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    Ventinove condanne all’ergastolo al maxiprocesso per i crimini della dittatura argentina

    Credit: Afp/Notimex

    Secondo le associazioni di diritti umani 30mila persone sono state uccise dalla repressione militare in Argentina tra la seconda metà degli anni Settanta e la prima degli anni Ottanta

    Di Giuseppe Loris Ienco
    Pubblicato il 30 Nov. 2017 alle 10:17 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 17:10

    Ventinove persone sono state condannate all’ergastolo in Argentina per crimini contro l’umanità commessi negli anni della dittatura militare, tra il 1976 e il 1983.

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    Tra queste vi sono gli ex ufficiali della Marina Alfredo Astiz, conosciuto anche come “l’angelo della morte”, e Jorge Acosta, già condannati all’ergastolo nel 2011 per le torture commesse alla Escuela de Mecanica de la Armada a Buenos Aires, trasformata in un museo per i diritti umani nel 2004.

    Si stima che il 90 per cento delle cinquemila persone rinchiuse all’epoca alla Escuela de Mecanica de la Armada siano sparite nel nulla.

    Astiz si è rifiutato di chiedere scusa per i suoi crimini, prendendo di mira le associazioni che lottano per i diritti umani: “Sono gruppi di vendetta e persecuzione”, ha detto durante il processo l’ex militare.

    Altre 19 persone sono state condannate a pene che vanno dagli otto ai 25 anni di reclusione. Sei gli scagionati: tra loro vi è Juan Alemann, ministro delle Finanze all’epoca della dittatura militare e uno dei pochi civili a essere stato accusato di aver guidato gli abusi.

    Alcuni imputati sono stati condannati per i cosiddetti “voli della morte”, una pratica di uccisione diffusa negli anni della “Guerra sporca” (il nome attribuito alla repressione argentina in quegli anni). I dissidenti politici venivano fatti salire su un aereo, sedati e uccisi per essere poi gettati in mare.

    “Credo sia incredibilmente osceno il fatto che abbiano dato sedativi ai nostri cari prima di gettarli in fiume o in mare”, ha detto Lisa Boitano, a capo di un gruppo di parenti di persone uccise o arrestate ingiustamente negli anni della dittatura.

    Secondo i dati diffusi dalle associazioni di diritti umani e riportati dall’agenzia di stampa Reuters, 30mila persone sono state uccise dalla repressione militare in Argentina tra la seconda metà degli anni Settanta e la prima degli Ottanta. Moltissimi corpi non sono mai stati ritrovati.

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