordo di treni intercity della Polish Rail Service (Pkp) e che un treno ambulanza è stato allestito nella città di confine di Przemysl, 30 km di auto dall’Ucraina.

    Nei primi tre giorni dall’inizio dell’invasione, più di 115.000 persone hanno attraversato la Polonia, alcuni viaggiando per più di due giorni, altri facendo file di ben 15 chilometri ai valichi di frontiera. Gli ucraini arrivati in Moldavia sono circa 20mila. Anche in Slovacchia è emergenza profughi, con lunghe code di veicoli in entrata e oltre 10 mila persone registrate nelle ultime 24 ore. Al centro congressi di Berlino sono stati predisposti 1.300 posti letto e la capacità di accoglienza verrà raddoppiata in tempi brevi. Inoltre Lituania, Lettonia ed Estonia sono in situazione di allerta per il prossimo afflusso di profughi ucraini.

    “Siamo già in Ucraina e nei Paesi limitrofi. C’è una sorta di resilienza e abbiamo grandi capacità di soccorso umanitario, ma il problema è che i numeri potrebbero superare la nostra capacità di accoglienza. Le sfide che ci attendono potrebbero andare oltre il prevedibile”, ha prospettato Filippo Grandi, alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati. Si temono fino a cinque milioni di profughi che si riverseranno ben oltre i Paesi limitrofi, con diversi Stati e regioni che hanno dato disponibilità ad accoglierli.

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