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    Oms: per l’Africa momento peggiore dall’inizio della pandemia, aumentano i casi e mancano i vaccini

    Credit:Seth/Xinhua
    Di Giulio Alibrandi
    Pubblicato il 9 Lug. 2021 alle 15:22 Aggiornato il 9 Lug. 2021 alle 15:27

    Oms: per l’Africa momento peggiore dall’inizio della pandemia, aumentano i casi e mancano i vaccini

    L’Africa sta affrontando il momento peggiore dall’inizio della pandemia secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), dopo che la scarsità di vaccini ha portato a un forte aumento di decessi e contagi da Covid-19 anche tra i più giovani, mettendo a dura prova i sistemi sanitari di numerosi paesi.

    Secondo la direttrice regionale dell’Oms per l’Africa, Matshidiso Moeti, l’Africa ha recentemente passato “la peggiore settimana di pandemia di sempre per il continente”, sostenendo che “il peggio deve ancora venire”. “La terza ondata continua a guadagnare velocità e terreno”, ha aggiunto, affermando che i casi stanno raddoppiando ogni 18 giorni nel continente, in cui finora è stato vaccinato solo l’1 percento della popolazione.

    La scarsa disponibilità di vaccini, dopo che le spedizioni tramite l’iniziativa Covax, promossa dalle Nazioni Unite, si sono quasi interrotte nelle ultime settimane, è stato uno degli ostacoli principali nella lotta dell’Africa alla pandemia. Ad aprile il governo indiano ha deciso di fermare l’esportazione di vaccini anche destinati a Covax, da cui dipende la maggior parte dei paesi africani date le limitazioni poste dai paesi occidentali sulle esportazioni di vaccini.

    La scorsa settimana l’Unione Africana (Ua) ha chiesto all’Unione Europea di allentare le restrizioni per consentire ai paesi africani di acquistare più vaccini, una concessione che, secondo quanto sostenuto dall’inviato speciale dell’Ua su Covid-19 Strive Masiyiwa i paesi europei potrebbero permettersi dopo aver consentito ai tifosi di tornare negli stadi per gli Europei di calcio. Secondo l’Ua, negli scorsi giorni era anche previsto l’arrivo del primo carico di vaccini donati dagli Stati Uniti dall’inizio della pandemia.

    Ieri il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef), ha invece annunciato un accordo per consegnare all’Unione Africana 220 milioni di dosi del vaccino a singola dose prodotto da Johnson & Johnson entro la fine del 2022.

    Nel continente sono state finora somministrate circa 53 milioni di dosi, vaccinando l’1 percento di una popolazione di 1,3 miliardi di persone, a fronte di una media mondiale dell’11 percento. Un dato superato dalla sola Italia che finora ha somministrato più di 56 milioni di dosi, vaccinando il 41,62 percento della popolazione di età superiore ai 12 anni.

    Nei sette giorni precedenti il 4 luglio, il continente ha visto un aumento del 20 percento dei positivi e del 23 percento dei decessi, la settima settimana consecutiva di aumento dei casi. Una crescita “precipitosa” che durerà ancora per “settimane” secondo Moeti. In 16 paesi i casi stanno attualmente risalendo, e in almeno 10 di essi è stata rilevata la variante Delta, più contagiosa.

    Nello stesso periodo, il Sudafrica ha fatto registrare un aumento del 46 percento dei decessi. Il paese, il più colpito dalla pandemia nel continente, ha recentemente raggiunto nuovi record in termini di casi e decessi.

    Anche se i paesi in cui la pandemia si sta diffondendo maggiormente si trovano in Africa meridionale e orientale, come Namibia, Zambia, Uganda e Kenya, preoccupa anche la situazione della Tunisia, che sta affrontando una quarta ondata della pandemia.

    Il ministero della Salute tunisino ha affermato che la situazione è attualmente “catastrofica” e che il sistema sanitario è collassato. Martedì scorso il paese ha fatto registrare i dati più alti dall’inizio della pandemia, dopo essere entrato nel pieno della sua quarta ondata.

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