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    La nipote di Donald Trump: “Mio zio è un misogino in declino cognitivo e con disturbi psichiatrici”

    Credit: AGF

    La "diagnosi" di Mary L. Trump, psicologa e nipote del presidente statunitense

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 23 Giu. 2026 alle 10:58

    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è “un misogino. Non rispetta le donne, ha dei problemi con loro, in particolare con quelle forti”. Non lo dichiara una persona qualsiasi, ma bensì Mary L. Trump, psicologa clinica e nipote del tycoon. Intervistata dal Corriere della Sera, in merito allo scontro con la premier italiana Giorgia Meloni la donna ha dichiarato che lo zio è “un uomo in declino, cognitivamente, psicologicamente ed emotivamente”. E ancora: “Come sta scoprendo Meloni stessa, Donald alla fine si rivolta sempre contro 
i suoi alleati, perché non riescono mai a essere abbastanza leali. Chiunque abbia una relazione con lui deve essere leale al 100% per tutto il tempo”.

    Secondo Mary L. Trump, il presidente statunitense sa che la guerra contro l’Iran “è stata un totale disastro per lui e per gli Stati Uniti. Abbiamo visto com’era isolato al G7. Ed è chiaro che anche Meloni, che lo considerava un amico, stava prendendo le distanze da lui perché lei è una buona partner della Nato, è stata contraria alla guerra in Iran e non ha offerto assistenza agli Stati Uniti”. Questi elementi, insieme “all’umiliazione che ha provato”, sarebbero state sufficienti a “farlo andare sulla difensiva. Ha fatto quello che ha sempre fatto: ha proiettato. È lui quello per cui la gente inizia a provare dispiacere. È lui quello che vuole essere 
al centro dell’attenzione. E ha dovuto affermare il falso su di lei, perché non penso che niente di ciò che ha riferito sulle loro interazioni sia vero”.

    La nipote di Trump, che non ha più rapporti con lui dal 2017, è sicura che il tycoon 
“peggiorerà sotto ogni aspetto” andando avanti “finché continuerà a perdere colpi. Quello che sta succedendo con l’Iran è solo l’esempio più ovvio. Si è rivoltato contro Benjamin Netanyahu, che potremmo tranquillamente definire il suo alleato più stretto. Continuerà a scagliarsi contro tutti, non finirà bene”. Mary L. Trump, quindi, fa la sua diagnosi considerando lo zio “un uomo profondamente insicuro” che, al momento, sta “perdendo il controllo di se stesso e della narrazione che cerca di imbastire su di sé e sulla sua competenza. Sta diventando sempre più ovvio che non sa cosa sta facendo e sta creando disastri da cui non riesce a uscire. 
E la sua consapevolezza di questo lo rende più disperato. L’unica cosa che gli viene in mente di fare è incolpare gli altri”.

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