Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Menu
  • Esteri
  • Home » Esteri

    Niger, 15 ragazze sono state rapite da un gruppo di uomini armati

    Credit: AFP

    Il nuovo sequestro segue il massacro, avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì, di otto persone, tutte nigerine, trucidate in un attacco terroristico

    Di Clarissa Valia
    Pubblicato il 24 Nov. 2018 alle 20:22 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 21:43

    Un commando di uomini armati, probabilmente islamisti del gruppo terroristico di Boko Haram, ha rapito nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 novembre 2018 “una decina di ragazze” in diversi villaggi del sud est del Niger, vicino la frontiera con la Nigeria.

    La notizia riportata dall’agenzia AFP arriva da una ong e da un parlamentare locale ed è stata confermata da una fonte del governatorato della regione di Diffa, secondo cui potrebbe essere stato “un colpo di Boko Haram”.

    I miliziani di Boko Haram hanno più volte organizzato rapimenti di massa di giovani ragazze, in particolare nella vicina Nigeria, dove il gruppo è nato e dove nell’aprile del 2014, a Chibok sono state rapite più di 200 giovani studentesse.

    Il nuovo sequestro segue il massacro, avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì, di otto persone, tutte nigerine, trucidate in un attacco terroristico contro una squadra di tecnici di una società mineraria francese, la Foraco, a Toumour, una città situata a 80 chilometri da Diffa, la capitale nel sud-est del paese.

    La scorsa settimana, diverse ong nigerine hanno commemorato i 500 giorni del sequestro, avvenuto nel luglio 2017, di 39 persone – 33 donne e 6 ragazzi – compiuto da Boko Haram a NGale’wa, un altro villaggio nella regione di Diffa.

    Attraverso una campagna sui social network, numerose ong hanno chiesto “un ulteriore sforzo” per liberare i 39 ostaggi.

    Cos’è Boko Haram

    Il movimento nasce nel 2002 a Maiduguri, capitale dello stato del Borno, su iniziativa di un carismatico religioso musulmano, Mohammed Yusuf, il quale fonda una moschea e una scuola islamica.

    Inizialmente focalizzato sull’opposizione all’educazione occidentale, nel corso del tempo, e in parte in reazione a un giro di vite del governo nigeriano, Boko Haram diventa sempre più violento.

    I primi attacchi risalgono al 2009, quando inizia il conflitto del movimento con il governo centrale. L’obiettivo dell’organizzazione diventa rovesciare il governo e creare uno stato islamico, e la scuola è ormai un terreno di reclutamento per jihadisti.

    Oggi Boko Haram uccide più persone per singolo attacco di tutte le organizzazioni terroristiche islamische del mondo. Negli ultimi mesi ha ucciso circa un centinaio di persone alla settimana tra nigeriani cristiani e musulmani.

    I militanti di Boko Haram sono collegati ad altri gruppi terroristici. La loro relazione più importante è con il Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento (al-Qaeda del Maghreb islamico), che fornisce loro armi, denaro e addestramento al combattimento.

    Gli ultimi attacchi dell’organizzazione sono le esplosioni del 14 aprile, quando almeno 70 persone sono state uccise nei pressi di un parcheggio, e del 2 maggio, quando 19 persone sono morte. Gli attentati dimostrano che Boko Haram dispone di una forza di combattimento di migliaia di uomini, ma anche di cellule specializzate in esplosivi.

    Secondo gli analisti, Boko Haram è sempre più ricco. Ma visto che il supporto viene da fuori i confini della Nigeria, per il governo nigeriano centrale è molto difficile intervenire. La minaccia scomparirà solo se il governo della Nigeria riuscirà a ridurre la povertà cronica della regione e a costruire un sistema educativo che guadagni l’appoggio dei musulmani locali.

    Leggi l'articolo originale su TPI.it
    Mostra tutto
    Exit mobile version