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    Venti di guerre spaziali: gli Stati Uniti hanno schierato armi in orbita. La Cina avverte Washington: “Fermatevi”

    Cadetti della classe 2027 iscritti al corso per ufficiali della US Space Force presso l'Accademia di Colorado Springs. Credit: ZUMAPRESS.com / AGF

    La US Space Force ha confermato la presenza militare di Washington anche fuori dall'atmosfera, grazie a nuove capacità che possono essere utilizzate "sia a fini offensivi che difensivi”. La notizia ha scatenato la reazione negativa di Pechino, contraria a una nuova corsa agli armamenti nello spazio

    Di Andrea Lanzetta
    Pubblicato il 15 Set. 2026 alle 13:45

    Gli Stati Uniti hanno schierato armi nello spazio. La notizia, confermata ieri dalla United States Space Force (USSF), l’arma delle forze statunitensi responsabile dei combattimenti in orbita, ha provocato la reazione sdegnata della Cina, che ha chiesto all’amministrazione Trump di non alimentare una corsa agli armamenti spaziali.

    La conferma di Washington
    “Gli Stati Uniti dispongono di sistemi di controllo spaziale armati in orbita, capaci di difendere le forze congiunte da azioni ostili da parte dei propri avversari”, ha dichiarato ieri in una nota un portavoce della US Space Force, senza specificare la natura di queste armi. Il “controllo dello spazio”, secondo il testo, comprende tutte le missioni intraprese nel contesto della lotta per il dominio dell’ambiente spaziale, utilizzando mezzi “cinetici e non cinetici” in grado di influenzare le capacità dell’avversario. Queste capacità, continua il testo, “possono essere utilizzate sia a fini offensivi sia difensivi”.
    La United States Space Force giustifica questo dispiegamento citando la presenza nello spazio dei suoi due principali rivali. La Cina, sottolinea il testo, “sta sviluppando e implementando capacità spaziali e anti-spaziali nell’ambito di una strategia di modernizzazione militare”, mentre la Russia “considera lo spazio un dominio di combattimento e ritiene che la supremazia spaziale sarà un fattore decisivo nei conflitti futuri”.

    La reazione di Pechino
    Il dispiegamento di forze militari statunitensi nello spazio ha però scatenato la reazione sdegnata di Pechino, che ha invitato gli Stati Uniti a “smettere di prepararsi alla guerra” in orbita. “Esortiamo gli Stati Uniti a smettere di espandere le proprie capacità militari e di prepararsi alla guerra nello spazio”, ha dichiarato oggi in conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, mettendo in guardia Washington dai pericoli di una “corsa agli armamenti” spaziale.
    Ma la militarizzazione dello spazio è antica quasi quanto l’esplorazione spaziale stessa. Dal lancio del primo satellite Sputnik, messo in orbita dall’Unione sovietica nel 1957, Washington e Mosca hanno esplorato diversi modi per schierare armi anche fuori dall’atmosfera. In passato però la principale preoccupazione era rappresentata dalle armi nucleari, ma nel 1967  i primi 27 Stati, comprese le principali potenze atomiche come Usa, Urss e Regno Unito, firmarono il Trattato sullo spazio extra-atmosferico, oggi ratificato da 118 Paesi, che vieta il dispiegamento di armi di distruzione di massa in orbita. Ma non quelle convenzionali.

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