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    Navi Pillay: “Le sanzioni Usa alla Cpi sono illegali, una ritorsione perché Trump non ha avuto il Nobel”

    Credit: AGF

    La giurista che ha accusato Israele di genocidio: "È doloroso e offensivo essere messa sullo stesso piano di Goebbels"

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 14 Ott. 2026 alle 11:48

    Intervistata da La Repubblica, la giurista Navi Pillay, premio Nobel per la Pace 2026, giudica “illegali, negative e crudeli” le sanzioni statunitensi alla Corte Penale Internazionale. Sanzioni che sono state imposte lo stesso giorno dell’assegnazione del Premio a Pillay: “Non è una coincidenza, conoscendo quanto Trump voglia il Nobel: è una ritorsione”. E sul presidente Usa la giurista aggiunge: “I leader hanno la responsabilità di trasmettere valori e principi positivi, perché le persone comuni, quando un leader parla, tendono a pensare che stia dicendo la verità. Gli americani hanno insegnato al mondo a liberare le donne e a rispettare l’uguaglianza 
dei loro diritti. Chi oggi guida quel Paese dovrebbe ricordare e rispettare tale eredità”.

    Pillay è stata criticata da Trump ma anche da Israele con il ministro degli Esteri di Tel Aviv che ha dichiarato: “Goebbels sta applaudendo all’inferno”. Questo perché la giurista ha guidato la commissione Onu che ha accusato Israele di genocidio. “È doloroso e offensivo essere messa sullo stesso piano di Goebbels. Ho dedicato tutta la vita ai diritti umani. Parole immeritate, il ministro dovrebbe ritirarle e chiedere scusa” afferma Pillay che proprio sull’indagine effettuata dalla commissione aggiunge: “Israele ha impedito alla nostra Commissione di investigare direttamente. Sembrano esserci pressioni che non conosciamo e che bloccano le persone”.

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