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    Silvia Romano “è viva, ora si lavora per portarla a casa”

    Silvia Romano. Credit: Ansa

    La 24 enne cooperante italiana, sequestrata in Kenya il 20 novembre 2018, si troverebbe in Somalia

    Di Donato De Sena
    Pubblicato il 30 Set. 2019 alle 17:03 Aggiornato il 30 Set. 2019 alle 17:20

    Silvia Romano viva

    Silvia Romano, la cooperante italiana sequestrata a novembre 2018 in Kenya, è viva e ora si lavora per portarla a casa. È quanto riferisce l’agenzia di stampa Agi citando una fonte dell’intelligence. La ragazza “è viva” e “si sta lavorando per riportarla a casa”, è stato riferito. La 24enne cooperante è stata sequestrata in Kenya precisamente il 20 novembre 2018. Ora si troverebbe in Somalia.

    Nessuna conferma, né smentita arriva da questa fonte sulla notizia, riportata oggi dal quotidiano Il Giornale, che, in questi mesi di prigionia, la ragazza sia stata costretta a sposarsi con un matrimonio celebrato con rito islamico, diventando “proprietà di un uomo del posto, probabilmente legato all’organizzazione che la tiene in ostaggio”. Sempre stando a quanto scrive Il Giornale, la ragazza sarebbe stata sottoposta a operazioni di indottrinamento e di assimilazione alla cultura islamica.

    Silvia Romano viva, costretta al matrimonio e all’islamizzazione forzata: la nuova pista seguita dall’intelligence

    Stamattina da fonti della Procura di Roma, che indaga sulla vicenda, è stato comunicato che “non ci sono evidenze investigative nuove rispetto a quanto già emerso dalla collaborazione tra le autorità italiane e quelle kenyote”.

    La volontaria milanese venne rapita da un commando composto da almeno otto persone. Tre di loro sono a processo a Malindi. Francesca Fumagalli, la madre di Silvia Romano, ha postato un articolo che riprendeva Il Giornale con un suo commento: “Speriamo non sia vero…”.

    Ronald Kasungo, l’amico che era con Silvia il giorno del sequestro ed è stato sentito come testimone dalle autorità locali, all’Agi ha dichiarato: “Sono contento che sia viva, ma molto triste che l’abbiano costretta a sposarsi, se questa notizia fosse vera”.

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