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    I siriani tornano finalmente in piazza dopo la tregua in Siria

    Centinaia di persone hanno sfruttato il cessate il fuoco per manifestare in alcune città siriane controllate dai ribelli

    Di TPI
    Pubblicato il 5 Mar. 2016 alle 11:52 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 18:12

    Venerdì 4 marzo un gruppo di manifestanti siriani delle città e dei quartieri delle aree controllate dai ribelli sono scesi in piazza, per partecipare a una manifestazione contro il governo di Bashar al-Assad. Sventolando bandiere e scandendo degli slogan come “libertà” e “rivoluzione”, i partecipanti hanno definito l’adunata organizzata da attivisti anti-governativi come “un atto impensabile mesi fa”. 

    Le proteste contro il presidente siriano Bashar al-Assad si sono svolte per le strade in maniera pacifica e sono state organizzate nella prima settimana dall’inizio della tregua mediata dagli Stati Uniti e dalla Russia. 

    LEGGI ANCHE: Un punto sulla tregua in Siria 

    L’affluenza è stata modesta. Le proteste scaturite in alcuni quartieri sotto il controllo delle forze ribelli hanno attirato un centinaio di manifestanti. Molti dei partecipanti, secondo quanto riferito dalle agenzie di stampa Afp e Reuters, si sono detti intimoriti dall’idea di scendere in strada, per paura di rappresaglie futura una volta terminata la tregua. 

    A est della città di Aleppo, circa 200 persone hanno marciato nel quartiere di Bab Hadeed. Un testimone oculare ha riferito di aver sentito alcuni spari di cecchini in direzione delle proteste, ma nessuno è rimasto ferito. Altri testimoni hanno raccontato di aver visto un incendio all’ingresso di una mosche, dove i manifestanti avevano progettato di radunarsi prima dell’inizio della manifestazione. 

    Nella città di Douma, a nordest di Damasco, alcuni manifestanti sono stati dispersi da colpi sparati in aria, mentre a Idlib, a sud ovest di Aleppo, controllata in gran parte dai ribelli, centinaia di persone si sono riunite nella città di Maarat al-Numan dalla campagna circostante. 

    “Si potrebbe quasi dire che siamo tornati all’inizio, quando nel 2011 si scendeva nelle piazze per protestare pacificamente”, ha raccontato Hasaan Abu Nuh, un attivista della città di Talibiseh nella provincia centrale di Homs. “L’ultima manifestazione nella mia città è avvenuta nel giugno del 2012, prima che il regime intensificasse la repressione militare contro i manifestanti pacifici”. 

    Le scene hanno difatti ricordato le proteste che quasi sei anni fa avevano dato il via alle rivolte popolari contro il regime siriano, che solitamente avevano luogo dopo la preghiera del venerdì. 

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